Il sondaggio: perché l’ho creato e in cosa mi avete aiutato.

Qualche settimana fa ho buttato online un sondaggio e vi ho chiesto di darmi una mano senza dare troppe spiegazioni.

Il sondaggio si intitolava Aiutami a chiarirmi le idee… e l’ho creato proprio per questo: per chiarirmi le idee.

Non ricordo quando ho effettivamente maturato l’idea di fare la meccanica di biciclette, ma ricordo chiaramente che da sempre mi chiedo: conviene che mi trasferisco o no?

Nata e cresciuta a Genova e da sempre molto abitudinaria, sono diventata più zingara da quando viaggio in bici, fino a sentirmi a casa ovunque: così non mi sono posta limiti su dove aprire la mia futura attività, lasciandomi aperta ogni possibilità.
In fondo Genova, ad un primo sguardo, non sembra proprio una città dove ci sono tante biciclette e dove si possa vivere di ciclomeccanica.

È dal viaggio sulla costa adriatica che ogni tanto torna il pensiero di un lavoro itinerante: leggo spesso di persone che hanno mollato tutto per viaggiare, arrangiandosi con  i risparmi e con lavori che trovano sulla strada.

Non posso mollare tutto: ho 5 gatti.
Potrei portarli con me, ci ho pensato, ma ho pensato che sarebbe crudele farli vivere… dove poi? In un camper?
Niente, ho 5 gatti che non mi hanno chiesto nulla e per il mio egoismo non posso obbligarli ad una vita zingara.

Tra l’altro che fama dovrei avere per trovare lavoro come meccanica ovunque arrivassi?

Ridimensionato il sogno della carovana come nel far western, che arriva ti vende quello che vuole e riparte, sono tornata sulla terra.
Però è difficile reperire dati sul ciclismo urbano: per il tizio, ad esempio, che usa la bici per il bike to work non esistono registri. Si potrebbe vedere quanti sono iscritti alla fiab nella propria città, ma non è detto che siano necessariamente ciclisti abitudinari o cicloturisti.
Insomma capire quanti siamo ad usare quotidianamente la bicicletta come mezzo di trasporto è impossibile e dovendo campare come meccanica si poneva il problema di andare oltre gli agonisti (un po’ perché non è solo il tipo di clientela che vorrei, un po’ perché rimarrebbe limitato come campo d’azione).

Così ho pensato ad un sondaggio.

Non ho ancora analizzato le risposte nel dettaglio: 166 intervistati anonimi.

Mi sono chiarita le idee?
Vi rispondo in maniera molto poetica: non si capisce una mazza!

Il mondo della bicicletta è talmente eterogeneo che qualsiasi previsioni non ha senso ed allora ho deciso di buttarmi e di creare io il mio mercato.

Ed è tornata l’idea del lavoro itinerante, ma più mirato e senza obbligare i gatti ad una vita assurda: come la vedete un’officina itinerante in Liguria?
Per la felicità di alcune amiche rimarrei a Genova, e al momento eviterei di cambiare troppe cose: lavoro, casa, amicizie…
Non escludo un giorno comunque di spostarmi, ma è un progetto ancora più grande, più lontano, di cui vi racconterò a tempo debito.

Tornando al sondaggio e al mio futuro lavoro.

Al momento sto cercando un box più grande di quello che ho che mi faccia da punto di appoggio per i lavori più complessi e dove parcheggiare il furgone, che sto ancora cercando. Mi sto informando sul mezzo e sull’assicurazione.

Non mi fa impazzire l’idea di tornare ad avere un mezzo a motore per tanti motivi, ma sono dovuta scendere a compromessi con me stessa, perché avere tutto è impossibile, ma ci si può avvicinare il più possibile a ciò che si desidera.

Sondaggio
Grazie a tutti di avermi aiutato:-)

Grazie a tutti per aver speso qualche minuto del vostro tempo per rispondere a qualche domanda.

È stato un grandissimo aiuto, per farmi comprendere che devo avere il coraggio di costruirmi il futuro che voglio senza fermarmi alla realtà: osservare (la realtà che mi circonda) per costruire, non per farmi fermare.

Mi è capitato diverse volte di raccontare cosa voglio fare, e spesso mi è stato consigliato di non parlarne perché la gente è cattiva.
Non mi interessa. Non mi interessa chiudermi perché la gente è cattiva e non mi importa se qualcuno mi ruba l’idea, per almeno due motivi: io stessa sono stata ispirata da un altro meccanico nel Nord Italia (l’idea non è totalmente mia) e nessuno è me, quindi non può realizzare la mia idea nell’essenza ma solo nella sua forma apparente.
E l’essenza non si può raccontare, quella si vede e si tocca solo quando sono all’opera.

Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela ciascuno. Ma se tu hai un’idea, ed io ho un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.
(George Bernard Shaw)

Se avete suggerimenti per box e furgoni fatevi avanti, una mano è sempre gradita:-)

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