Questi appunti erano destinati ad un blog che non c’è più, un progetto che ho aperto 3 anni fa, pensando che non ce l’avrei fatta a vivere solo aggiustando biciclette e, cosa peggiore, pensando che non andassero bene per questo posto. Ne parlo in questo articolo quindi non mi ripeterò inutilmente e andiamo al punto della questione.

Non sono la prima persona a trattare un argomento affrontato da chiunque si occupi di creare e insegnare a creare contenuti. Come sempre il mio approccio è da ignorante ed è frutto della mia esperienza personale.

Partiamo da una premessa fondamentale.

Se si vuole essere realmente autentici e preparati, se si ha veramente a cuore chi ci segue e ci legge, se in quello che facciamo ci mettiamo noi stessə, scrivere con regolarità è praticamente impossibile, a meno di non parlare per frasi fatte e creare contenuti standardizzati (che non rientra proprio nell’essere autentici e preparati).

Non sono mai stata quel genere di persona, infatti ho avuto i miei buchi creativi, i miei blocchi da cui uscire non è sempre stato facile e veloce. Quello che è fondamentale ricordare, e lo dice gente molto più esperta di me, è che non ha senso fissarsi di pubblicare un contenuto nuovo ogni giorno se non si ha niente da dire.

Se si è obbligati a scegliere tra quantità e qualità, scegliete sempre la qualità.

Fatta la premessa, la questione sembrerebbe conclusa, ma ho scritto un elenco di consigli pratici, che Vi lascio qui di seguito. Per l’appunto consigli, fateli Vostri come meglio riuscite, plasmateli secondo i Vostri obiettivi e il Vostro stile di Vita. Non ci sono regole ferree né tantomeno universali.

  1. Tempo esclusivo: è importante trovare e dedicare del tempo esclusivo per la scrittura accantonando il resto: niente social, niente telefono. Entrate nell’ottica che scrivere fa parte del Vostro lavoro. Qualunque attività avete, se avete deciso di curare un blog e volete che funzioni, scrivere è un lavoro, con risultati a lungo termine. Se lo percepite come tempo perso, solo perché non direttamente retribuito, state commettendo un errore. Quindi quando stabilite le Vostre priorità lavorative non fate distinzioni.
  2. Ogni giorno: dovete scrivere tutti i giorni, anche se non ne avete voglia, anche se pensate che non avete niente da dire. Se siete completamente bloccati scrivete che siete bloccati, scrivete di cosa vorreste scrivere, scrivete che non vi escono le parole. Libererete la testa. E quando sarà libera cancellate tutto e ricominciate: il Vostro nuovo post sarà sotto ai Vostri occhi. Scrivere regolarmente non vuol dire che sarete sommersi dai post da pubblicare: anzi. Spesso scriverete cose che non pubblicherete mai, o che finiranno nel cestino del pc. Scrivere tutti i giorni è l’esercizio necessario per diventare più bravi, più produttivi e più creativi. Nel mezzo di tutto quello che scriverete ci saranno anche i Vostri futuri blogpost.
  3. Ricerca e scrittura sono fasi ben distinte: il tempo della ricerca e il tempo per scrivere sono due tempi diversi. Se come organizzazione personale avete segnato un’ora di scrittura tutti i giorni, in quell’ora dovete scrivere e non fare ricerca. La ricerca porta via tempo e deve essere prevista in un momento diverso, preliminare, a sua volta esclusivo e se possibile ben distinto. Studiate prima, fate frullare le idee anche quando fate altro, fate sedimentare le informazioni e solo dopo scrivete. Dopo inteso come il giorno dopo, o anche la settimana dopo. È una condizione molto soggettiva, dipende dall’argomento e dalla Vostra predisposizione. Studiare non è un’opzione, è fondamentale.
  4. Non interrompete la scrittura per verificare le fonti o una statistica: lo si fa in un secondo momento, non mentre si scrive. Interrompersi mentre si scrive non è mai una buona cosa, riprendere il filo sarà più difficile, la concentrazione sarà compromessa e si rischia di far seguire molte altre distrazioni. Si scrive tutto quello che si deve, nel caso si mette una nota nel testo, e solo dopo la seconda rilettura si verificano le fonti.
  5. Seconda rilettura? Si scrive senza interruzioni, si rilegge e si correggono i refusi evidenti, le frasi che suonano male. Si lascia lì, qualche ora, un giorno. Si rilegge per la seconda volta: si aggiusta tutte quello che si deve, comprese eventuali note. Ora il testo è pronto.
  6. Dedicate un’ora di tempo tutti i giorni. Questo è un consiglio che dò sempre a chi comincia, per me rimane valido ma mi rendo conto che quando si danno regole così precise tutto può essere opinabile. Personalmente, un’ora quotidiana solo di scrittura (perché ricordo che la ricerca e lo studio sono a parte) è una buona soluzione: all’inizio non basta e bisogna interrompersi sul più bello, ma più si va avanti più si diventa veloci e produttivi, in modo assolutamente naturale. Perché proprio un’ora? Perché è un impegno quotidiano fattibile, non è particolarmente impegnativo e crea regolarità.
  7. Evitate full immersion: evitate di stare tutto il giorno davanti al pc a scrivere, ogni tanto può andare bene ma non è un buon metodo. Più si scrive più l’attenzione cala e le idee ristagnano, si rischia di produrre molto testo sulla carta ma nei fatti poco utilizzabile. Meglio fare poco tutti i giorni.

Quindi mi devo ritagliare il tempo per scrivere, ma anche quello per studiare e cercare le fonti e sono tempi diversi. Dopo aver scritto il post devo lasciarlo lì, lo rileggo e correggo il giorno dopo a mente fresca. Ma quanto tempo ci vuole? Meno di quello che sembra. Più si va avanti più si diventa veloci nello scrivere, si acquisisce metodo e piano piano ci si rende conto che nella nostra ora di scrittura ci stanno dentro tante cose, come la rilettura del post del giorno prima e la stesura della prima bozza di quello nuovo.

Tutti questi consigli sono legati ad un argomento per me molto complesso, ossia l’organizzazione. Ritagliarsi del tempo esclusivo ogni giorno vuol dire avere un certo tipo di organizzazione. In questo non sono brava a dare consigli perché fatico molto, ma c’è da dire che il mio lavoro principale non è creare contenuti, è un corollario ad un’attività fisica, ossia la ciclofficina. Quello che sicuramente mi aiuta moltissimo è scrivere tutti i giorni, prendo continuamente appunti, sul cellulare, sulla carta. Un gesto ripetuto diventa un’abitudine, le cose che scrivo mi rimbalzano in testa finchè non trovano forma.
Ovviamente l’unica cosa da fare è sperimentare fino a trovare la propria formula, senza preoccuparsi di essere perfettə, scrivere è un‘arte che si acquisisce con il tempo e che non si smette mai di imparare.