Unico, personale percorso: la forza della delusione.

Quello di oggi in realtà è un post che ho scritto un po’ di tempo per il blog della mia Carlotta. L’ho conosciuta anni fa, durante la creazione di un mio progetto artistico.
In questo post ripercorro quel pezzo di vita, che in un susseguirsi di pensieri è diventato un bel pezzo, che ho deciso di pubblicare anche qui.

Credo che questo tipo di condivisioni non siano solo importanti ma anche necessarie: in un’epoca in cui è facile sentirsi sbagliati e fuori ritmo, comprendere che siamo unici e meravigliosi così come siamo è fondamentale.

Il progetto artistico si chiamava volevofarelingegnere: avevo riunito artisti semisconosciuti, che ritenevo validi, volevo farne un’associazione culturale e avevo creato dal nulla un’esposizione di opere di ogni tipo. All’inaugurazione c’era un sacco di gente, per il periodo che è stata aperta visitata poco, ma considerando la totale assenza di budget, autoprodotto tutto compresa la comunicazione, fu un successo.
Una delle esperienze più deludenti della mia vita.

A ripensarci ora, dopo più di tre anni, mi sembra di scrivere della vita di un’altra persona.

Da lì è cambiato tutto.

A ripensarci ora, è stata un’esperienza tanto deludente quanto importante.

Le persone hanno un ego, tutte, compresa me. Mettere insieme l’ego delle persone è difficile e soprattutto, alla fine, tutti hanno preso qualcosa ma pochi hanno realmente partecipato a quello che era il progetto. Si sono fatti trascinare e, quando ho finito le energie, è finito tutto.

Carlotta ed io siamo amiche su facebook da allora. Ci conosciamo poco, abbiamo avuto modo di interagire, di trovarci d’accordo su alcune cose, di compredere che abbiamo pensieri affini.
E così lei mi ha cercato, dicendomi che voleva mettere insieme un po’ di artisti, e visto che io l’avevo già fatto mi ha chiesto se volevo darle una mano.

La mia risposta è stata ho smesso. E quando mi ha chiesto perchè, non le ho saputo rispondere.

Io il perchè lo so, ma spiegarlo a parole è un po’ complicato.
Forse la sintesi corretta può essere questa: quella Adriana lì non esiste più.
I miei quadri ci sono sempre, ed ho sempre l’idea di mettere insieme in qualche modo la mia arte e la mia passione per la bici, ma non ho più voglia di regalare le mie energie.
Ora le mie energie sono destinate ad altro.

Sono convinta che quella grandissima delusione, da cui ci misi tanto a riprendermi, sia stato l’inizio di un percorso di cambiamento profondo, non ancora concluso, che mi ha fatto incontrare la bici, questa passione così improvvisa e dirompente che mi ha cambiato la vita.

Adesso so che cosa voglio fare da grande e sto studiando per farlo: a quasi 40 anni, dopo tanto cercare, finalmente trovare la mia strada è un po’ come bere acqua fresca quando si è assettati.

In sintesi cosa vi sto raccontando?
Continuate a credere in voi stessi sempre e cogliete ogni momento della vita come il più grande degli insegnamenti: anche se ci siete in mezzo e state male, le cose non sono andate come volevate, quella cosa che tanto sognavate e per cui avete lottato così tanto è stata una delusione, anche se vi sentite in un vicolo cieco e pensate che non realizzerete niente di buono, solo continuando a tentare, ad avanzare, a sbagliare, troverete il vostro unico e personale percorso.

Sono andata a comprarmi una bici così perchè mi è girata la luna. Ho fatto il primo corso di meccanica base perchè ero stufa di essere guardata storta dal meccanico ogni volta che gli portavo la bici a far controllare i freni.

Ho percorso più di 11000 km in 3, fatto 7 corsi, di cui 5 di ciclomeccanica, a gennaio inizio l’ultimo, e da grande voglio fare la meccanica di biciclette.

Un'ultima estemporanea
L’ho creata qualche giorno fa a caso con il cellulare: era tanto che non facevo opere.

Non permettete a nessuno di dirvi cosa siete e cosa dovete fare, non permettete a nessun evento di farvi sentire inutili, non permettete a nessuna delusione di spezzarvi le gambe.

Nulla è a caso, quindi dopo aver pianto un po’, esserci rimasti male, analizzate la situazione con tutti i mezzi che avete, e agite, fate anche le cose più assurde (come comprarvi una bici dopo 20 anni che pedali), tentate, sperimentate, usate tutte le vostre energie per costruire la vostra storia, che è unica, irripetibile e meravigliosa, a prescindere da tutto.

2 Comments

  1. E, mi permetto di aggiungere, in quel grande fiume che è la vita, dove ci passano accanto un sacco di cose, proviamo ad acchiappare quelle che pensiamo possano farci del bene e se, poi, vediamo che non è così lasciamole andare. Ma, appunto, non fermiamoci mai, proviamo e riproviamo. 😉

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