Foto della bucofficina in una tranquilla giornata di settembre.

Prima di aprire l’attività ho passato due mesi a capire in che modo offrire il pagamento tramite pos (bancomat o carta). Ho letto le condizioni di Intesa (all’epoca la mia banca), quelle di Banca Etica (la mia attuale banca) e varie altre online.
Per avere un pos con una qualsiasi banca serve un conto aziendale.

Alt! So cosa state per dire ma non per tutte le attività è obbligatorio il doppio conto, ciò che è obbligatorio, in caso di controllo, è che sia tutto tracciabile e giustificabile.

Dicevo, il conto aziendale. Prendete qualsiasi banca e scoprirete che un conto aziendale costa il doppio, se non il triplo, di un conto personale.
Oltre a questo viene richiesto il noleggio del pos, che varia a seconda del modello (wireless o con filo, contactless oppure no), arrivando anche ad un costo fisso mensile di oltre € 25. Dal noleggio però sono esclusi interventi di manutenzione e assistenza in caso di guasto. A questi costi fissi vanno aggiunte le commissioni che variano in base al tipo di carta (bancomat o carta di credito, circuito visa o Mastercard o American Express). Vanno inoltre considerati i tempi di accredito, che in caso di bancomat, per molte banche è immediato, per altre no, ed in caso di carta di credito sono biblici.

Tutto queste spese sono a carico esclusivo del commerciante (o artigiano o professionista).

Veniamo bombardati di informazioni che ci dicono che chi non accetta il pagamento con la carta è un evasore. Ma il punto non è affatto questo. Chi vuole evadere lo sa fare anche se effettua la transazione con il pos. La questione è che, per legge, tutte queste spese non sono imputabili al cliente finale, che vuole il servizio senza pagare extra. Se lo faccio sono in torto e rischio sanzioni.

Le persone si fanno trascinare dalla cattiva informazione e rispondono cosa vuoi che sia la percentuale su 1 euro di caffè, proprio sul quello il bar ha un ricarico pazzesco. Non considerano i costi fissi oltre la commissione, per non parlare dei ricarichi e della distribuzione di questi all’interno dell’attività (non oggetto di questo post e che vi risparmio).

Io sono d’accordo sul dare il servizio ed infatti da me, compresa l’American Express (per via delle commissioni bancarie rifiutata da quasi tutti), non sul dover sostenere unilateralmente una serie di costi che, va detto, sono senza senso.

Foto della bucofficina in una tranquilla giornata di settembre.

Per ovviare a tutto questo ho acquistato il pos, pago una commissione fissa dell’1,95% su tutti i tipi di bancomat e carta, i soldi li vedevo dopo minimo una settimana, se usano carta di credito i tempi sono anche più lunghi. Ad oggi, sempre con lo stesso fornitore, ho attivato una carta collegata al pos: i soldi arrivano puntuali dopo due giorni (indipendentemente dai giorni festivi) per i bancomat, con la carta non l’ho ancora testato. Questo tipo di servizio ha altri vincoli, più o meno accettabili, che non indago qui perché mi dilungherei troppo.

Quando ho raccontato le stesse cose con un post su Instagram mi è stato detto non capisco la polemica sui tempi, io mica prendo lo stipendio tutti i giorni.Ho fatto fatica a controbattere perché trovo questo commento assolutamente fuori luogo.
Consegno una bici, il cliente mi paga in quel momento, i soldi li vedo dopo una settimana. Veramente sembra normale?
Se fosse il Vostro stipendio, ci stareste a prenderlo una settimana dopo, tutti i mesi? Secondo me no. Inoltre un’attività come la mia reinveste quasi quotidianamente i ricavi per comprare pezzi di ricambio per consegnare altri lavori (un’attività come la mia nella quale si aggiusta qualsiasi tipo di bici rende impossibile fare magazzino).
Io ho scelto il male minore e ho deciso di subire i tempi tecnici per gli accrediti, oltre alla commissione. Ma siete così sicuri che sia giusto così?
Da cliente pago quasi tutto con la carta, ma quando qualcuno mi dice di no quando si tratta di cifre basse, me ne sto, non pianto casino perché la legge dice

Ciò che personalmente mi addolora (e sono seria) è questo continuare a vedere solo il proprio orticello, non andare mai un po’ più in là, non vedere mai oltre il proprio naso.

Ci sono quelli che non vogliono il pos perché evadono? Possibile.
Ci sono quelli che non vogliono il pos perché trovano ingiusta la ripartizione dei costi? Probabile.
La legge dice che… È vero.
Anzichè puntare i piedi come dei bambini che vedono solo i loro diritti e mai i doveri, provate a domandarVi cosa fareste Voi veramente.
Per tutti quelli che stanno pensando non ti ha obbligato nessuno a metterti in proprio, potevi pensarci prima ricordo che se non esistessimo noi partite Iva Voi un lavoro non c’è l’avreste, non avreste servizi, negozi, artigiani, online ed offline.

Non è una guerra tra poveri, va cambiato il sistema a monte: Voi clienti volete il servizio, Noi commercianti (artigiani) non vogliamo costi inutili.

Un aneddoto per chiudere.
Quando ho aperto il conto in Banca Etica ho chiesto come poter avere il pos a prezzi più umani e mi hanno indirizzo su un metodo di pagamento tramite cellulare. La Banca stessa non aveva reali soluzioni economiche, se non un’alternativa diversa. L’ho attivato e mai usato. Per i privati il servizio è totalmente gratuito. Per i commercianti non ci sono commissioni sui pagamenti inferiori  ai 10 € , oltre questa cifra rimane comunque più conveniente di tutto quello che vi ho raccontato. Ancora una volta i costi sono a carico solo di una parte.
Questo post non è mera polemica ma un invito alla riflessione, senza rinunciare alla comodità cercate di andare incontro al Vostro artigiano o commerciante di fiducia.