Spersa. Opera digitale. Dettaglio. Estemporanee di Adriana Anselmo.

Sono consapevole di scegliere quasi sempre la strada più difficile. Lo so ma non è una cosa voluta, non è un modo per farmi del male, per complicarmi la Vita, seguo i miei valori, la mia indole e la mia etica.

Non è facile trovare un equilibrio tra cio che è giusto fare e quello che si vorrebbe fare. Il giusto poi non è affatto un valore assoluto, anzi. Si cerca un equilibrio con sé stessə e con chi ci circonda, tendendo sempre a creare il bello.
Ultimamente dico spesso questa frase sto cercando di fare qualcosa di bello, evito di usare la parola valore perché stra abusata, ma quando si parla di bello spesso si pensa all’apparenza e all’estetica. Non è il significato che attribuisco al bello che sto cercando di creare, è molto oltre la superficie.

Questa mia dote non dote di andare sempre oltre la superficie è la mia più grande fortuna ma anche il mio più grande difetto. Sono sola. Non accetto di esserlo. Sono sola nel modo che ho di vedere le cose e non accettarlo, non accettarmi amplifica questa situazione di solitudine. È giunto il momento di smetterla di preoccuparmi di non essere sola, sto sprecando così tante energie.

È domenica, sono in ciclofficina, sto aspettando un ordine dal Mc Donald’s. Non dovrei. Non dovrei spendere soldi e devo smetterla di mangiare schifezze. Lasciarsi andare sul cibo è la cosa che mi riesce meglio, in più sono circondata da persone che mi dicono ti vedo dimagrita cosa che non vera e che non aiuta a mangiare meglio. Dovrei farlo per me.

Scrivo e non ho idea se queste parole troveranno un loro spazio o finiranno sperse nella mie 200 note di Evernote. Sono giorni di grande confusione, preoccupazione, sono giorni carichi di sogni e obiettivi. Sono giorni di grandissima solitudine perché anche chi mi è vicino è lontano, sperso nelle proprie Vite.

Ho passato buona parte della mia Vita a sentirmi dire che non sono al centro del mondo, che sono egocentrica e megalomane. Ho passato buona parte della mia Vita a ritrovarmi sola quando avevo bisogno di una mano, per sentirmi dire che non esisto solo io, da chi si comportava esattamente nel modo in cui accusava me. Lo sto capendo ora, che sono più grande, che ho deciso di perdere per strada persone e relazioni tossiche.

Credo che il centro di tutto questo fluire sia uno solo: non sono capace di stare ferma e nessunə è in grado o ha voglia di starmi vicino, perché sono movimento e costringo chi ho vicino a muoversi e la maggior parte della gente non vuole vedere, capire, affrontare, non vuole darsi da fare perché è più facile lamentarsi, dire che non si è in grado.

Continuo a sentire dentro di me che devo fare un passo in avanti, lo sento fortissimo, lo dico da giorni, ma non riesco a muovermi, mi sento ferma e sbagliata. Una cosa su tutte è chiara, forte, batte dentro, non smette mai di essere in me e con me: la consapevolezza che la felicità è una scelta, è la causa, che qualsiasi cosa io faccia o non faccia ho il potere la capacità e la forza di scegliere anche ora, qui seduta ad aspettare un rider con le mie patatine fritte, pronta a cambiarmi per iniziare a lavorare, scegliere di essere felice, scegliere le mie cause, le mie reazioni, il mio modo di affrontare ogni istante di questa domenica lavorativa.

Non importa se chi ho vicino mi capisce o no, non importante se sono sola o mi ci sento, quello che conta è che sono padrona del mio tempo delle mie energie e delle mie scelte. Forte di tutto questo devo accogliermi e amare la mia Vita così com’è ed è la parte più difficile. Solo così potrò realizzare quel famoso passo in avanti.

L’immagine utilizzata per questo articolo è un mio quadro, se sei curiosə puoi fare un giro qui.