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Maneggiare con cura.

Ho scritto e cancellato non so quante volte.
Oggi non mi escono le parole, sono arrabbiata e per quanto io abbia cercato di calmarmi non ci riesco.
Sono stufa ed arcistufa della totale mancanza di professionalità e della totale mancanza di richiesta di professionalità. Perché se da un parte c’è chi lavora male, dall’altra c’è a chi sta bene un lavoro fatto male, e se chiedi un qualcosa di più sei pretenziosa, o pignola, o arrogante.
Oppure, la frase che amo di più: sei tu che hai voluto spendere soldi per fare corsi di ciclomeccanica, chissà cosa ci vuole ad aggiustare una bicicletta.
In più in questi giorni ne ho collezionate una serie, la migliore è non si vive di sole riparazioni. Il mio ex, per fortuna, in merito può dire il contrario visto che ha anche il mutuo di casa e l’affitto del negozio da pagare.

Sono due le categorie che mi stanno più strette ed ho deciso di liberarmene.

Da un lato abbiamo i faciloni.

Per loro è tutto facile, qualsiasi lavoro professione idea da realizzare, hanno sempre il ma cosa ci vuole sulla bocca. Ci vuole così poco a fare tutto che poi mi chiamano perché montare la bici della figlia si è rivelato un po’ complicato, ad esempio.
E questa categoria, come si deduce appunto dall’esempio, alla fine ti regala soddisfazioni, basta aspettare. In realtà non bisognerebbe neanche arrabbiarsi, è che a volte ne hai troppi da gestire tutti insieme e vorresti rinchiuderli in una stanza e lasciarli lì che si raccontano tra di loro quanto è facile fare le cose.

Dall’altro lato abbiamo i delegatori di sogni.

Questi sono i peggiori, sono quelli che mi hanno fatto proprio sbroccare. Tanto è vero che stamattina anche su facciadalibro ho puntualizzato alcune cose.
I delegatori di sogni sono bravissimi a dirti cosa dovresti fare, ma non si muovono dalla propria vita di mezzo millimetro, vivono del tuo coraggio e della tua determinazione, vivono al calduccio delle proprie sicurezze, perché loro vorrebbero fare ma non possono (non ammetteranno mai di aver paura).

Onestamente io, che ho coraggio, determinazione, perseveranza, abbastanza follia da stravolgere la mia vita, vivere senza un euro per realizzare la mia ciclofficina, da queste persone non ho da imparare nulla.

E me ne frego se vi sembro arrogante. Sono incazzata, ed anche tanto.
Sentirmi dire quello che devo fare, sentirmi dire come lo devo fare, sentirmi dire che non va bene quello che sto facendo, quando sono io che ci sto mettendo cuore anima soldi energie, è totalmente gratuito fuori luogo e senza senso.

Purtroppo, in questo caso purtroppo, il Buddismo mi insegna che se sono dove sono ho messo la mia causa. Ho dato troppa corda, ho lasciato intendere che potevate invadere la mia Vita con giudizi senza senso. Ho forse lasciato credere di non avere le idee chiare. Non lo so, mi importa poco qual è la mia causa, ciò che mi importa è che leggiate questo post e che vi rendiate conto che se volete realizzare qualcosa lo dovete fare con le vostre forze, il vostro coraggio e la vostra determinazione, perché il mio coraggio la mia determinazione e la mia forza non sono gratis, non sono a disposizione, e soprattutto è la mia impresa, il mio sogno, la mia ciclofficina e la mia vita.

Ho letto troppe stupidaggini oggi, anche se ho evitato il web accuratamente.
Ho letto articoli che fanno sembrare mettere su una ciclofficina una cosa da poco. Studio continuamente e mi imbatto in articoli dove è tutto facile.
Hai aperto un blog? Guadagna 2000 euro al mese. Ho un blog da due anni e mezzo, so per certo che non è così facile, se hai un minimo il desiderio di fare le cose con un certo stile ed una certa qualità.
Vuoi aprire una ciclofficina? Prendi uno spazio grande, disponi questi spazi, compra questa attrezzatura, forma il personale, ed il gioco è fatto. Studia il mercato, chiediti che tipo di officina vuoi, chiediti se vuoi dipendenti, vedi quanti soldi hai da investire. E ricorda che se non hai uno spazio grande e luminoso, fa niente. Arriverà. L’importante è saper aggiustare biciclette.

Ed anche questa è una nota dolente. Chiunque aggiusta biciclette, in fondo basta andare in una ciclofficina popolare.

Non ho nulla contro le ciclofficine popolari, ma equipararle a quelle professionale non ha senso.

Nelle prime trovi appassionati che forse sanno darti una mano, nelle seconde incontri professionisti che se tali non si dimostrano ne pagano in prima persona. In una ciclofficina popolare, in generale, sei tu che metti mano alla tua bici con la supervisione di chi ne sa più di te, vai lì per imparare quel che ti serve per mantenere efficiente la tua bicicletta. In una ciclofficina professionale ci vai perché vuoi che il lavoro venga fatto da un meccanico professionista.

Non è una questione di competenze, nè che una è migliore dell’altra, sono cose diverse e fare paragoni lo trovo piuttosto inutile.

Ho aperto questo blog con l’obiettivo di incoraggiare. Quando ho iniziato a pedalare ho trovato niente del genere, le volte che ho provato ad interfacciarmi con qualcuno ho ricevuto frasi fatte o silenzi. Sono ancora convinta delle mie scelte e del mio progetto. Ma, c’è un ma, anzi due.

I faciloni da oggi in poi avranno una brutta vita con me: ho esaurito la pazienza. Se per Voi è tutto facile sono contenta, ma non venite poi a chiedermi come si fa qualcosa. Ho deciso di essere dispettosa e non Ve lo dirò.

E per i delegatori di sogni cercatemi quando avrete deciso di realizzare il Vostro sogno, sarò molto felice di sostenerVi. Fino a quel momento, qualsiasi cosa abbiate da dirmi su come debba vivere la mia Vita è a dir poco superflua.

Sono io che ho investito tutto quello che avevo per realizzare il mio sogno, per costruirmi una Vita diversa. Sono io che lotto contro le mie paure, che cerco dentro di me la mia determinazione, sono io che ho scritto i miei obiettivi, che ho aperto la partita iva, che litigo con le tasse. Se avete anche un minimo affrontato una sola di queste cose, so che mi rispetterete mi starete a fianco come avete fatto finora e mi sosterrete. Se non avete idea di che cosa significhi neanche una di queste cose, è meglio che stiate zitti, ho esaurito la diplomazia.

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