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Che orari fa la bucofficina?

Da giorni ormai cerco di scrivere un post sull’orario di apertura della mia bucofficina ma non mi esce, se non polemico, perché l’argomento mi fa arrabbiare, tantissimo.

Ho passato i primi 9 mesi della mia attività a sentirmi dire che non facevo niente perché aprivo alle 10. Ora ho anticipato alle 9, ma non va bene lo stesso.
Quello che mi urta il sistema nervoso, ed è più forte di me, è che le persone parlano senza sapere e soprattutto senza riflettere.

So che non posso accontentare tutti e neanche mi importa, ma vorrei una volta per tutte chiarire alcuni punti e portare, chi mi vorrà seguire, a ragionare insieme.
La prima vera questione è che, consapevole di avere un’attività con cui voglio campare e che voglio far crescere al meglio, la Vita è mia (la bucofficina pure). Non è che se non sono in officina non faccio niente.
Qui sorge la seconda questione: non c’è solo la parte in cui aggiusto biciclette, ma anche tutto il dietro le quinte per far funzionare un’attività. E, cosa ancora più importante, non esiste solo il lavoro nella Vita.

Viviamo in uno di quei paesi che se non lavori 18 ore al giorno in realtà sei un fannullone. Poi esistono paesi europei che se fai dello straordinario sei un fallito.
La via di mezzo questa sconosciuta.

Quando faccio notare alle persone che, pur non avendo il classico orario da negozio (che non sono), faccio minimo 40 ore lavorative si ammutoliscono.

Perché siamo giudicati da quante ore lavoriamo e non dalle nostre competenze?

So cosa state pensando: che te frega di quello che pensano gli altri.
Avete ragione ma non ci riesco, mi fa arrabbiare, soprattutto l’incapacità di riflettere sulle cose.

La bucofficina è così piccola che quando apro, metto fuori le bici che devo finire (non sempre ho i pezzi in casa, non sempre è un lavoro breve): fare un orario spezzato, attualmente, per me è impossibile, vorrebbe dire lasciare le bici, seppur legate, incustodite. Di conseguenza se apro presto chiudo presto, se apro un po’ dopo chiudo un po’ dopo. Mi pare che 10 ore continuate siano abbastanza: per quanto faccia pausa pranzo, non stacchi veramente se non puoi cambiare fisicamente luogo.

Non dovrei giustificare le mie scelte, dovrebbe essere il mio lavoro a parlare per me. Invece.

Tra l’altro questa settimana ho importanti collaborazioni che mi porteranno fuori sede, e dalla prossima settimana varierà di nuovo l’orario in preparazione dei cambiamenti di novembre. Lavorerò molto di più e ne sono contenta, ma non so come spiegare il fatto che non essere fisicamente in officina non vuol dire che stia oziando da qualche parte, anzi (per inciso: non c’è niente di male nell’oziare, è importante tanto quanto lavorare).

Non dovrei giustificare le mie scelte, ma è più forte di me: non mi piace essere giudicata dalla copertina.

Quindi che orario faccio?

Cambia sempre non si capisce.
In realtà il mio orario è stato per tantissime settimane sempre lo stesso e se, come è capitato, non c’ero, erano questioni urgenti (per altro sempre comunicate). Il contro di lavorare da sola è una mole infinita di cose da fare e a cui pensare, ma anche non poter essere in due posti contemporaneamente.

Il nuovo orario è in via di definizione: sono in attesa di risposte lavorative.
In generale rimangono saldi il martedì, il giovedì ed il sabato dalle 9 alle 19.
E, come sempre, è possibile chiamare per richiedere un appuntamento personalizzato: compatibilmente con gli altri impegni lavorativi, se posso andare incontro alle esigenze altrui, lo faccio volentieri.
So che per l’utente medio tutto questo non va bene, che le persone amano gli orari scolpiti nella pietra e le variazioni confondono. Cerco come posso di andare incontro anche questo bisogno, ma la bucofficina è parte di un progetto lavorativo più articolato e in crescita costante.
In ogni caso, ogni tipo di aggiornamento sarà pubblicato sulla pagina facebook e su google. In caso di dubbio basta chiamarmi o scrivermi: 3296812391.

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