Inseguite i Vostri sogni.

Il compleanno del blog è passato all’insegna del caos, esattamente come quando l’ho aperto un anno fa: ho scritto il primo articolo il 15 dicembre 2016 in occasione del corso di meccanica avanzata a Peschiera del Garda.
In realtà penso sempre che il blog sia nato a maggio, quando ha iniziato ad avere una struttura e, soprattutto, un calendario editoriale.
Inevitabile tirare le somme, siamo anche ad un passo dal Natale e dalla fine dell’anno.

Qualche giorno fa al lavoro è arrivato il plotter nuovo.

Quello che se n’è andato è arrivato poco dopo di me, dieci anni fa, ed è partito poco prima di me. Anche io fra un po’ sarò altrove: nostalgia e paura si mischiano costantemente, ogni giorno.
La mia vita stessa, al di là del lavoro, sta vivendo cambiamenti che non avrei mai immaginato: si cresce, e alcuni passaggi sono particolarmente sentiti.

Ripensando a questo ultimo anno, la prima riflessione è su quante cose ho imparato, oltre alle tante persone (virtuali e no) che ho conosciuto.
Grazie al blog di Riccardo Scandellari, Rudy Bandiera, Riccardo Esposito, Simone Bennati e Giuseppe Barbagallo ho acquisito moltissime conoscenze e, soprattutto, continuo a farlo.
Una cosa che mi ero dimenticata, per via della monotonia di alcuni fattori del mio attuale lavoro, è quanto sia bello imparare cose nuove e mettersi in gioco.

Non avevo idea di come poter realizzare il mio obiettivo di avere un blog che funzionasse, e studiando ho iniziato a tracciare la strada.

Però in questi giorni il mio calendario editoriale è andato a farsi fottere.
L’influenza prima, una delusione dopo, il lavoro con un lotto sbagliato di adesivo e 130 mq di cose da ristampare, mi hanno fatto tornare esattamente a un anno fa quando postavo a caso e senza un’idea precisa.
All’epoca Simone mi disse Buttati, imparerai facendo.
Ed è stato così.
No, non penso di sapere tutto, anzi. Forse so giusto il minimo indispensabile per andare avanti.
Una delle cose che più mi ha sorpreso è stato accorgermi quanto mi piaccia scrivere, e di come vorrei continuare a farlo.
L’apertura del blog, originariamente, era funzionale all’apertura dell’officina: crearmi un nome, in modo che quando sarebbe arrivato il momento, non sarei stata una perfetta sconosciuta, lo sarei stata un po’ meno.
In realtà, durante questo percorso, ho compreso nuovi lati di me e di come vorrei strutturare il mio lavoro un domani.
Non ne scrivo in questo momento perché è ancora tutto embrionale nella mia testa: un altro insegnamento di questo 2017 è non parlare di cose di cui non sono sicura per non farmi confondere le idee (tranne che con persone fidatissime).

Ad oggi sul blog scrivo di ciclismo urbano, ciclomeccanica, cicloviaggio, mobilità sostenibile, libri.

Tutto questo ha preso forma piano piano. Lo stesso stile con cui scrivo si è evoluto nel tempo e continuerà ad evolversi, come sto facendo io stessa.
Teoricamente e quasi regolarmente, salvo questo momento di caos, pubblico tre volte a settimana: martedì, giovedì e sabato. Ed infatti questo post credo uscirà di domenica: si dice che le regole siano fatte per essere infrante.

Questo è quello che io definisco un post difficile.

Tramutare in parola scritta la quantità di emozioni provate quest’anno è, forse, impossibile.
Se penso anche agli strumenti che ho per far funzionare questo blog, rimango sorpresa e orgogliosa di me: tablet e smartphone, e connessione mobile. Per motivi economici ho tolto da tempo la connessione a casa, ed il mio vecchio mac è ormai parecchio lento.
Ho ancora un lavoro che mi occupa 8 ore, quando va bene, al giorno.
Così la mia pausa pranzo la dedico a scrivere: scrivo tutti i giorni, come insegnano i blog citati sopra.
Nei pochi tempi morti faccio ricerche online per trovare spunti e idee.
Ho aperto fin da subito la Pagina Facebook, e da poco ho creato il gruppo collegato.
Sono anche presente su Twitter, Google Plus, LinkedIn. E sto sperimentando il canale Telegram.
E per il momento faccio tutto da sola, nell’attesa di potermi permettere un social media coso.

Perché vi racconto tutto questo?

Perché rimango convintissima di come volere sia potere, di come volendo piano piano le cose si imparano, di come si possa studiare e formarsi (anche se da autodidatta è più difficile), di come i limiti siano solo mentali.

Una piccola digressione.
Esiste comunque un limite personale alle cose che si possono imparare da sole ed una volta raggiunto si possono fare due cose: assumere un professionista che faccia il lavoro per noi, oppure che ci insegni.
Fine della piccola digressione.

Concludo questo post raccontandovi del mio main sponsor.

In fondo a questa pagina a sinistra c’è un loghetto azzurro: ecco quello è il mio main sponsor, all’anagrafe Chiara Bandelloni.
L’ho conosciuta qualche mese fa, non mi ricordo più quando: sapete quando incontri qualcuno con cui ti ci trovi subito e sembra di conoscerla da sempre? Ecco esattamente così.
Conosciuta su un gruppo di facebook, essendo della stessa città ci siamo subito incontrate di persona. All’epoca che lei si occupasse di seo non lo sapevo neanche.
Ma, per l’appunto, è una consulente seo, oltre ad un’esperta di elearning.

Un pomeriggio mi ha dedicato il suo tempo: ha aperto il mio blog e iniziato a spiegarmi, concretamente, tutto quello che avrei dovuto fare per migliorarne la seo.

La seo era una di quelle cose per me incomprensibili, e pensavo non ce l’avrei mai fatta, ma grazie al suo approccio pratico e concreto, anche io ho iniziato ad orientarmi.

Chiara è brava e se glielo dico si arrabbia, se poi la chiamo esperta non ne parliamo: ma lo è.
Non perché sa tutto, ma perché studia continuamente. È concreta, non vende aria fritta, e soprattutto ha passione per il proprio lavoro, la dote più importante: le competenze si acquisiscono, la passione non si può imparare.

Se guardo solo ai numeri, non posso definire il mio blog un blog di successo, la strada è ancora lunga.
Se, però, mi soffermo su tutto il percorso, da come ho cominciato a tutto quello che ho imparato, sono profondamente orgogliosa di me stessa e dei miei insignificanti numeri.

A breve comincia la fase finale del mio personale percorso di studi: il Masterclass a Monza, da gennaio. Mi attendono 12 lunedì su e giù Genova-Monza e moltissime nuove cose da imparare. E passate le feste, che sfrutterò per mettere a punto delle idee, incomincerò seriamente a sporcarmi le mani sulle bici.

Ovviamente vi racconterò tra queste pagine, con l’unico scopo di incoraggiare chiunque passi di qui.
L’ho già scritto tante volte, e mi ripeto ancora una volta: inseguite i vostri sogni, non lasciateli andare senza averci provato.

Come la pensi...