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Felice non è sinonimo di facile.

Per rientrare a casa questa sera non ho percorso la zona pedonale, ma la strada normale: volevo guardare il mare.
Mi sono fermata circa a metà. Ho appoggiato la bici al muretto e mi sono messa a fissare il mare.
Tra me e lui c’erano la sopraelevata e il porto. Ho iniziato a fissare le auto in sopraelevata, correre come formichine, chi da una parte chi dall’altra, e ho iniziato a chiedermi che vita voglio.

I dubbi su tutte le scelte fatte fin qui non hanno faticato a presentarsi.

Sono stata lì un po’. Nel mentre ho scritto a qualche amica, per confidarmi e per chiedere loro come stavano ed è nata spontanea una riflessione.

Ormai più di sei anni fa ho avuto una relazione, l’unica convivenza che io abbia mai avuto, con un uomo che definire meschino è fargli un complimento.
È riuscito con il suo modo di fare a far leva su tutte le mie debolezze, sulla mia poca autostima, sulle mie insicurezze. È riuscito a manipolarli, almeno per un po’.
Per fortuna già allora avevo poche e validissime amicizie ed è stata l’amicizia a salvarmi.
La bici invece mi ha regalato l’autostima e la sicurezza in me stessa, o forse è meglio dire è stato lo strumento che mi ha permesso di far emergere questa sicurezza.

Negli anni mi sono sentita dire tante volte che ero arrogante, e forse lo sono stata perché era lo scudo per la mia paura. Ora non lo sono più (anche se chi non vuole vedere continua a dirmi che sono arrogante): non ho più paura di mettermi a nudo, so quanto valgo, perché valere non vuol dire non avere paura.

Ecco. In questo momento della mia vita, e anche mentre scrivo, ho molta paura.

Ho innescato una serie di cambiamenti piuttosto importanti, e non ho più 20 anni, ma quasi 40, ed anche le energie, per quanto sempre presenti, sono comunque diverse, non so se minori, ma sicuramente diverse.

La vista sul porto da Corso Aurelio Saffi, verso le sei di sera.
La vista sul porto da Corso Aurelio Saffi, verso le sei di sera.

Guardavo il riflesso del sole sul mare stasera e pensavo a quanto sono cresciuta, al fatto che sto cercando di uscire dalla mia zona di confort per migliorarmi e realizzare una vita diversa, pensavo alle relazioni importanti che ho costruito e a quelle che sicuramente costruirò.
La paura è tanta, come ho scritto alla mia migliore amica, è cosmico planetaria, però a tanta paura corrisponderà sicuramente tanto coraggio, perché ho un sogno da realizzare e, al di là delle sicurezze presenti, io voglio una vita felice, che quanto pare, non è sinonimo di facile.

Non importa, si avanza, si avanza sempre.

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