Aggiornamento del 22/10/2022.

Sono passati 5 anni, se non sbaglio la prima ora di parcheggio costa sempre meno, l’economia sorvoliamo e l’amministrazione è stata costretta a realizzare bike lane e piste ciclabili, anzi in realtà ha levato piste ciclabile per trasformarle in bike lane, il tutto senza spiegare alle/i cittadinə la differenza e soprattutto senza pensare ai reali spostamenti dell’utenza. In sintesi, se da un lato è cresciuto l’uso di bici elettriche (per i motivi più discutibili), dall’altro non si è realmente incentivata la mobilità dolce, complice anche la pandemia (che è ancora un alibi perfetto).


Lungimiranza s. f. [der. di lungimirante]
La qualità e la dote di chi è lungimirante; attitudine a vedere lontano nel tempo.

(Treccani)

È di qualche settimana fa la notizia che la nuova giunta Bucci, a Genova, ha deciso per la riduzione delle tariffe del parcheggio (provvedimento ad oggi operativo).

Questo non vuole essere un post politico, le mie considerazione sono indipendenti dai colori della attuale giunta.

In realtà non avevo seguito la notizia con particolare attenzione: non ho un’auto, non giro più in scooter, ho un problema con il parcheggio, ma di altro tipo (non ci sono rastrelliere in questa città, lego la bici ai pali, rischiando la multa, come vi raccontavo qui). Ma la notizia è rimbalzata, con felicità di tutti (o quasi) i genovesi.

Ovviamente non si è pensato alle conseguenze a lungo termine.

Da un lato Genova Parcheggi annuncia di rischiare il fallimento abbassando le tariffe e dall’altro ci ritroviamo la città ancora più piena di macchine, città già abbastanza satura: saranno tutti ancora di più invogliati a prendere l’auto. Inoltre siccome la diminuzione consistente è solo per la prima ora (da € 2,50 a € 1,30). Lo immaginate voi il caos di traffico che si verrà a creare?

Finché un ambientalista non ha esposta la questione in questi termini neanche io lo immaginavo. Ma la nuova giunta, non ce l’ha un esperto in mobilità sostenibile? A quanto pare no.

Approfondendo la questione leggo, tra le varie testate che riportano la notizia nel pomeriggio di martedì l’assessore comunale ai Trasporti, Stefano Balleari, insieme con la collega al Commercio, Paola Bordilli, hanno presentato il piano che porterà all’abbassamento dei costi per chi parcheggia in città, confermando l’intenzione di portare a 1,30 euro il costo della prima ora di sosta. «Abbiamo valutato con i commercianti cosa fosse più opportuno, se fare una tariffa flat che valesse per tutto il giorno oppure optare per una tariffa variabile, e alla fine abbiamo scelto questa seconda opzione».

Avete valutato male.

Prendete un qualsiasi studio sulla ciclabilità e sulla mobilità sostenibile e leggerete che per rilanciare l’economia servono zone pedonali: zone in cui le persone possono muoversi a piedi e in bici in sicurezza, vanno più piano, si godono il paesaggio e la città. È infatti provato che ciclisti e pedoni comprano meno ma comprano più spesso.

Il vero problema è che per fare una cosa del genere vanno rinforzati i trasporti pubblici, oltre ai servizi per le biciclette (tra cui parcheggi), investimenti che le istituzioni non fanno da tempo, a Genova come in tante altre città d’Italia, e ancora una volta si è incentivato l’uso del mezzo privato.

Non so quantificare in metri la quantità di piste ciclabili presenti a Genova, ma sono pochi, spezzettati, che se provi a prenderne una è facile ritrovarsi in una strada chiusa (per sentirti ancora dire che tu ciclista devi usare la pista ciclabile…). Quel che è certo è che la realizzazione di tratti ciclabili seri è ancora fortemente ostacolato: si toglie spazio alle macchine.

In via XX Settembre, in pieno centro, la pista ciclabile è solo a salire: dall’altra parte non la fanno perché si toglie spazio ai merci, quella che c’è a salire è usata dai pedoni (che hanno a disposizione un ampio marciapiede) oppure da polizia, tassisti… etc etc etc.

Insomma, anche in questa occasione è mancata la lungimiranza e si sono attuate politiche che solo in apparenza porteranno giovamento all’economia, ma che difatto creeranno ancora più caos e traffico (e fra un po’ è Natale…).

Cercando notizie in rete su cosa significa pedonalizzare, mi sono resa conto di quanto sia un processo lungo e difficile: pedonalizzare non è soltanto chiudere le strade alle auto, ma è una scelta politica e culturale, di compartecipazione con i cittadini, di dialogo e ascolto.

Una cosa è sempre più chiara mentre scrivo: è molto più facile abbassare la tariffa del parcheggio (scelta che implica meno studio, meno approfondimento, meno analisi) piuttosto che creare una città alla portata di tutti.


Per un ulteriore approfondimento può essere interessante leggere questo articolo:
Diminuzione tariffe parcheggi: “La mobilità INsostenibile”, lettera di un ricercatore al sindaco Bucci