In punta di ruota: intervista a Manuela Canaveras.

Ed eccoci con una nuova intervista.
Conosco Manuela solo online (per il momento): ci siamo incontrate su facciadalibro, entrambe cicliste, entrambe creatrici di un blog.
Ancora una volta una bella persona, di cui ho voluto avere un pezzettino tra queste pagine.
Bando alle ciance e facciamo parlare Manuela.

Presentati: nome, età, dove vivi, che lavoro fai

Mi chiamo Manuela, ho 26 anni e vengo dalla provincia di Roma. Vivo a Padova da 3 anni, città in cui mi sono laureata lo scorso aprile. Attualmente sono in tirocinio professionalizzante post-laurea, lavoro nel campo Supporto Tesi e gestisco insieme al mio fidanzato il blog Cycling in love.

Presentaci la tua bici

La mia bici è un’Olympia del 2002: mi è stata regalata dal papà del mio fidanzato e ci tengo molto!
Una cosa che cambierei, però, sono i rapporti: ho un Campagnolo a 9 velocità e la corona anteriore è un 53-39. Questo mi costringe a salire di forza sulle salite più dure e limita molto la mia velocità nelle uscite con tanto dislivello.
È anche vero che senza questa bici non avrei potuto dare voce alla forte passione per il ciclismo che ho sempre avuto… ma sto mettendo da parte i soldi per fare un piccolo upgrade!

Come hai cominciato e da quanto tempo pedali?

Si può dire che pedalo da sempre, ma ho cominciato ad allenarmi con la bici da corsa da tre anni in modo regolare. Prima utilizzavo la bici per i miei spostamenti quotidiani, poi una decina di anni fa è scattato qualcosa: anche se non avevo una bici adatta utilizzavo il mio attuale muletto per fare giri più lunghi e scoprire il mio territorio.

Quante bici hai avuto e perché attualmente prediligi quella da corsa?

Ho avuto due bici: una Triban che ancora oggi uso per muovermi in città e l’Olympia da corsa che uso per i giri più lunghi e gli allenamenti.
Preferisco quella da corsa perché per me rappresenta un mezzo per evolvermi… è stata la bici che mi ha fatto innamorare del ciclismo, della salita e delle lunghe distanze.

Usi la bici come mezzo di trasporto, per competizione, per turismo… O per tutte queste cose insieme?

Uso le bici sia come mezzo di trasporto che per turismo: non sono mai stata un’amante delle competizioni e infatti non mi sono mai iscritta a gare o granfondo. Il mio ciclismo è silenzio, solitudine, contatto della natura e sfida con me stessa.

Con chi condividi, se c’è, questa passione (amici, fidanzato, famiglia…)?

Condivido la passione per la bicicletta con il mio fidanzato: è stato lui che con pazienza mi ha dato le basi per l’alimentazione, gli allenamenti e la gestione della fatica. Questa cosa ci unisce talmente tanto che da febbraio di quest’anno abbiamo aperto il blog, incentrato sul cicloturismo in bici da strada!

I tuoi amici/familiari non pedalanti cosa dicono, se dicono, di questa tua passione e del tempo che passi in sella?

Dicono dicono! Alcuni credono che io sia matta e li capisco… come tutte le grandi passioni, può essere difficile comprendere dall’esterno alcuni aspetti del ciclismo. A pensarci bene la bicicletta è prima di tutto fatica e passare il proprio tempo libero a soffrire potrebbe non sembrare una scelta sana. Questa è chiaramente l’apparenza: la bicicletta regala emozioni uniche che cerco di raccontare ad amici reali e followers virtuali attraverso il blog e le foto. Oltre al mio fidanzato, il sostegno più grande proviene dalla mia famiglia: nonostante le ovvie preoccupazioni, i miei genitori e mia sorella sono i miei più grandi ammiratori!

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Ho notato che ami molto la montagna: passione nata con la bici o da prima?

L’amore per la montagna mi accompagna fin da bambina e mi è stato trasmesso da mio papà: entrambi abbiamo sempre avuto gli occhi puntati verso le cime delle montagne e il cielo!
Papà mi ha accompagnato nelle prime passeggiate, trekking e scalate e appena ne abbiamo la possibilità andiamo insieme in montagna.

Ho anche notato che vai a caccia di passi da scalare in bicicletta. Quando decidi di affrontarne uno, in base a cosa decidi e come ti prepari?

La passione per le grandi salite e i passi di montagna è stata una diretta conseguenza di due grandi passioni: ho trovato nella bicicletta il mezzo perfetto per accarezzare e raggiungere i punti più alti delle montagne intorno a me. Come dico sempre, scalo le montagne in punta di ruota: chiedo loro il permesso, le rispetto, le ammiro.
Scelgo un passo principalmente in base alla distanza: ce ne sono decine che vorrei fare (in primis lo Stelvio), ma non posso certo partire da Padova e arrivare tanto lontano con le risorse che attualmente sono a mia disposizione.

Non avendo né una macchina né uno stipendio fisso, utilizzo il treno e cerco di farmi limitare il meno possibile dalla posizione delle stazioni. Semplicemente apro Google Maps e individuo i passi e le strade da percorrere, valutando la stazione più vicina.
L’unica regola che mi sono data è passare su strade sicure. Sono a 600 km dai miei genitori e dal mio fidanzato (che vivono nel Lazio) e non posso permettermi di alzare il telefono e farmi venire a recuperare in caso di imprevisti!
Per il resto conto sulla mia preparazione fisica (durante la settimana alleno sui rulli sia la forza-resistenza in salita, sia l’agilità) e la gestione della fatica. I momenti di crisi in bicicletta ci sono stati e ci saranno, sono fisiologici come la sete e la fame, ma ogni volta cerco di spostare sempre un po’ più un là i miei limiti fisici e mentali.

Raccontaci quello che ti va, a chiusura di questa intervista, sulla bici e sulla vita:-)

Il mio consiglio sembrerà paradossale ma è: Fate quello che vi piace!
Non sto parlando soltanto della bicicletta. Io stessa mi auguro che i lettori del mio blog non siano soltanto ciclisti, ma amanti della natura, del paese in cui viviamo e della bellezza che ci circonda!
Bellezza che ritengo si possa apprezzare e vivere a pieno solo se siamo soddisfatti della nostra vita e di quello che abbiamo scelto di fare. 

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