Foto bici elettrica, rinominata bicimoto, per via della forma e della potenza del motore.

Ma come, non aggiusti bici truccate ed hai aggiustato ‘sta cosa?

“Sta cosa” si riferisce ad una bicicletta elettrica con 800W di motore, che assomiglia più ad una moto che ad una bici, con cerchio posteriore distrutto (indovinate dove era il motore), pedivella sinistra piegata e pedale destro rotto.

Il grande limite di questo mezzo è il peso a fronte della componentistica.

Ho deciso di aggiustarla perché la sfida mi chiamava: sostituire il cerchio di questa ruota era, per dirla in termini tecnici, tanta roba. Ho deciso di aggiustarla perché il proprietario la usa solo per sport e non in strada (anche perché in caso di controllo scatta il sequestro immediato del mezzo). Ho deciso di aggiustarla perché volevo toccare i miei limiti personali, i miei limiti lavorativi, volevo capire fin dove potevo spingermi.

Sapete cosa ho capito? Che come sempre sono le persone intorno che mi limitano, o ci provano, mentre io vado avanti per la mia strada.

Le persone non ti dicono che non ne vale la pena perché ci sono passate e sanno a cosa vai incontro. Nella maggior parte dei casi riflettono su di te i loro limiti, loro non lo farebbero quindi diventa un non ne vale la pena.

Non è un lavoro che rifarei, non tanto per la difficoltà tecnica (sono perfettamente in grado di gestire una ruota e sostituire un cerchio), ma per il peso e la gestione del mezzo: motore che non ha un connettore quindi non staccabile dalla bici, peso della bici e della ruota impressionante.
Questa volta voglio concludere con la mia personale morale della storia, sperando di non sembrare una pazza invasata.

Seguite il Vostro istinto sempre, spingetevi oltre i Vostri stessi limiti. Solo così diventerete persone e professionistə migliorə.

In bocca al lupo, qualunque sia la Vostra strada.