Ph. Fabio Bussalino per La Ciclista Ignorante

Le idee vanno messe in discussione ed è il motivo per cui mi ostino ad aprire i comandi anche quando non ne vale la pena. Fossilizzarsi nelle proprie convinzioni rende arroganti, intransigenti, e non importa se si ha ragione oppure no, perché della ragione non ce ne facciamo niente.

Dobbiamo creare dialogo, inclusione, empatia. Cercare di comprendere il punto di vista dell’altro e costruire ponti che uniscono le persone.

In questo momento, appena finito di mangiare la pasta fredda avanzata di ieri sera, in un mix tra una colazione assurda e un pasto troppo scarno, ho compreso cosa non sopporto più di gente che seguivo, che fino a poco fa ammiravo.
Sono diventati arroganti nel non mettere più in discussione le proprie idee, perché hanno esperienza, sanno quello che dicono e non accettano il confronto. L’esperienza così muore, non si arricchisce. Non importa quanto sei sicurə che un comando non si apre, non importa se lo sai già, devi dare la possibilità a qualcun altrə di fare la sua esperienza perché è solo tramite l’esperienza diretta che si può comprendere, imparare, memorizzare, insomma che si fa propria la materia.

E devi darti la possibilità di crescere, di stupirti ancora, devi mettere sul piatto che forse ti stai sbagliando, che chi hai davanti ha un punto di vista diverso e chissà, potrà fare una scoperta che tu non hai fatto.

Questo vuol dire essere i migliori e le migliori. Non arrivare e dire le cose sono così, non salire sul pulpito pensando di avere la verità in tasca (ma poi quale verità?). Bensì sedersi affianco di un/una collega, collaboratore/collaboratrice, amicə sconosciutə e dialogare, per aprire innanzitutto la nostra mente.

Sapere che una cosa andrà in un certo modo, non vuol dire impedire a qualcun altrə di provarci nel fare il suo percorso. Questo è essere una/un leader, tracciare una strada in cui ci si senta liberə di camminare, dare l’esempio e lasciare che le persone crescano senza paura che ci superino, che diventino più brave di noi.

Mentre scrivo provo molto risentimento verso me stessa. Vi capita mai? Lo so è una perdita di tempo, ma le emozioni non si comandano. Mi domando da giorni che tipo di persona sono, che tipo di donna voglia essere e se sto creando qualcosa di buono nella mia Vita.
Questo voleva essere prima un tweet e poi una storisss ignorante o al massimo un post su Instagram, ma ho iniziato a scrivere e non mi sono più fermata. E non ho una chiusura, perché come al solito ho più domande che risposte.


Per chi non lo sapesse questo simbolo ə si chiama schwa. Di recente Google l’ha introdotto sulla sua tastiera android ed ho iniziato ad usarlo (basta tenere premuta la e ed appare tra i diversi simboli). È difficile da pronunciare e scomodo da scrivere (soprattutto da pc), ma segna il cambiamento, un primo importante passo verso quel linguaggio inclusivo che nella nostra amata lingua manca. Sulla questione parole e identità Vi rimando a questo podcast e questo post.

(Grazie a Fabio Bussalino per la foto)