Barche al Porticciolo di Nervi, verso le 23, 21 giugno 2019.

Stasera ho chiuso alle 22.30 circa.
Non perché io abbia realmente lavorato fino a quell’ora, ma verso le 20 con l’ultimo cliente di oggi sono andata a farmi l’aperitivo, e poi rimaneva da chiudere.

Salita in sella sono andata fino a Nervi, per poi tornare a casa.

Non amo pedalare di sera, come dice mio padre si va verso il buio. Preferisco l’alba, si va verso la luce. Inoltre di sabato sera corrono tutti più del solito, d’estate c’è un traffico pazzesco.
Mi fa un po’ tristezza questo aprirsi delle gabbie, come se d’inverno la città non esistesse.
Le mie strade e i mie i luoghi saranno impraticabili fino a fine settembre, purtroppo.

In questi giorni le mie gambe sono molto stanche. Da un paio vado avanti a pastiglie e gel per la circolazione. Anche prima facevo un lavoro fisico, non credevo che questo sarebbe stato così pesante. Ed è arrivato il caldo, ormai sono vecchia e le mie gambe lo patiscono parecchio.

Hanno risposto bene, nonostante la stanchezza.
E mentre pedalavo riflettevo sul fatto che a forza di aspettare il momento ottimale per pedalare, finisce che non pedalo.

Mi ero trovata un sacco di pretesti per macinare chilometri, dall’andare a praticare al mattino da qualcuno al portare fuori il cane della mia migliore amica in pausa. Pretesti che stanno venendo a mancare, proprio perché la Vita è dinamica e non statica.

Porticciolo di Nervi: 21 giugno 2019, verso le 23.

Che fare allora, se non salire in sella dopo una giornata stancante al punto giusto, dopo una settimana abbastanza delirante.

Non un giro particolarmente difficile, ma dopo lo stop obbligato causa infortunio tecnico è tutto un po’ faticoso; ho anche cambiato mezza bici, tra comandi e freni, ed io sono una ciclista che deve prendere confidenza con il proprio mezzo.

Alla fine di questo fantastico giro, un po’ per arrotondare a 20 km tondi tondi, un po’ per golosità, ho allungato fino ad un forno vicino casa. Ed ora smetto di scrivere e mi metto a fare colazione per poi andare a dormire.

La morale di oggi: non aspettare che sia tutto perfetto, agire senza troppo rimuginare, le cose si costruiscono un passo alla volta, un colpo di pedale alla volta.