Dettaglio disco sei fori, mtb perno passante.

Questa è una delle domande che più mi è stata rivolta in questi anni.

Quando avevo lo scooter il tagliando era ogni tot di chilometri. Non ho mai avuto una macchina, ma credo che il principio sia lo stesso. Per le biciclette non funziona così, per lo meno, non in modo universale. Mi spiego meglio.

Se due ciclisti posseggono entrambi la stessa bicicletta, stesso identico allestimento, non è detto che debbano fare il tagliando nello stesso momento, raggiunto lo stesso numero di chilometri perché dipende da una miriade di fattori. Il primo che mi viene in mente è l’uso del cambio: alcunə cambiano proprio male, sotto sforzo, da fermi, con combinazioni tecnicamente sbagliate, altrə sanno essere molto precisə ed evitano di stressare il cambio inutilmente. A parità di chilometri la prima bicicletta si troverà in condizioni peggiori della seconda.

Quindi come fare a capire quando la tua bici ha bisogno di fare un tagliando?

Con l’esperienza personale e, cosa ancora più importante, comprendendo che fare una manutenzione ordinaria ti eviterà di dover ricorrere ad una straordinaria e, quasi sempre, più costosa. Mi spiego con un altro esempio.

La catena della bici si allunga, non è eterna come si pensa. Questo allungamento comporta il consumo irregolare dei denti dei pignoni e delle corone. Generalmente le corone sono più dure, quindi prima di arrivare ad un’usura anomala e conseguente cambio corone bisogna trascurare per molto la catena. Per i pignoni è un po’ diverso, infatti è idea comune che se cambi la catena cambi anche i pignoni: errato.

Esiste un oggetto che si chiama calibro per catena, entro un determinato parametro permette di sostituire solo la catena e preservare i pignoni. A secondo del tipo di bici (il valore dei pezzi di ricambio è generalmente proporzionale al valore della bicicletta) sostituire la catena e i pignoni può essere molto costoso, quindi la cosa più intelligente da fare è investire circa qualche euro nel calibro per catene e utilizzarlo regolarmente. Con l’esperienza, in base alle proprie uscite, si arriverà presto ad intuire quando è il momento di cambiare la catena. Generalmente faccio coincidere quel momento con un tagliando generale della bici.

Un altro fattore da tenere sotto controllo è lo stato dei freni. Con i freni a pattino è abbastanza facile visionarne il livello di usura e decidere se e come intervenire, mentre mi accorgo sempre più (e capita anche a me) che con i freni a disco idraulici molto spesso si trascura la manutenzione. È capitato tante volte che in ciclofficina arrivassero bici completamente prive pastiglie: i freni idraulici si autoregolano, capita spesso che la bici continui a frenare nonostante non ci siano più pastiglie. Spesso ci si accorge di avere qualche problema quando ormai la pastiglia è sul ferro, quando sopraggiungono rumori o quando ormai non frena più (l’impianto a questo punto è molto mal ridotto).

Con alcunə clientə abbiamo iniziato a segnare a che chilometraggio sia necessario un cambio pastiglie in modo che possano così autoregolarsi in base al numero di chilometri. Ovviamente per ogni cliente è diverso, perché c’è chi usa la bici tutti i giorni e chi solo nel weekend, dipende anche dal tipo di freni e di pastiglie, ci sono variabili su variabili e, come dicevo prima, non esiste una risposta universale.

In sintesi come si può capire quando fare un tagliando della bici? Con l’aiuto della Vostra meccanica o del Vostro meccanico di fiducia.

Una volta acquistata la bici potete fare la prima revisione in modo da prendere confidenza con il mezzo, ossia capire cosa avete sotto il fondo schiena e fare una prima ipotesi di chilometraggio, anche in base al tipo di utilizzo che ne fate, quotidiano o saltuario, sportivo o urbano. Questa prima ipotesi è il punto di partenza su cui fare tutti gli aggiustamenti del caso. Non è assolutamente una scienza esatta ma se capirete come è fatta la Vostra bicicletta, imparerete anche ad ascoltarla e a programmare eventuali manutenzioni.

A questo proposito chiudo con un concetto, a mio dire, fondamentale. Quando avevo lo scooter, io per prima credevo che i tagliandi fossero un modo per rubare dei soldi, obbligati dalla garanzia. Sono passati un po’ di anni ma, all’epoca (non so se sia ancora così), i tagliandi regolari servivano a mantenere attiva la garanzia di due anni sul mezzo. Sono sicura che se chiedete ad amiche/i e conoscenti, sentirete tante storie sul/la meccanico/a di turno che assicurava di aver fatto il tagliando mentre invece mentiva ingannando il cliente e queste storie hanno sicuramente alimentato il sentire comune. Non tutte le meccaniche e non tutti i meccanici sono così, anzi.

In realtà mantenere un mezzo in ordine e controllarlo regolarmente serve a prevenire eventuali interventi più costosi e difficoltosi.

Ad esempio prima spiegavo dell’usura della catena: ho avuto clienti che non l’hanno mai cambiata fino a dover cambiare tutta la trasmissione o a buttare via la bici. Verificare regolarmente le pinze idrauliche previene la distruzione di un pistoncino ceramico, con sostituzione obbligata della pinza (non sempre si trovano determinati pezzi di ricambio). Arrivare a frenare sul ferro delle pastiglie, in un altro caso, ha voluto dire distruggere il pistoncino meccanico e il disco.

Ovviamente sto facendo degli esempi che mi sono capitati in prima persona. A volte un tagliando può voler dire spendere relativamente poco, un piccolo investimento nel tempo che permette di preservare il mezzo ed evitare dispendiose manutenzioni future.

Ultimo ma non ultimo: un mezzo tenuto in buono stato conserva un valore di mercato maggiore oltre a garantire una maggiore sicurezza ed efficienza di utilizzo.