Scatto del torrente Bisagno dal Ponte di Sant'Agata, vista su Corso Galliera, Genova.

Vivo a Genova Molassana, ogni giorno per andare e tornare dal lavoro percorro Lungobisagno oppure Via Piacenza, insomma pedalo a fianco al Bisagno, torrente famoso alle cronache per alluvioni e danni.
Vivo in questo quartiere da poco più di un anno e ogni volta che vado e vengo penso che Via Piacenza, la strada vecchia, andrebbe chiusa al traffico, bisognerebbe lasciare spazio al trasporto pubblico e alle biciclette. Penso che Lungobisagno andrebbe ridisegnata: non ci sono marciapiedi, tutto lo spazio è per le auto, dove invece ci sarebbe adeguato spazio da riservare alle biciclette.
In particolare penso che lo SkyTram sarà uno scempio, altro che bel progetto che piace a tutti come ha detto l’attuale sindaco. Lo SkyTram è una linea ferroviaria sopraelevata che passerà sopra il Bisagno per unire la valle al centro. Lungobisagno è una strada molto trafficata sia per il trasporto merci che per tutti i cittadini che vivono sulle alture e lavorano in città.

Non sono mai stata contraria alle grandi opere, non capivo chi lo era, ora inizio a comprenderne il punto di vista.

Invece di ridisegnare coraggiosamente gli attuali spazi e investire soldi nell’attuale trasporto pubblico con nuovi mezzi e rafforzamento delle linee, si pensa di infastidire il Bisagno, spendere milioni di euro (e sappiamo tutti come finiscono certi cantieri) per lavori che ora cominciamo ma che non si sa mai realmente quando finiscono.
Si sentono tutti al sicuro perché con i nuovi lavori nel torrente e lo scolmatore per il Fereggiano le esondazioni sono sotto controllo. Non abbiamo imparato che con l’acqua non si scherza.
Nella presentazione del progetto si legge

“Sostanzialmente inalterato anche il numero dei parcheggi lungo gli argini del torrente Bisagno. Altro aspetto importante è rappresentato dal fatto che non ci sarà alcuna alterazione del regime idraulico del corso d’acqua e – durante la fase realizzativa – l’interferenza diretta con l’alveo sarà molto limitata.”

Nel momento in cui nel letto del Bisagno ci si mette qualcosa la vedo difficile non alterare il regime idraulico, ma ammetto la mia ignoranza e potrei dire stupidaggini. Mentre mi colpisce molto voler mantenere inalterato i numeri di parcheggi.

Questa non è innovazione, non è mobilità sostenibile.

Tutto questo porterà un dispendio di soldi immenso a che pro? Per fare arrivare la metropolitana fino alla ValBisagno? Metropolitana che abbiamo impiegato anni a realizzare perché ogni volta che scavavano si trovava acqua e reperti storici?

Sono dell’idea che non sia più il tempo di opere così massicce: bisogna ridisegnare quello che c’è già, modificare le strade esistenti e, lo dico sempre, rallentare. Non andare più veloci, non muoverci sempre più massivamente, ma ritornare a vite più a misura di persone.

Sono convinta di non essere in compagnia in queste mie riflessioni e, ancora una volta, verrò vista come la disfattista, l’esagerata. Come sempre spero di sbagliarmi, che gli eventi nei prossimi anni mi dicano che non avevo capito.
Il cantiere sul Bisagno sta durando più di 20 anni, c’è stato un magna magna immenso. Abbiamo passato gli ultimi decenni a coprire e rubare spazio all’acqua per poi trovare un modo per ridargliene.
Forse abbiano raggiunto un equilibrio, ha senso fare una linea aerea sul torrente? È questa l’esigenza di questa città, dove tutte le strade sono per le auto e non per le persone?