A febbraio dell’anno scorso arriva in ciclofficina un uomo, in bici. Penso subito ad un cliente. Invece no, è Fabio Bussalino fotoreporter di Repubblica. Mi dice che ha letto di me e che vorrebbe farmi due foto, che però non sa se le pubblicheranno.

Pochi mesi prima avevo cercato tramite conoscenza un giornalista che potesse farmi uscire su un qualche giornale locale. Ancora oggi non ho ben chiaro come funzionino queste cose. All’epoca mi fu detto che la mia ciclofficina non aveva rilevanza sociale nessuno avrebbe mai pubblicato la notizia e poi tra le righe mi avevano chiesto dei soldi. Se devo pagare, tanto vale che faccia pubblicità e basta.

Quando voglio qualcosa prima o poi la ottengo. Lì per lì non sapevo come fare, così ho preso il mio desiderio e l’ho messo nel cassetto. Quando sarebbe stato il momento l’avrei ritirato fuori.
Non immaginavo così. Non immaginavo che l’occasione mi piovesse in testa. Tanto è vero che gli ho chiesto ma vuoi essere pagato? Gli ho spiegato il mio scetticismo e lui ha ribadito che avrebbe fatto delle foto ma non sapeva se sarebbero mai state pubblicate e che non voleva soldi per questo.

È passato un anno, non mi ricordo se la settimana dopo o quella dopo ancora, fatto sta che sono finita su Repubblica online e cartaceo. Qualche invidioso mi ha detto non sapevano come riempire lo speciale di domenica. La mia risposta è stata buon per me.

Inutile dire che l’attività ha avuto il suo lancio grazie ad una persona straordinaria che ho avuto modo di conoscere un pochino nel tempo. Il giorno dopo quell’uscita mi ha chiamato la Rai per propormi di partecipare a I Soliti Ignoti. La mia risposta al telefono Che bello scherzo. Non era uno scherzo.

Chi conosce Fabio sa che ha avuto di recente non pochi casini con le politiche aziendali di Repubblica, tanto da rischiare (e neanche per la prima volta) di rimanere senza lavoro. Come gli dico sempre, è troppo bravo per rimanere fossilizzato dov’è, ma giustamente ha delle responsabilità e i suoi timori. Lo capisco molto bene.

Personalmente ho fatto tutto quello che ho fatto perché il massimo delle mie responsabilità sono i gatti, per il resto me la vedo tra me e me, avendo la fortuna di avere una famiglia non ricca ma solidale alle spalle.

Ma perché Vi scrivo tutto questo? Perché io sono abituata a ringraziare le persone e in questo caso lo voglio fare pubblicamente (di persona l’ho già fatto più volte).

Questa foto, che è quella della mia pic qui a fianco, sui tutti i social, la stessa che ho messo sul nuovo sito e che userò per quello in inglese (in elaborazione), la foto che ho sia su telegram che whatsapp, questa foto qui è sua ed è stupenda. Come le foto delle mani di cui parlo in questo post.

Fabio in questo primo anno mi ha sempre sostenuto, regalandomi questi scatti e portandomi la bici da regolare prima di qualche viaggio. Ed io oggi voglio sostenere lui perché è un fotografo meraviglioso.
Mi ha fatto quella foto senza che neanche me ne accorgessi, mentre ridevamo come dei pazzi, è di una simpatia unica. Dovevo regolargli il cambio e avevo le lacrime, tanto da zittirlo se no non riuscivo a lavorare.
Ho ricordi stupendi di ogni volta che è passato, ma questa foto è strepitosa, nonostante i punti neri e i denti storti, è riuscito a catturare la luce nei miei occhi.

Mi ha mostrato come neanche io mi vedo.

Ancora una volta grazie a lui e alla sua bravura. Ovviamente come tutti i creativi, non ha un sito internet, ma potete pregustarvi un’anteprima a questo link e se avete bisogno di un fotografo, scrivetemi che Vi passo il contatto.