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Perché mi chiamo La Ciclista Ignorante.

Oggi ho ricevuto questo messaggio:

Perché “la ciclista ignorante” e non “il ciclista ignorante”? Seppur intravedo un tentativo scherzoso nell’utilizzo scorretto dell’articolo, piuttosto goffo a dire il vero visto che finisce per creare un cortocircuito con la questione del genere e, francamente, trovo che l’aspetto di genere meriti la precedenza. Ripenserei questo titolo perché risulta inutilmente antipatico a un pubblico femminile. Scherzare includendo specie in un percorso educativo credo sia un tutt’uno inscindibile.

L’autrice ha visto su facciadalibro la pubblicità del mio evento di giovedì e senza sapere chi fossi ha pensato di scrivermi quello che avete appena letto.

Non mi frega niente né di avere ragione né di avere torto rispetto a quel messaggio, quello che intendo fare stasera, a distanza di tre anni, è ricordare a Voi e a me stessa perché mi chiamo così.

In realtà all’anagrafe mi chiamo Adriana Anselmo, 40 anni ad ottobre, nata e cresciuta a Genova, 5 gatti, asmatica, buddista, golosa e piena di molti altri difetti.
Cinque anni fa, a caso, sono andata a comprarmi una bici.
Quattro anni fa ho venduto lo scooter: il mio mezzo di trasporto per 20 anni, dal mitico sì piaggio all’agility 125.
In questo percorso ho iniziato ad appassionarmi alla ciclomeccanica ed oggi, come molti di Voi sanno, ho una mia ciclofficina, ribattezzata bucofficina vista la dimensione (meno di 5 mq).

Ho due alias in realtà.

Il primo è bradipafelice.

Me lo sono inventato quando ho iniziato a raccontare online dei miei giri in bici, da bradipo. L’ho declinato al femminile per gioco e l’aggettivo felice indica un giro top, uno stato d’animo sereno, ricco, felice appunto. Questo nick, basta fare un giro sul mio account instagram, è declinato in molti modi a seconda del momento: bradipaarrabbiata, bradipaasmatica, bradipaquasifelice, bradipacheboh, etc etc…
Insomma avete capito, sono una bradipa con molte sfaccettature.

Il secondo è La Ciclista Ignorante.

Come racconto nel mio secondo post su questo blog (a rileggerlo posso dire che scrivevo proprio male… non che ora sia da premio nobel, però avete capito), questo nome nasce al Cosmobike di Verona nel 2016. All’epoca non ci capivo proprio niente di bici, guardavo solo la forma ed il colore del telaio.

Ora che ne capisco, ho compreso che tutti guardiamo queste cose, sono le peculiarità estetiche, poi ci sono quelle meccaniche, ovviamente.

Quel nome è nato ancora prima di sapere cosa ne avrei fatto della mia vita ed è declinato al femminile per un semplice e unico motivo: sono una donna.

L’aggettivo ignorante è da me sempre usato nella sua accezione più pura, senza giudizio, senza voler offendere nessuno.
Come direbbe Socrate, spesso citato anche a sproposito: so di non sapere.

Al contrario di tutto quello che mi è stato detto all’apertura della ciclofficina, io questo nome non l’ho cambiato, ed ogni giorno qualcuno sorride leggendolo e, molto spesso, diventa motivo di dialogo e di confronto. Sia sul cartello appeso alla porta che sui miei volantini spiego il significato di questo ignorante (testo completo qui):

Ignorante perché, nella vita, bisogna studiare, non sentirsi mai arrivati, mai fermarsi, migliorare, continuamente. Quindi sì, sono ignorante, consapevole di non sapere tutto, consapevole che ogni lavoro, ogni bici mi insegnerà qualcosa e che la mia esperienza non arriverà mai ad un punto di arrivo ma sarà in continuo divenire.

Scrivo questo post perché in tre anni sono tante le persone che sono arrivate e forse un ripasso è necessario.
Anche se lo ammetto, e concedetemi una piccola nota polemica, dopo esserci rimasta un po’ male mi sono chiesta come si fa a partire in quarta così senza neanche approfondire un minimo.

Ciò a cui tengo più di tutto però non è avere ragione in merito a questa questione, come scrivevo sopra, ma assicurarmi che chiunque passi di qua, soprattutto ogni donna che mi incontra, non si senta in alcun modo offesa.

Ho aperto questo blog per sostenere gli altri, ogni giorno online e offline cerco di portare avanti questo mio intento, ed ogni giorno studio per essere la migliore ciclomeccanica che un ciclista possa desiderare.
Rimango orgogliosa di essere donna e di essere ignorante.

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