Quando a gennaio 2020 ho aperto la sezione del blog Vita da Ciclomeccanica, lo scopo principale era intrattenerVi con le mie avventure in ciclofficina, condividendo spunti tecnici e no. Come sempre parto bene e razzolo male. Non sono riuscita a scrivere con la costanza che avrei voluto, anche perché pubblicare sul blog mi tira fuori una certa dose di acuta pignoleria: scrivi, correggi, formatta il testo, scegli la foto, imposta la seo. Diventa difficile essere costanti: pignoleria e stanchezza non sono un buon binomio.

A luglio, una sera dell’estate appena passata, ero seduta per terra, fuori dalla bucofficina. Ho preso il cellulare e d’istinto ho iniziato a scrivere: così è nato il primo racconto serale, a cui ne sono seguiti diversi altri, tutti pubblicati sul canale Telegram.

Pubblicare lì comporta un po’ meno lavoro tecnico e mi dona una sensazione di immediatezza e contatto, come se stessi raccontando ad amiche e amici la mia giornata, in libertà.

Quasi tutte le sere scrivo qualcosa e, attraverso le mie avventure, parlo di ciclomeccanica, di emozioni, riflessioni, dubbi, parlo di Vita e umanità (e posso dire che a mio avviso ce n’è un grande bisogno).

Il canale Telegram ha una storia controversa, ha cambiato nome e stile più volte, fino ad arrivare ad oggi. Racconto Cose // Bici • Vita • Felicità è un raccoglitore di emozioni, racconti, consigli tecnici, è uno spaccato di Vita, esattamente come quando parli davanti ad una pizza e ti racconti (ebbene sì ogni tanto cado sul tecnico e vedo facce perplesse intorno a me).

Attualmente, dopo gli ultimi aggiornamenti, Telegram ha introdotto la possibilità di commentare i post di un canale. Prima di questa funzione, avevo creato un gruppo privato connesso, in modo da condividere le nostre esperienze e riflessioni. Unirsi al canale non obbliga all’iscrizione al gruppo che rimane facoltativa e dove ognuno può dire la propria su Bici, Vita e Felicità (non solo quella che arriva dopo un bel giro in sella).

Vi saluto con qualche stralcio dai vari racconti pubblicati finora e Vi aspetto su Telegram 🙃❤️


27 Ottobre
Arrivare a casa, buttarsi in doccia e far scivolare la stanchezza, farsi un piatto di pasta e rilassarsi. Sono convinta che il bello della Vita sia nelle cose semplici.Forse qualcuna/o è come me, dannatamente single, ed ogni tanto questa cosa pesa.Qualcun’altra/o magari ha famiglia, figli, arriva a casa e tutto svanisce in quel calore, oppure ha altri casini da affrontare.La Vita è bella, più di quello che immaginiamo, e esiste in ogni istante della nostra quotidianità.Non perdiamola in nome di qualcosa che deve arrivare, rimaniamo connessi al presente.
Volevo scrivere uno dei miei racconti serali, mi davanti al monitor sono uscite queste parole, che poco hanno a che fare con i mille intoppi ciclomeccanici di oggi.Domani Vi racconto di bici, stasera Vi abbraccio come se fossi lì.
Buon Vento.


25 Ottobre
Ma oggi non è domenica? Come mai un racconto?
Già è domenica e oggi con mio padre abbiamo iniziato ad allestire Ohibò con i ganci per le bici… Sono sempre tantissime… Ne ho 40 da aggiustare.
Non capisco questa legge fisica che quando rimani indietro di qualcosa per recuperare ci vuole il triplo del tempo.
Oggi è una giornata complicata per le nuove disposizioni. Non ho idea chi di Voi è colpito più o meno direttamente. Difatti riguarda tutte e tutti.
Ma provo una strana fiducia, un senso di ottimismo che non mi abbandona anzi sta tornando.
Come dite… sono pronta per un tso? 😂
Può essere 😜
La ciclofficina è ancora lontana da reggersi bene sulle sue gambe, c’è ancora molto da fare, tante cose da migliorare, nuovi obiettivi. Mentre osservavo mio padre fare buchi mettere viti, mentre gli passavo il trapano e poi l’avvitatore, ho pensato all’immensa fortuna che ho nell’avere il suo aiuto concreto ed il suo sostegno.
Tutte/i noi abbiamo qualcuno che crede in noi, anche se pensiamo il contrario. A nostra volta abbiamo fiducia in qualcuna/o e così via in un circolo virtuoso.
Oggi ho scritto che la retorica di Conte sull’unirsi per superare le difficoltà aveva stancato. Ma in realtà è l’unica strada.
Azz, anche stasera ho parlato di questo dannato virus. Scusatemi. Martedì recupererò con qualche disavventura ciclomeccanica… Ho tanto di quel lavoro e quasi tutto incasinato che ne vedremo delle belle.
Mancano poche ore alla fine della campagna. Nonostante l’aiuto inaspettato di cui Vi raccontavo qualche sera fa, non si è mosso granché. Ma sono già oltre.
Come ho appena detto… Ne vedremo delle belle.


29 Settembre
Più che racconto da Ohibò, è post Ohibò.
Sono a casa, è tardissimo. Mi ero ripromessa di uscire puntuale e invece ad un certo punto mi sono seduta, è arrivata tutta stanchezza e ciaone.Una mia amica mi ha cortesemente comprato le crocche per i gatti, io mi sono dimenticata che mi ero detta “mentre compro le crocche per le belve mi faccio venire l’ispirazione per la mia cena”. Conclusione: a casa non avevo una mazza ed ho ripiegato su una colacena, ossia la cena a latte (finto) e biscotti (quello che ne rimaneva). Mentre scrivo ho ancora la tazza di latte finto davanti, perché ho così tante cose nella testa che dovevo mettermi a scrivere e tediarVi un po’.
Io ci provo tutte le sere ad essere puntuale con i miei racconti ma, come ben vedete, mica ce la faccio.
Stamattina ho iniziato con una sostituzione camera d’aria e copertone su una vecchia bici da corsa. La cliente la usa solo sui rulli e neanche si era accorta che il comando sinistro non andava. Non credo di riuscire a recuperarlo, ma non mi ha dato il tempo di provarci, non le interessa.Poi ho rimesso su una mountain bike a cui già venerdì avevo fatto spurghi, manutenzione mozzi, controllo cambio. Il cambio mi aveva lasciata dubbia, sabato non l’ho più controllato e stamattina dopo essermi svegliata e ricordata come mi chiamo, è stato il terzo pensiero.Me lo ricordavo peggio di come l’avevo regolato, forse perché era stato l’ultimo lavoro della giornata, o forse perché sono troppo pignola.Dopo è toccato ad una vecchia trek ibrida, linea da corsa ma manubrio dritto. Sostituzione comandi, cavi e guaine sia del cambio che dei freni, una bella pulizia, anche qui una camera d’aria e ovviamente tutte le regolazioni necessarie.A questo punto della giornata iniziavo ad essere stanchina, così per farmi del male ho messo su un’altra mountain bike con il cambio deore xt distrutto. In casa ne avevo uno usato, ho provato a metterlo su ma non c’è verso di regolarlo. Non ho idea dell’origine di quello usato (in questi anni mi hanno regalato molte cose usate) quindi tempo un problema di tiraggio. Questa volta tocca comprare il pezzo.Dopo è passato un ragazzino per farsi regolare i vbrake, peccato che avesse la ruota posteriore che ballava la samba. Non sono riuscita a sistemarla, non voleva, aveva fretta, non aveva soldi. Insomma ora la bici frena, peccato il carro posteriore va dove vuole.A questo punto della giornata iniziavo ad essere stanca e metto su una bmx. I proprietari l’hanno smontata per farla rivenciare e poi hanno fatto casino. Conclusione: bisogna ricomprare i cavi che ora sono corti: peccato che i cavi da freestyle siano deliranti. Intanto io imparo cose nuove.E mentre decido di sedermi e morire arriva una mamma con la figlia: ha prestato la bici all’amichetto che gliel’ha distruttra, a dire della mamma. Il freno v-brake era aperto perché qualcuno per aprirlo aveva allargato di troppo l’incastro e quando frenavi si apriva. Bimba fatta felice in 5 minuti… già che c’ero ho controllato tutta la bici.A questo punto della giornata ho ceduto totalmente e vagando per la ciclofficina cercando un lavoro facile mi sono pure dimenticata che la mia bici ha bisogno di un’oliata perché cigola. Capite… vado in giro con la bici che cigola. Sono una vergogna.
Domani mi aspetta il delirio tra un monopattino elettrico, il tizio della saracinesca (che mi dà problemi), andare dal commercialista e nel mentre aggiustare 4 o 5 delle milla e milla bici che ho in Ohibò.
Sono felice? Sì.Sono stanca? Sì.
Stasera mentre tornavo a casa pensavo “come faccio a trasformare la mia storia in qualcosa di incoraggiante per le altre persone?”. Non voglio che le persone pensino che sono egocentrica e racconto queste cose per pura mania di protagonismo. Vorrei che attraverso i miei racconti le persone fossero incoraggiate a realizzare i propri sogni: è un mazzo fotonico, ma la gioia di perseguire un sogno e realizzarlo e indescrivibile.
Ho ancora molta strada davanti a me, non mi sento arrivata, affatto. Però tutte le sere guardo Ohibò e mi dico “epperò ragazza niente male”.
Ora magari finisco il latte finto e mi lancio sul letto in mezzo ai gatti e runfo un po’.
(Scusate, stasera sono stata un po’ lunga)