Sono due gli argomenti su cui sono più sensibile: come organizzare il mio tempo e il mio lavoro. Sono aspetti su cui lavoro da sempre, in maniera più o meno continua, ma che soprattutto ora che sono tornata in proprio condizionano di più la mia Vita.

Perché mi fa arrabbiare la gente che dà consigli, spesso non richiesti, su come organizzo le giornate? Perché nella stragrande maggioranza dei casi non sono in grado di immedesimarsi nell’altrə. Parte dall’idea che il proprio modello comportamentale è corretto e pensa di applicarlo indistintamente a chiunque, non riflettendo sulle peculiarità di ognunə.
Non sono tante le persone in grado di immedesimarsi, è un errore che in passato ho fatto spesso anche io, pensare che se io riuscivo in qualcosa potesse arrivarci chiunque. In realtà credo ancora che sia così.

Quello che ho imparato è che ognunə percorre la propria strada con i propri ritmi e che i risultati e gli obiettivi sono sempre personali.

Spesso, soprattutto quando c’è un rapporto di stima e amore (nel senso più ampio del termine), vorremmo che le persone non sprecassero (quello che pensiamo) il loro talento, ma in realtà non abbiamo idea di cosa realmente provino, quindi non abbiamo alcun diritto di invadere la loro Vita.
Come al solito sono partita da A per arrivare a B ma ho deviato per il resto dell’alfabeto con una premessa ampissima. Questo perché dopo aver tanto letto, studiato, provato ad applicare, essermi informata su corsi, aver cercato personal organizator e simili, ho compreso che gli strumenti sono niente senza consapevolezza e che ognunə deve costruire la propria routine, il proprio viaggio, consapevole che non si rimane uguali a sé stessə, cambiamo, evolviamo, cadiamo, ci rialziamo.

Chi legge questo blog da tempo è inciampato più volte in post dove parlo di obiettivi, di routine, di bioritmo ignorante, di cadute e nuove determinazioni. Sono inciampata ed ho pensato di essere sbagliata molte volte, quando ad un certo punto ho fatto l’unica cosa che sentivo di fare: seguire il mio ritmo, esattamente come quando sei appena natə.
Ho iniziato ad alzarmi senza sveglia (tanto non la sentivo), arrivare al lavoro quando arrivavo, lavorare per come mi sentivo, chiudere cenare andare a dormire quando sentivo che era il momento.
In poche settimane ho ricominciato ad aprire gli occhi alle 7 e non più alle 10, ho ripreso a lavorare con soddisfazione (perché la produttività non è tutto), ho ricominciato a mangiare un po’ meglio, a dormire un po’ meglio.
Ora so che a questo punto del discorso ci sarà qualcunə che mi dirà ma tu puoi farlo, io ho famiglia figli un lavoro fisso… etc etc etc…

Posso farlo perché ho scelto di farlo, perché tutte le mie azioni sono volte a costruirmi una Vita a mia misura, sostenibile.

Posso farlo perché ho deciso di accettare il rischio di pagamenti in ritardo, di qualche cliente arrabbiato, rischio necessario perché ragiono a lungo termine.
Uno dei grossi problemi che riscontro (nel mio piccolo) è il pensare a breve termine, sulle consegne urgenti, sulle spese: troppo spesso non valutiamo che le azioni di oggi sono il nostro successo di domani e che a volte (molto più che a volte a dire il vero) dobbiamo avere coraggio.
Le mie scelte hanno scontentato chiunque avessi vicino, perché vivo e lavoro sola ma non sono fuori dal mondo. Ha portato spesso a commenti per me dolorosi, perché le persone pensano solo che vuoi dormire e non che stai lottando contro te stessa, contro i tuoi stessi limiti. Se fai questo tipo di discorsi, il minimo che arriva è l’etichetta di esagerata.

Quindi il coraggio ci vuole tutto, il coraggio di guardarsi dentro, prendere profonda consapevolezza di sé e soprattutto smetterla di paragonarsi alle altre persone.

Questo è uno dei nodi fondamentali: il paragone uccide l’autostima, uccide ogni azione, ci fa sentire in difetto, soprattutto quando da sempre il nostro modo di vedere il mondo non è conforme.
Non sto facendo un elogio all’anticonformismo anzi, Vi dirò, chi veramente lo è non vorrebbe esserlo e passa molto del proprio tempo a lottare contro sé stessə perché è difficile essere e sentirsi costantemente diversə da ciò che ci circonda.

Arriva un momento preciso in cui bisogna scegliere se continuare a lottare contro ciò che si è o amarsi follemente per realizzare una Vita felice.

Al solito molte parole. Come mi è stato detto più volte dico troppe cose. Non sarò mai una dalle frasi semplici, sono già in troppə a semplificare concetti, spesso svuotandoli. Neanche voglio complicare le cose, le racconto per come le vivo per come le sento.

L’unico modo per riuscire a gestire il proprio tempo in modo efficace, produttivo, soddisfacente, senza quella pessima sensazione sulla pelle di essere sempre in ritardo, sempre a rincorrere qualcosa o qualcunə è raggiungere una profonda consapevolezza di chi si è.

Comprendere quali sono le cose a cui proprio non possiamo rinunciare (ad esempio io non posso smettere di pedalare e dipingere e la seconda l’ho messa nel cassetto da troppo tempo). Dobbiamo ricordarci che le scelte di oggi non sono per oggi, ma per il nostro futuro. E soprattutto che nulla è scolpito nella pietra immodificabile. Cresciamo, cambiamo, cambiano le nostre abitudini, necessità, obiettivi.

E se sei arrivatə alla fine di questo articolo pensando sì facile ma io ho mio figlio da portare all’asilo ho 8 ore di lavoro fisso in ufficio, altro che seguire i propri ritmi naturali, la responsabilità di come avete costruito le Vostre Vite non è mia, è Vostra e Vi chiedo… Siete felici?

Il punto non è non avere responsabilità: ho le mie spese ogni mese, un’attività, una reputazione online ed offline, non è che semplicemente faccio quello che voglio, metto ogni giorno azioni per cercare di rendere sempre più sostenibile la Vita che ho scelto e se smette di esserlo cambio per ritrovare un ritmo che non mi faccia imprecare appena apro gli occhi al mattino e arrivare a letto sfinita la sera con l’ansia di cosa accadrà il giorno dopo.
Sono solo all’inizio del mio nuovo Viaggio, ho ancora moltissimi passi da fare, molte azioni da intraprendere. Quello che ormai è chiaro, lo sentiamo dire da chiunque, è che il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo e non si può continuare a sprecarla.

Non dare retta a nessunə neanche a me, nessuno può dirti come gestire il tuo tempo. Solo tu puoi ascoltare te stessə, è un viaggio infinito difficile e bellissimo, lascia stare le strategie le app gli strumenti, quelle non servono a niente se non sai chi sei ora e dove vuoi arrivare domani. Non lasciarti frenare, la Vita è troppo bella (e breve) per stare fermə.