Le parole creano identità costituisce un articolo pilastro di questo blog.

Nell’ultimo post pubblicato ho mostrato sufficiente idealismo, parlando di rispetto e sostegno. Oggi ci aggiungo questa ultima parte, in modo da porre nuove e solide basi per il progetto de La Ciclista Ignorante.

Come consuetudine, qui ci sta bene una piccola premessa: per me l’idealismo è una cosa concreta, vuol dire avere delle idee e delle convinzioni che si cerca, al meglio, di mettere in pratica nella propria Vita. Non immaginate l’idealismo come qualcosa a cui non arrivare, di totalmente scollato dalla realtà. Non fatevi fregare dal mito della coerenza: la Vita è un susseguirsi di compromessi dove, per l’appunto, ognunə fa del suo meglio.

In Le parole creano identità spiego perché ho deciso di adottare lo schwa, come funziona e come cerco di portare avanti quotidianamente un linguaggio inclusivo. Non voglio ripetermi e spero sarete così curiosə da andarlo a leggere. Dico solo che è un dato di fatto che nella nostra lingua esiste il maschile e il femminile, non c’è modo di declinare un concetto in una forma neutra a meno di non cambiare totalmente intere frasi.

Se prendo ad esempio la frase qui sopra spero che sarete così curiosə, oltre ad adottare lo schwa per renderla inclusiva, avrei potuto:

  • usare la forma estesa curiose e curiosi
  • usare la forma curiose/i
  • adottare l’asterisco o la ics, o la u, ossia adottare uno dei tanti modi in cui si cerca di creare il neutro in italiano: curiosx, curios*, curiosu
  • cambiare la frase, ad esempio: spero che chi sta leggendo decida di andare a leggere

Sull’ultimo esempio mi sono totalmente incasinata, ho impiegato un paio di minuti per formualarlo e, forse, in parte ho dovuto cambiare il senso per non cadere nel plurale maschile.

L’Accademia della Crusca si è espressa dichiarando che il plurale maschile va benissimo, è da considerarsi inclusivo. Anche io stamattina ho detto alla mia bilancia che sono magra, mi sono espressa. Non funziona così, non basta dire che una cosa è, perché lo sia veramente. Un po’ come in Europa che stanno cercando di far passare il nucleare come energia green: non basta scriverlo perché sia vero.

Ma soprattutto quello che sfugge alla maggior parte delle persone è che la questione va molto al di là del genere femminile e maschile.

Quelle che per moltə sono solo parole inglesi senza senso, come ad esempio cisgender, transgender, non-binary, queer, rappresentano intere categorie di persone che non si riconoscono in un sistema duale come quello rappresentato dalla lingua italiana. E la resistenza a modificare la lingua rappresenta totalmente la resistenza a comprendere un mondo che cambia, con cui probabilmente non riusciamo stare al passo.

Il punto non è comprendere, il punto è rispettare e sostenere.

Non ha alcuna importanza se io comprendo la scelta di un’altra persona di definirsi non binario (esempio a caso), il mio unico approccio deve essere il rispetto e il sostegno. Se un’intera categoria di persone ha sentito la necessità di richiedere i pronomi sui social da inserire nella proprio bio, in modo da far capire come si identifica, come vuole essere definita, la questione va molto al di là dell’uso di sindaca che suona male e del preferisco essere chiamato attore, non mi sminuisce come donna (questa è stata la frase che ha dato il là a questo articolo).

Poco importa se non amate chi ha proposto l’uso dello schwa, non la nomino neanche, perché neanche a me piace. Non Vi piace come metodo, usatene un altro. Non c’è niente che Vi ispiri, inventate qualcosa che secondo Voi vada bene. Basta nascondere la testa sotto la sabbia, c’è un mondo là fuori molto oltre il nostro orticello, molto oltre il maschile e il femminile, abbiamo il compito di fare qualcosa senza difenderci dietro il ma ci sono questioni più importanti da affrontare.

Chi ha deciso che si escludano a vicenda? Ma soprattutto, è chiaro che parlare inclusivo non riguarda solo chi si riconosce come donna?


Ne parlo anche sul Podcast. Per comodità condivido il link di Spotify, ma ricordo che qui potete trovare tutte le informazioni necessario sul Podcast e su dove ascoltarlo.