Ma perchè voi ciclisti non state sulla destra?

Un po’ di tempo fa scrissi questo post sui ciclisti che passano con il rosso.
Mi è tornato in mente leggendo, appunto, di un ciclista morto, in seguito ad un incidente con un tir, proprio perchè non è passato con il rosso.
Ed allora te lo chiedi cosa è giusto fare.

Chi mi segue da un po’ sa che sono abbastanza fissata con il rispetto del codice della strada, anche se fa acqua da tutte le parti, ma leggendo questo articolo di Paolo Pinzuti su Bikeitalia.it, per quanto io non condivida totalmente la sua opinione, ho concluso ancora una volta che la mia vita è più importante di qualsiasi regola. Capita anche a me di scattare un po’ prima ai semafori… non passo impunemente senza guardare, quello lo trovo solo pericoloso, ma scatto quell’attimo prima di chi è dietro di me. Il motivo è uno solo: farmi vedere.

Uno dei tanti semafori rossi a cui mi fermo... ma spesso li brucio poco prima che diventino verdi. Questione di sopravvivenza: fondamentalmente mi levo da ogni possibile traiettoria.
Uno dei tanti semafori rossi a cui mi fermo… ma spesso li brucio poco prima che diventino verdi. Questione di sopravvivenza: fondamentalmente mi levo da ogni possibile traiettoria.

Queste riflessioni mi hanno riportato ad una domanda che, da quando pedalo, mi fanno tutti i miei amici: ma perchè voi ciclisti non state sulla destra?

Ve lo spiego, seguitemi con attenzione.

Innanzitutto, viaggiare a destra, non significa pedalare rasente il marciapiede.
Secondo alcuni (molti?) stare a destra vuol dire stare all’estrema destra e pedalare così può essere molto pericoloso: la mia incolumità non la baratto con la tua velocità.

Viaggiare a destra comporta:
stare attenti alle portiere: sto a destra, ma se ci sono macchine parcheggiate, ad almeno un metro da queste. Se ne deduce che se la strada è stretta io risulterò in mezzo per chi viaggia dietro di me;
– se sono in mezzo, chi vuole superarmi dovrà tenere una distanza consona e aspettare il momento giusto: mi è capitato tantissime volte di viaggiare rasente il marciapiede e subire sorpassi criminali, perchè tanto ci passi (secondo la tua logica) e lo fai a due millimetri dal mio braccio;
– spesso sulla destra ci sono tombini, anche in sequenza, alcuni profondi: in casi estremi, se non ne posso fare a meno mi faccio un po’ di sterrato su asfalto, tanto ho una mountain bike ammortizzata davanti, ma se posso viaggio quel tanto che basta lontano da tombini e buche.

In sintesi

La mia vita (e non solo la mia) è importante e quando non viaggio a(ll’estrema) destra c’è un motivo, che non cambierà in funzione di quanto forte suoni il clacson.

Sì, sono un po’ polemica, ma io devo stare a destra tanto quanto tu devi rispettare i limiti di velocità e le indicazioni per fare un sorpasso in sicurezza.
E’ questo il nodo fondamentale: la sicurezza. Moltissimi incidenti, spesso mortali, vedono coinvolti ciclisti che viaggiano da soli sulla destra, speronati da dietro.

A noi ciclisti non interessa non farti sorpassare, senza qualcuno alle calcagna si pedala decisamente meglio, e se non mi sposto per farti sorpassare chiediti perchè lo faccio: magari a destra c’è un buco profondo o una fila di macchine parcheggiate.

 

2 Comments

    • Neanche io prima di pedalare capivo molte cose, ma soprattutto ho imparato, e questo ancor prima di diventare ciclista, che nella vita non è tutto bianco e nero e che il giudizio non ha senso, non è costruttivo né utile.

Come la pensi...