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In ricarica.

Ho passato il fine settimana nel box: sabato a pulirlo e ieri a sistemare Wilma, ne aveva di bisogno.
L’ho rimessa un po’ a nuovo: cambio pulegge deragliatore posteriore, riparato gomma bucata, smontato e pulito guarnitura, revisionato freni e serie sterzo (rimasta in dubbio dall’ultima volta che l’avevo aperta). Per finire con una bella pulizia generale.
Per la cronaca la serie sterzo ancora non mi convince… mi hanno disegnato pignola.
Mentre lavoravo sulla bici, oltre ad essere contenta di aver ormai preso manualità e ritrovarmi nel mio, mi domandavo perché non può essere così anche per la mia salute.

Perché non posso smontarmi, aggiustarmi e rimettere insieme i pezzi?

Ho avuto il mio secondo esaurimento, molto diverso dal primo di tre anni fa, ma sempre un esaurimento è stato, e accettarlo è stata la cosa più difficile da fare.
Molto diverso perché non è stato un esaurimento nervoso, a questo giro non ho perso le speranze né mi sono sentita impotente rispetto alla mia vita. Questa volta è stato il mio fisico ad abbandonarmi: non stavo più in piedi. E prima di capire che era un esaurimento ce ne ho messo.

Esaurita, stop, fine carica.

E visto che non ne volevo sapere di fermarmi e ricaricarmi, l’Universo ci ha pensato per me: niente energie, nausea ed un bel giro di giostra al pronto soccorso.
Per fortuna niente di grave, una banalissima e bastardissima sinusite.
Ma voi lo sapevate che la sinusite può essere così stronza? Io no.
Mal di testa da giorni, tanto da non sopportare la luce.
Dopo una settimana in mutua, e quasi 10 giorni ininterrotti di emicrania, la notte prima di rientrare al lavoro mi ritrovo piegata in due dai dolori all’addome, per scoprire il giorno dopo di aver il colon incazzato (per dirla educata… infiammato). Tra la terapia e la dieta capisco è che colite nervosa: sempre meglio.
Ho anche scoperto che l’intestino è chiamato secondo cervello. Tutto molto casuale…

C’è stato un momento in cui mi sono sentita presa in giro.
Prima di stare male, ho rimesso a regime la mia alimentazione e ricominciato a prendermi cura di me: è evidente che io sia arrivata un po’ tardi.
Finita la terapia per la testa, faccio quella per l’intestino (che ancora non è tornata a posto completamente), e mi arriva l’ennesima bronchite con tosse fortissima (la stessa con cui anni fa mi arrivò la diagnosi di bronchite asmatica).

Lo posso dire che sono scazzata all’ennesima potenza o fa brutto?

Sia chiaro, sono perfettamente consapevole che esistono cose molto più gravi, una delle mie più care amiche combatte con un tumore da anni, però non avere energie, non riuscire a pedalare, non riuscire a fare tre passi senza un attacco d’asma, è snervante.

Praticamente da dicembre ho perennemente la bronchite, e avrò pedalato in pace una decina di giorni.
Pedalare con l’affanno è impossibile, ne toglie tutto il piacere, avresti voglia di prendere la bici e buttarla.

Venerdì ho vinto i raggi ai polmoni, a fine maggio ho l’eco all’addome (nel mentre o sono guarita o sono morta) e, in teoria, dovrei fare gli esami del sangue, ma 150 euri di esami del sangue in questo momento ci crescono tantissimo.

Ogni volta che penso a come ricominciare, penso ai miei giri pre lavoro a caccia dell’alba… Capolungo, due anni fa.

Bene, ho finito di lamentarmi.

Nel mentre che ho lottato contro me stessa, perché non accettavo (e non accetto ancora del tutto) la situazione, ho quasi finito il business plan della mia futura azienda, ho trovato il commercialista, so chiaramente cosa farò nei prossimi mesi, ho molte idee per la comunicazione ed ho deciso la banca e come fare con il pos (sembrerà banale ma ci ho messo due giorni a capire cosa mi conveniva fare). Ho anche affrontato il demone (ex)Equitalia (senza risolvere una mazza ma sono dettagli).
Si tratta di aspettare. Non sono capace, chi mi segue da un po’ lo sa.

Prossima settimana ho finalmente lo stage che ho rimandato e mi sarebbe piaciuto portare la bici e pedalarmela tra Milano e Seregno. Ho una settimana per riprendermi, per rimettere in sesto i miei bronchi, ce la farò?!?
Non voglio pronunciarmi su come sto oggi, perché anche se sono buddista e non dovrei… sono anche scaramantica.

La voglia di pedalare coincide con lo stare bene, se riesco a stare in sella e a lamentarmi solo del culo che mi fa male o delle gambe che sono di legno, vuol dire che sto bene. E non vedo l’ora sinceramente.

Ho pensato moltissimo a questo blog in questi giorni in cui non ho scritto niente.
Sta arrivando la nuova legge sulla privacy, il temutissimo gdpr… non si capisce niente di quello che c’è da fare, e si rischiano multe assurde.
Poi per posizionare il blog sui motori di ricerca dovrei scrivere articoli più mirati, più tecnici, e bla bla bla…
Il calendario editoriale è lì, fermo e da aggiornare.
Sembrerò banale, ma non riesco a scrivere tanto per scrivere e non riesco a scrivere senza studiare come si deve se l’argomento è tecnico.

Al momento quello che posso condividere è la mia esperienza personale, quello che vivo in prima persona, la paura, l’impazienza, la salute che non c’è, e lo voglia di riuscire.

Sono sempre più convinta che nella vita serva la condivisione della propria lotta, perché a sembrare perfetti sono capaci tutti, gli altri per lo meno, non io.
Io non sono perfetta, ho uno scazzo cosmico, se tra me e me penso una cosa che mi fa arrabbiare il mio colon si agita, e sì, ho paura.
Lo scrivo perché ultimamente mi è capitato che molti mi chiedessero ma come fai a non avere paura?
Non capisco da dove si siano fatti questa idea, perché è ovvio che ne ho.
Torno in proprio in un paese dove c’è una tassazione alluncinante e dove l’aiuto alle imprese è inesistente, tutte cose che si sanno, non ho scoperto nulla di nuovo.
Come ho detto in tante occasioni, lo faccio perché voglio una vita felice, ma questo non vuol dire che anche io non abbia i timori.
Uno su tutte: la mia salute.
Tra un po’ non avrò più la mutua né uno stipendio fisso.

Ho due mesi per rimettermi completamente in piedi e lasciarmi tante cose alle spalle.
Entro questa settimana voglio tornare abbastanza in forma da poter godermi lo stage pedalando.
Ho un sacco di cose da fare: ho frignato un po’, mi sono lamentata, ora mi armo di aerosol (mio fidato amico), tanta pazienza (se sapete dove si compra ditemelo), accetto quello che non voglio accettare, e riprendo da dove ho lasciato.

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2 commenti su “In ricarica.

  1. Amo lo sport, ne faccio tanto, tra cui mtb, ma ho i miei piccoli problemi di salute.

    Ho scoperto come affrontarli grazie a due pratiche sportive: la prima è l’endurance, che ti porta a conoscere i limiti e a come affrontarli senza farti bloccare (puoi solo strisciare? Striscia, limportnate è andare. Sei stanco? Dormi, ripartirai dopo più riposato).

    La seconda è il paratletismo. Vedere gente con paresi cerebrale correre i cento metri o gente senza braccia e/o mani fare gare di ciclismo insegna a essere umili.

    Perché ti fa capire che quello che davvero conta non è il risultato, ma l’impegno.

    Non importa se hai l’affanno, ti fermi e poi riparti. Se hai le gambe bloccate ti fermi e poi riparti.

    Le più grandi soddisfazioni le ho avute così: prendersi dei momenti di pausa in un quadro generale del fare, m’ha sempre portato alla meta. Cercare la prestazione senza ascoltare il proprio corpo è un ottimo modo per fallire. Anche nella vita.

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