Cose imparate pedalando.

Riordinando le idee e i mille appunti presi nel tempo, sono inciampata in questo non decalogo delle cose imparate pedalando.
L’originale è stato scritto nel 2014, poco tempo dopo aver comprato Carolina (la prima bici).

Riletto ed aggiornato ad oggi, condivido con voi questo pezzo di percorso, raccolto in 20 pillole.

  1. Non avere fretta: la fretta non ti aiuterà ad andare più veloce o a diventare più bravo, ti farà fare solo degli errori e sforzi inutili. In fondo c’è del vero nel proverbio chi va piano va sano e va lontano.
  2. Scalare quando ti stai per fermare: il cambio in bici funziona come per le macchine o le moto, soprattutto nei percorsi urbani scalare prima di un incrocio o di un semaforo ti aiuterà a ripartire meglio… in caso contrario le tue gambe ti bestemmieranno dietro e farai un po’ di allenamento extra.
  3. Ripartire piano: niente scatti o movimenti bruschi, ma ripartire con calma. Quelli dietro aspetteranno. Anche perché diciamocelo molta gente in macchina o in moto deve prima capire su che pianeta si trova prima di ripartire quando scatta il verde.
  4. Non farsi ansiare dagli altri (che richiama un po’ il punto 1): ognuno ha il suo ritmo e pazienza chi ha fretta aspetterà. Se sono in una salita stretta non posso lasciarci un polmone perché quello dietro mi sta attaccato al c… (vabbè avete capito).
  5. Rispettare il codice della strada, anche in bici: è vero, è capitato che qualche semaforo me lo bruciassi anche io (a mio discapito però… solo quelli strettamente pedonali). Ok, avete ragione, mettere il piede giù è una menata, soprattutto se si hanno gli attacchi, e spezza il ritmo, ma se si va in città c’è un codice della strada: è anche per la nostra personale sicurezza non solo per il mero rispetto delle regole.
  6. Indossare il casco anche se non è obbligatorio: non lo faccio perché fa figo ma per salvarmi la capa se cado (lo so che l’efficacia è dimostrata dalla velocità dell’impatto e tutto quelle cose lì, ma personalmente credo che una protezione in più male non faccia). Idem per le luci: cerco di essere il più visibile possibile: di recente sto sperimentando le luci al mozzo, scelta un po’ tamara e divertente. Se poi devo essere investita dall’idiota di turno è un’altra storia… (questione di karma).
  7. Ogni giorno è diverso: può capitare il giorno buono come quello pessimo. Ciò che conta è non fermarsi, non soffermarsi sui brutti momenti e ricordarsi che le gambe ed i polmoni non sono bionici. In sintesi: essere sempre soddisfatti di sé, per aver dato comunque il massimo fino alla fine.
  8. Mettersi degli obiettivi personali è importante, farsi ossessionare dal risultato no: avere degli step e cercare di migliorare va bene, andare in paranoia perché non si è realizzato anche no.
  9. Coprirsi: mi illudevo che pedalando mi sarei scaldata ed invece il freddo si sente tutto. Coprirsi bene. Se, come me, si soffre facilmente di mal di gola, coprirsi bene la gola. Anche se a volte, fermandoci, ci pare di patire il caldo, aspettare di acclimatarci prima di spogliarci. Insomma non sottovalutare vento o temperature basse, soprattutto se si suda tanto.
  10. Chiedere ai più esperti va bene, ma poi sono le nostre gambe che devono imparare a sentire la bici: sperimentare a costo di sbagliare. L’unico modo per imparare a pedalare bene è passare attraverso il pedalare (anche) male. Il proverbio sbagliando si impara è una grande verità.

    Collage di foto
    Quotidiane emozioni in sella.
  11. Capire dov’è la cicloofficina più vicina e/o migliore (servizio che quasi tutti i negozi fanno, mentre se si compra da privato è bene informarsi). Prima o poi servirà e quando meno ce l’aspettiamo.
  12. Comprare su internet o da siti specializzati quando si è un po’ preso la mano, per evitare fregature o di spendere molti soldi su una bici che non ne vale o che non va bene per noi. Anche in questo non bisogna avere fretta, l’esperienza viene con il tempo.
  13. Per il vestiario ci sono diverse opzioni a seconda di che uso si fa: io uso la bici come mezzo di trasporto quindi cerco di non vestirmi strettamente da ciclista. Anche gli abiti ideati per il running o per l’escursionismo possono andare bene. La giacca che uso quando fa freddo, ad esempio, è da trekking.
  14. Comprare un contachilometri, non necessariamente l’ultimo modello super costoso. Può essere uno stimolo a capire i miglioramenti ed inoltre può essere rivelatore di uso corretto del cambio: se si usa male il cambio si pedala a vuoto e la velocità può essere un segnale utile (per me è stato così).
  15. La metodicità: appuntarsi ogni giorno chilometri giornalieri, velocità, percorsi, meteo, per me che sono donna a che fase del ciclo mensile sono… in sintesi conoscere i propri parametri per imparare a conoscere meglio il proprio corpo.
  16. Per tornare al punto 1: non avere fretta. Anche i miglioramenti arriveranno con il tempo e migliorare non significa necessariamente andare sempre più veloce: personalmente, per me, migliorare è imparare ogni giorno a vivere slow, senza frenesia, anche nel pedalare.
  17. La manutenzione, se non siete capaci, lasciatela agli esperti: al massimo cambiate le camere d’aria e tenete gonfie le gomme. Per il resto ricordatevi che se non ne capite rischiate di farvi solo male (e danno alla bici).
  18. Non avere paura dei propri limiti: una pedalata alla volta e si superano. Per tornare al punto 2 non fatevi ansiare dagli altri, neanche da chi vi dice cosa dovete fare. Nessuno ve lo può dire. Salite in bici e provate. Io le prime volte per tornare a casa scendevo e camminavo. Era troppo per me. C’è stato un tempo (per fortuna lontano) in cui vivevo tutto questo come un fallimento.
  19. Il coraggio e che le distanze sono solo fisiche: quando ho voluto ho pedalato e sono andata ad abbracciarmi le persone. Ho viaggiato per me stessa e con me stessa. (E non vedo l’ora di poter partire di nuovo).
  20. Volere è potere: lo sapevo già, ma ho avuto un’ulteriore prova. Volevo prendermi cura della mia bici (anche perché i meccanici dalle mie parti scarseggiano) e sono arrivata, dopo a tre anni, a decidere di cambiare lavoro.
Collage di foto
Albe, tramonti, notti: quante cose viste e fatte grazie alla bicicletta.

L’esperienza si fa sulla propria pelle e andare in bici deve essere un piacere personale.

Sono una persona molto competitiva, a volte mi sembra di non fare abbastanza o di essere scarsa.
In tre anni ho superato i 10000 km, c’è chi li fa in un anno…
Pedalo, al di là della pioggia e del vento. Al momento solo il ghiaccio mi ha fermato (giustamente).
Ho una velocità media intorno ai 16/17 km/h. In salita degli 8 km/h.

Sono una bradipa (consapevole) e non farò mai il giro d’Italia. Però dentro di me sono orgogliosa, di ogni tassello che metto ogni giorno. E questa è l’unica cosa che conta.

Tutti i consigli che ho scritto in questo post non sono altro che il frutto della mia esperienza. Come sempre fatene l’uso che credete meglio.

Ciò che conta siete voi con la vostra bicicletta: salite, pedalate, e godetevela!

E voi cosa aggiungereste a questa stramba lista: cosa vi ha insegnato pedalare?

Come la pensi...