Accadono cose.

Rifacciamo il punto per l’ennesima volta.

È un po’ che non scrivo, il lavoro mi ha monopolizzato, perché io ho un lavoro, quello che voglio cambiare.
Le cose non vanno male, non voglio cambiare perché mi pagano poco o per chissà quale altro motivo, tra l’altro il mio lavoro mi piace. Ma lo voglio cambiare lo stesso, e per fortuna quando rischi di adagiarti ci pensa la Vita a darti la spinta.

Comunque, dicevo, ho questo desiderio di cambiare lavoro e non posso ancora raccontare tutto tutto, ma questo blog fa parte di questo futuro, non proprio prossimo, e dovrei curarlo un pochino di più, nonostante il tempo sempre tiranno.
Nel mese di marzo ho fatto due corsi: biomeccanica avanzata a Milano (e senza Wilma) e specializzazione ruote (a Lecco e finalmente sono riuscita a farmi Milano Lecco con Wilma, ma ve la racconto un’altra volta), il resto del tempo ho fatto orari assurdi in ufficio e quel pochissimo tempo libero l’ho dedicato a sistemare il box/officina (e siamo ancora in alto mare).
Quando ti ritrovi a fare dodici ore di lavoro, soprattutto quando ti ritrovi ad essere l’unica fessa a cui importa di consegnare tutto giusto e per tempo, arrivi la sera a casa che a malapena hai le forze per dare da mangiare ai gatti e magari lavarti.

Poi accadono delle cose.

» Una persona che conosci improvvisamente si ritrova sotto i ferri a subire un’operazione chirurgica lenta e complicata (che per fortuna si è risolta con un grande spavento).
» Un cliente mi ha fatto una scenata per degli adesivi.

Andiamo con ordine.
Quanto è successo alla mia amica mi ha riportato alla domanda fondamemtale: cosa sto facendo io della mia vita? È questa la vita che voglio?
Il cliente mi ha ricordato il motivo per cui voglio cambiare lavoro: io stampo cose, per lo più inutili, che se va bene hanno una vita di qualche anno,se non addirittura di pochi giorni. Il mio lavoro lo faccio ed anche bene, ma abbiamo ormai toccato livelli assurdi di frenesia inutile, dove l’adesivo deve arrivare subito se no… Se no cosa?
Passo più tempo a dire ai clienti che se volevano una cosa subito ci pensavano un po’ prima e sono anche molto stanca di questo generale senso di pretesa. E così ho deciso che cambio.
Lo so cosa state pensando… non è che se cambio lavoro, negli altri campi non c’è la stessa isteria senza senso. È vero.

Ma quello che voglio fare io è cambiare modo di lavorare, oltre che il lavoro in sé.

Ho trovato qualcosa che mi piace di più di quello che faccio, la sfida è riuscire a trasformarlo in un lavoro.

Lago di Lecco (02.04.2017)
Lago di Lecco (02.04.2017)

Domenica pomeriggio ero nel box, dopo la pedalata di due settimane fa la mia bici necessitava delle coccole.
Mi sono svanita il pomeriggio, un po’ perché sono lenta e mi manca la manualità, un po’ perché ero rilassata: stavo facendo qualcosa che mi piace senza ansia di dover finire o consegnare (ero io la cliente di me stessa).
So che non sarà sempre così: io sono già stata in proprio.

Unirò l’esperienza fallita passata con l’esperienza professionale acquisita e ne farò il mio nuovo lavoro: fatto bene, con passione, precisione e, soprattutto, senza frenesie insensate.


[Pubblicato 11/04/2017 – Aggiornato 18/12/2017]

Come la pensi...