Ultimo giro dell'anno: Io, Wilma e la minibici. Il sole ormai è sorto.

Avevo iniziato a scrivere per raccontarVi questa giornata, ricca di lavoro ed esperienza (a dirla tutta anche di sonno), ma mi sembrava tutto banale e inutile.

Che c’è da raccontare, ho lavorato, tutti lavorano mica stanno a scriverlo online.
Più o meno questo il pensiero che mi rimbalza in testa.

Sarà che oggi ho avuto il mio primo cliente mandato da un mio collega/competitor. Sarà che oggi per la prima volta non ho esitato davanti ad una e-bike e ai suoi molti cavi elettrici, sarà che oggi mi sembra di aver messo un mattoncino in più nel costruire la mia esperienza lavorativa.

Mi è venuto in mente quando ho iniziato ad aggiustarmi la bici e di come questa cosa, all’epoca, mi avesse portato in laboratorio ad essere più intraprendente, a non fermarmi di fronte ad un plotter che fa il matto.

Uno dei regali più belli della bicicletta è proprio avermi fatto approfondire il mio potenziale.

Oggi mi osservavo da fuori, come mi destreggiavo tra una domanda e l’altra: quante cose ho imparato in questo primo anno e quante ancora ne imparerò.
Uno dei motivi per cui ho cambiato lavoro è la voglia di crescere ancora, umanamente e professionalmente, e giornate come questa mi ricordano che è stata la scelta giusta. Ho bisogno di scriverlo, ricordarmelo perché non è sempre così. C’è ancora moltissima strada da fare (lo so, lo dico sempre).

Oggi guardo alle mie spalle e oltre l’orizzonte, davanti a me, e sono felice di essere esattamente dove sono.