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Uscire dalla propria Vita, per un po’.

Ormai lo sanno anche i sassi che ho cambiato lavoro e che sto mettendo su la mia ciclofficina. Nel mentre però ho fatto altre cose.

Per alcuni sto andando lunga, quasi a dire che non aprirò mai, per altri ho sbagliato la stagione e devo aspettare ancora un po’.
Nel mio percorso ad un certo punto ho deciso di affidarmi (ricordate che sono Buddista?) e di credere che continuando a seminare le cose avrebbero preso la giusta direzione. Sta andando esattamente così e continuo a credere fermamente nel potere della semina ancora adesso.

Tra i vari semi che ho messo ce n’è uno particolarmente personale: quello di decidere di sostenere in prima persona una mia carissima amica che lotta da tempo contro un tumore.
Non sapevo neanche da che parte cominciare e spesso ho giudicato invece di sostenere (per dovere di cronaca lei è viva e sta ancora lottando contro la malattia e la nostra amicizia è sempre solida).

Questa esperienza mi ha fatto maturare una scelta importante: candidarmi per il corso volontari dell’associazione Gigi Ghirotti.
Questa associazione è famosissima a Genova (e non solo), esiste da anni (1984), e da sempre si occupa di terapia del dolore e di cure palliative. In generale se si sente nominare la Ghirotti si pensa qualcuno sta morendo, ma non è del tutto vero: il loro ambito è la malattia cronica, anche terminale. La differenza è sottile ma importante.

Per fare quello che fanno, hanno uno staff medico (dipendenti dell’associazione) e i volontari che si occupano di tutto ciò che non è strettamente legato alla terapia.L’associazione vive di raccolte fondi, offerte e 5×1000.
Per fare il corso fai un colloquio preliminare, se ti ammettono frequenti le lezioni per circa un mese e mezzo, alla fine del quale fai un altro colloquio per capire se sei idoneo e per quali mansioni. Nel mio caso (non so se sia uguale ogni anno) il corso era formato da due incontri settimanali di due ore ciascuno. Un po’ fisicamente mi è pesato, ma è sicuramente una delle esperienze più significative che abbia mai fatto.

Vi starete chiedendo perché oggi scrivo di questa esperienza.

A dirla tutta non c’è un vero perché, se non quello di condividere una crescita personale.

Durante il corso si è parlato di molte cose, da quelle più tecniche sul come è composta e quali sono le procedure dell’associazione, a quelle più spirituali come la filosofia e l’etica.

Per me ha rappresentato un viaggio dentro me (come racconto spesso della bici) e mi ha messo di nuovo di fronte ad un mio grandissimo limite: uscire dalla mia zona di comfort.

Lo so che dal di fuori non sembra proprio, eppure per me uscire dalle mie sicurezze è sempre una sfida enorme.

(Per farvi ridire un po’: ho 5 gatti, compro da anni sempre dalla stessa catena, che però è stata acquisita da un’altra azienda. Oggi ho impiegato online più di un’ora per capire dove e che tipo di lettiera comprare, perché quella che usavo è andata fuori produzione. Ecco questo è l’altro lato di chi ha il coraggio di cambiare lavoro, perdersi nella lettiera del gatto, per fortuna non letteralmente)

Solo verso le ultime due/tre lezioni ho scelto un posto fisso ed ho iniziato a chiacchierare con gli altri aspiranti volontari. Solo all’ultimo incontro ho tirato fuori la parte cazzara di me.

Foto dei miei sandali estivi sulla sabbia.
Questa foto l’ho fatta in Sardegna: per me rappresenta l’essenza della vacanza (la prima dopo tempo senza bici), la prima con la mia amica. Una foto come tante, in apparenza.

Alla fine ci è stato chiesto che parola ci portavamo via dopo questo corso, ed io ho risposto Etica.

Non ne conoscevo il significato prima, la confondevo con la morale. Ed è stata quella lezione a farmi capire che cosa voglio fare da grande, o meglio come.
Voglio fare la ciclomeccanica e la blogger, ma in un certo modo, anche se sembrerà anacronistico o, ai più, inutile.

Desidero attraverso il mio lavoro migliorare la mia città, la qualità della mia vita ma anche di chi mi circonda, portare un modo diverso di muoversi, ma anche di viversi i propri spazi.

Ho obiettivi molto ambiziosi lo so.
Quel che mi colpisce è che un corso che apparentemente non c’entra niente con il lavoro e neanche con la mia vita (non sono ancora una volontaria) mi abbia fatto comprendere così tanto, non solo di me.

È questo uscire dai propri confini, confrontarsi con qualcosa di nuovo. Permette di portare a casa un bagaglio diverso. È stata dopo la lezione sull’Etica che ho compreso cosa volevo che fosse LaBloggerIgnorante. È stata quella lezione a ricordarmi che l’unico modo per realizzare i propri sogni è focalizzarsi sull’obiettivo senza perdere di vista il quadro di insieme.

Non ho idea che cosa farò, se diventerò attivamente una volontaria. Qualche giorno fa ho messo per iscritto le cose che so fare, volevo essere preparata alla domanda Che mansione vorresti svolgere per l’Associazione? Mi sono stupita di me, ancora una volta (lo sapete che è più facile criticarsi che lodarsi).

Questo è uno di quei post difficili da scrivere, e fino alla fine (anche oltre) ti domandi se ha senso pubblicarlo oppure no. Vorresti trasmettere delle cose ma non ci riesci come vorresti, ed allora forse non ha senso.

Ho fatto questo corso volontari perché dovevo andare oltre la mia vita, i miei problemi ed i miei pensieri, perché sapevo che l’unico modo per svoltare è andare oltre se stessi. Starmene a casa pensare continuamente al lavoro non avrebbe portato da nessuna parte. Ma non bastava uscire, prendere aria, ci voleva uno scopo, uno scopo più grande, con nessuno guadagno (economico) personale.

L’unico modo per realizzare cose grandi è uscire dalla propria vita per un po’, appena si creano le occasioni, e rientrarci diversi, per vedere le cose in un altro modo.

Ecco quello che volevo dirVi: non statevene lì a vedere cosa non va, fermi. Agite, fate qualcosa di molto lontano dalla Vostra vita, dalla Vostra natura. Provateci. Può andare bene e sarete felici della Vostra esperienza, oppure no, ma sicuramente rimetterete piede nella Vostra vita più ricchi e quella ricchezza Vi guiderà sempre.

Chi sono io per dirVi queste cose? Nessuno, sono solo una ciclomeccanica e una blogger, e questa è solo la mia esperienza.

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2 commenti su “Uscire dalla propria Vita, per un po’.

  1. Condivido in pieno tutto quello che hai scritto… per te è stato un corso molto bello e importante, per me, in un periodo di turboleza fu in film “La grande bellezza”… ha fatto quasi tre anni fa quello che “Polly” dei Nirvana fece quando avevo 16 anni: un cortocircuito che ha prodotto dopamina e da quella visione sono cambiata ho letteralmente smesso di fare ciò che non volevo più fare! 😗
    Grazie per quedto entusiasmo è bello leggerti!

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