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Nulla capita a caso.

Sono stata ottimista ed ora devo essere concreta.

Questa la frase che mi gira in testa da stamattina.
A dirla tutta, sono stata e sono ancora ottimista e posso, devo essere concreta.

A quasi 40 anni ho deciso di tornare a vivere con i miei genitori: questa è la classica scelta che pensavo non avrei mai fatto.

Sono uscita di casa 10 anni fa e nonostante i diversi ostacoli incontrati non ho mai pensato di rientrare, ho sempre cercato di cavarmela e di andare avanti.

In questo momento della mia vita non riesco a pensare anche ad una casa, né dal punto di vista pratico né economico ed ho vissuto tutto questo come una sconfitta, fino ad oggi (ci metto un po’ ma poi mi riprendo sempre).
Ma come, ti sei messa in proprio è questo il risultato?
Questa la domanda che mi bombarda il cervello da giorni.

Sono stata un po’ assente ed ho scritto poco perché tutte le mie energie erano talmente concentrate su questa cosa da aver anche lavorato male (questa settimana ho dimenticato una consegna e di fare un ordine).

Spesso la sera mi siedo per terra davanti alla bucofficina e la osservo.

In quei momenti penso tante cose: che fino a qualche mese fa non esisteva, che ho fatto tutto con le mie forze e il sostegno dei miei cari, che mi sono comprata gli attrezzi pian piano nel tempo ed ancora me ne mancano, che iniziano ad arrivare i clienti del ho sentito parlare di te.

Qualche sera fa, seduta per terra, mi sono chiesta quali sono le priorità, come sta andando la mia attività, realmente.

Bene, la ciclofficina sta andando bene, la risposta che ho ricevuto dalla mia città mi ha sorpreso e stupito.
La mia priorità è lei, la mia creatura, e che le mie belve stiano bene.

Da qui questa difficilissima decisione.

Ho già dato via i mobili, ma siccome casa dei miei genitori è molto piccola, praticamente caccerò il 90% delle mie cose, ne terrò pochissime (verranno ospitate gentilmente dalla cantina di una mia amica).

Butterò via tutto, consapevolmente, per ricominciare, ancora una volta.

Ho un obiettivo e lo realizzerò: entro i prossimi sei mesi stabilizzarmi economicamente, e soprattutto mentalmente, e tornare a vivere da sola con le mie belve

In tutto questo loro non potranno stare con me, saranno ospiti di un’altra amica ed io andrò avanti e indietro tutti i giorni: questa la parte più difficile di questo passaggio, ma è per poco, per molto poco.

Io so che un giorno riguarderò alla mia storia felice di non aver mollato mai.

Non è per un cazzo facile (scusate il francesismo ma a volte è proprio necessario).
Non è facile ma ho deciso di guardare ai lati positivi di tutta la questione:

  • pedalerò molto: le distanze per unire i tre punti della mia vita, officina casa dei miei e gatti, mi permetteranno di fare minimo 16 km al giorno, contro i 3 attuali. In fondo entro la fine dell’anno volevo farne 6000 e sono indietro con il mio obiettivo. In più la bici sarà forse l’unico momento in cui starò veramente con me stessa;
  • troverò la disciplina che tanto ricerco: non vivere più da sola, per quanto libera perché è la casa in cui sono cresciuta, non mi permetterà di lasciare i piatti da lavare nel lavandino o il letto disfatto;
  • la mia pratica ne gioverà: voglio dare una svolta alla mia vita significativa e duratura ed io credo in quello che pratico;
  • mangerò meglio: non aver voglia di sentire mio padre che mi sgrida è un’ottima motivazione;
  • lavorerò meglio, eliminando questa zavorra di stress che ormai è settimane che non mi molla;
  • mi vivrò un po’ i miei genitori: non sono l’unica ad aver bisogno di coccole.

Sto cercando di guardare il bicchiere mezzo pieno? Ovvio.
Sto cercando di trarre da questa esperienza tutto quanto di buono posso tirare fuori, perché nulla capita a caso.

Io ci credo. Credo molto nel mio progetto, credo molto nel mio lavoro che amo follemente, e so che questa è una fase, difficile e dolorosa, ma pur sempre una fase.

Oggi una mia nuova amica mi ha scritto:

C’è un’unica costante nell’universo, che si ripete sempre, fino alla noia. Quella costante è il cambiamento.

Ho deciso di cavalcarlo e non subirlo questo cambiamento, nonostante tutte le difficoltà.

(Molte delle cose elencate sopra sono l’obiettivo che mi ero posta entro il mese. Nulla è a caso: spesso pensiamo di sapere che strada dobbiamo fare per raggiungere un nostro obiettivo, ma ci illudiamo quasi sempre, è tutto oltre la nostra stessa immaginazione.)

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2 commenti su “Nulla capita a caso.

  1. È come andare in bici: prima o poi arrivano le salite dure, ma non arrenderti. Stringi i denti, afferra il manubrio con forza e spingi sui pedali. Ricorda che anche le salite più dure sono sempre seguite da delle bellissime discese.

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