Con il naso all'insù: foto del sole tra i rami di un albero, cielo così azzurro che sembra pitturato.

Mi chiamo Adriana, ho 40 anni e sto affrontando uno dei periodi più duri della mia Vita. Sapete perché? Perché mi ero illusa che il peggio fosse passato. Non è così.
In questi giorni ho capito una cosa molto importante.

Se sei ambiziosa, se vuoi raggiungere determinati traguardi, se volgi lo sguardo sempre oltre l’ostacolo, realizzerai tanto, tantissimo, ma soffrirai anche tanto.

Non è vuota retorica, non è la favoletta del senza il sacrificio non si ottiene nulla, più semplicemente è la Vita.

Oggi un mio caro amico mi ha detto hai due possibilità: combattere o scappare. Sono entrambe lecite, è solamente una scelta personale. Ognuno di noi segue la propria indole, le proprie energie, sa quanto oltre può spingersi.

Io non contemplo la fuga. Lo dico sempre scherzando che voglio fare l’eremita, la tentazione di scappare lontano arriva puntualmente, non sono un cyborg, ma una donna che mette anche troppo sé stessa in quel che fa. Non scappo, dove dovrei andare? Ma soprattutto che utilità avrebbe nella mia Vita e in quella delle persone che mi circondano?

Tutto molto bello ed anche un po’ palloso, me ne rendo conto. Non scrivo da settimane, non ho praticamente più tempo, sono sommersa di bici in ciclofficina e non ho più il tempo neanche per pensare. Dopo settimane rispunto con questo post. Invece di un bel tutorial su qualche argomento ciclomeccanico, spezzo il silenzio con un post retorico sul senso della Vita.

Ogni sera mi perdo per un’oretta (che stasera ho deciso di utilizzare scrivendo e non bevendo birra e mangiando patatine), mi perdo perché mi siedo per terra fuori dalla bucofficina. Tutti i negozi della via sono chiusi, il rumore del traffico, il caldo che un po’ scema. Ogni sera mi stupisco del lavoro che faccio: sono passata dai plotter e le prove colore a cavi guaine e regolazioni. La mia Vita è completamente diversa e non c’è giorno che io non raccolga i frutti di tanto lavoro. E mi stupisco ogni sera.

Dovrei semplicemente essere felice ed invece sto attraversando un periodo molto duro, molto vicino all’esaurimento del 2015. Non ne scrivo per essere compatita, non fa proprio parte di me.

Ne scrivo per dire a chi leggerà questa mie parole che tutto si può realizzare, ogni momento per quanto duro si può superare e che, se come me, volete realizzare una Vita ricca, piena e felice, questi momenti torneranno.

Non sono una sconfitta, sono una conferma.

No, non me la sto raccontando, è solo questione di punti di vista.
Nel prossimo post parlo di biciclette, promesso. Buona Vita, buon tutto e buon vento.