Foto di Fabio Bussalino, mentre sistemo una ruota.

La concorrenza non esiste. Lo dico spesso e mi guardano tuttɜ male. Quando racconto che oltre ad aggiustare bici faccio anche formazione ciclomeccanica, la prima risposta è sempre ma così perdi lavoro.

Ci sono passata, come tuttɜ, mi sono chiesta se e come potevo differenziarmi da altre ciclofficine e, in parte, il lavoro è stato semplice: ho creato qualcosa che non esisteva, ho riempito un buco di mercato, decidendo di non vendere biciclette e/o pezzi di ricambio e di occuparmi solo ed esclusivamente di riparazioni. Ho deciso di accettare qualsiasi modello di bicicletta indipendentemente dal nome sul telaio. Le uniche discriminanti finora adottate sono i limiti tecnici ed economici e l’educazione della/del cliente.
Ebbene sì, come loro scelgono me io scelgo loro, fedele ad un’etica personale e professionale che non verrà mai messa in secondo piano.

Ad un certo punto di questo percorso ho compreso che il mio competitor diretto era il fai da te, non altrɜ colleghɜ, ma chi sceglieva di fare in autonomia.

All’inizio mi sono preoccupata delle/dei clienti scontentɜ, avevo timore di eventuali recensioni negative. Credo di aver passato tutto l’iter, per arrivare ad oggi, alla conclusione che è il titolo di questo articolo: la concorrenza non esiste.

Non esiste perché due servizi e due prodotti non saranno mai identici ed è nostro compito spiegarlo alle/ai futurɜ clienti. Questo è il compito della comunicazione, per lo meno dovrebbe. Non è battersi sul prezzo a tutti i costi, sconti su sconti, giocarsela all’ultimo centesimo: è un processo insensato che ha portato (e continua a farlo) a ragionare solo ed esclusivamente in termini di costo e non di investimento.

Lo so che state pensando facile parlare tu fai una cosa così particolare, vorrei vederti con un negozio di intimo o a fare la coach. Sono esempi assolutamente a caso per far capire che il principio alla base è identico, piuttosto è sulla strategia specifica che si deve lavorare. E comunque non è facile per niente, non è facile far comprendere che non basta aprire YouTube e guardare qualche tutorial: spesso sono fatti male, imprecisi e, ancora più spesso, non tengono conto delle peculiarità dei singoli problemi meccanici. Perché le bici non sono tutte uguali.

Ho compreso da tempo che piuttosto di sprecare energie nel vedere cosa fa o non fa una/un miə competitor, mi concentro su come io ogni giorno posso migliorare metodo di lavoro e comunicazione.

Concludo con un piccolo anedotto, perché mi piace essere sempre terra terra.
Su questo blog c’è un lungo articolo su come aprire una ciclofficina, articolo che mi ha portato per molto tempo a fare moltissime consulenze gratuite. Quando ho deciso di porre un limite, nessunə ha mai voluto pagare una mia consulenza, improvvisamente quello che dicevo non aveva più valore. Sono situazioni su cui ho riflettuto molto… ma non è l’anedotto di cui volevo raccontare.

Tra queste consulenze gratuite c’è una persona, della mia stessa città, che prima di aprire è venuta a trovarmi circa quattro volte e sì, ad un certo punto mi sono scocciata, anche perché non ha messo in pratica nulla di quello che ho suggerito (comunicazione, social, grafica non sono un optional per far funzionare le cose). Per ringraziarmi ha aperto la sua ciclofficina in linea d’aria molto vicina alla mia e, ammetto, la cosa mi ha scocciato parecchio oltre che a preoccuparmi, per lo meno inizialmente. Ora, quando non ho tempo di fare un lavoro, propongo alle/ai clienti di andare da questa collega, ma non lo fanno mai, piuttosto aspettano me.

A questo risultato non ci sono arrivata preoccupandomi dei competitor, delle recensioni negative, delle/dei clienti scontentə (non sono mancatɜ in questo anni). Ci sono arrivata rimanendo concentrata su che tipo di professionista voglio diventare, sul migliorare me stessa, il mio metodo di lavoro, ci sono arrivata rimanendo coerente ad un certo modo di pensare e lavorare, perché etica non è solo una parola di cinque lettere che va tanto di moda, ma qualcosa di cui parlo dal primo giorno per sentirmi dire che ti frega se ti pagano.

Quindi, ricordate, qualsiasi percorso stiate intraprendendo, sia che Vi dicano che il mercato è saturo o così vuoto da credere che la Vostra attività non serva, studiate, siate consapevoli, rimanete concentratɜ sul Vostro percorso, non paragonatevi inutilmente ad altrɜ, tirate fuori la Vostra unicità che esiste, è già dentro di Voi e aspetta solo di venir fuori.

La concorrenza non esiste. Esistono altrɜ professionistɜ da cui trarre ispirazione per migliorare o grazie a cui capire cosa non volete essere.