Guida pratica di sopravvivenza urbana: la mia esperienza in pillole per diventare ciclista urbana. Foto di Fabio Bussalino.

Quanto vale una bici? Perché ci sono modelli che costano così tanto? Ha senso o è solo marketing?

Quante volte abbiamo fatto o ci siamo sentiti fare queste domande? Io parecchie, prima da ignorante fuori da questo mondo, poi da ciclista ed infine come addetta ai lavori.

Facciamo la consueta e più che mai necessaria premessa: quello che segue è frutto della mia esperienza personale, di considerazioni nate confrontandomi con altrз professionistз e ciclistз. Non esistono formule matematiche per stabilire se il prezzo di mercato di una bicicletta è corretto oppure no, anche perché non esiste il concetto di prezzo corretto. Il prezzo lo fa il mercato ed il mercato è un ecosistema complesso.

Parto parlando di bici tradizionali o muscolari (so che questi termini non piacciono granché, ma concedetemi l’uso didattico). Per quanto riguarda le bici a pedalata assistita aggiungo le dovute note in fondo all’articolo, che temo sarà un po’ lungo ma, come si suol dire, l’argomento è spesso.

La bicicletta è un sistema meccanico composto, tra le varie componenti, da telaio, ruote, manubrio, pedali. I pedali sono agganciati alle pedivelle, ancorati al movimento centrale. Il movimento rotatorio fa muovere la catena sulle corone e sui pignoni, permettendo così di pedalare.
Ecco, questa è una spiegazione super ignorante, sappiamo tuttз come funziona una bici, ma quello che forse ignoriamo è che ogni componente ha tantissime variabili non solo per quanto riguarda la marca ma anche per il materiale e il livello di tecnologia. Ad esempio i pedali, ne esistono di tantissimi tipi, a seconda del modello di bicicletta e dei materiali con cui vengono realizzati.

Prendiamo ad esempio una semplice bici da città, si possono scegliere pedali in plastica o in alluminio, più o meno grandi e/o sottili, con o senza ferma piede, etc… Vi lascio immaginare le migliaia di possibilità che esistono nel mondo corsa, gravel o mountain bike, dalla base all’alta gamma.
Non a caso le bici si vendono senza pedali, sono considerati un accessorio (sono escluse le bici di bassa gamma e da supermercato, che si rivolgono a tutt’altra tipologia di utente): ogni ciclista ama una determinata tipologia di pedali esattamente come succede con le selle e il nastro manubrio.
Per l’appunto, quanto detto per i pedali vale per ogni componente della bicicletta: ecco la prima grande motivazione per cui esistono così tante bici di fasce di prezzo differente.

Graziella originale, ruote da 22".

Quindi come orientarsi?

Ci sono alcune componenti principali da considerare che possono aiutarci nel capire se il valore di quella bici può essere considerato fuori mercato. Ovviamente le comparazioni dei modelli vanno fatte in base alle stesse caratteristiche: non ha senso paragonare una bici in acciaio ad una in carbonio, o una trasmissione Shimano ad una Campagnolo.

Per l’appunto le caratteristiche principali da guardare sono:

  • Il materiale del telaio: acciaio, alluminio e carbonio hanno prezzi differenti, rispettivamente dal più economico al più caro. Ma al contrario di quel che si pensa, il carbonio non costa di più perché è un materiale pregiato. È vero che il tipo di lavorazione del carbonio influisce sul prezzo, ma quello che si paga è la leggerezza del materiale e di conseguenza della bicicletta. La leggerezza è un aspetto che colpisce qualsiasi ciclista, anche quellə urbanə, perché se è vero che può non essere interessatə alla prestazione, può invece interessargli quanto pesa la bici per portarla in casa la sera (l’esempio è tratto da tante storie vere).
  • Il tipo di trasmissione: non solo se Shimano, Campagnolo o Sram, ma a quale categoria appartiene, perché ricordiamo che ognuna di queste case produttrici ha componenti sia entry level (primo livello) che di media e alta gamma. Per fare un esempio terra terra, immaginate la quantità di telefoni che produce la Samsung, ce n’è di tutti i prezzi, lo stesso vale per le trasmissioni bici e per qualsiasi altra componente della bici.
  • Il tipo di freni: meccanici a pattino, a disco o idraulici sono le tre grandi categorie, ma ogni categoria ha il suo top di gamma. Se poi ci inoltriamo nei freni idraulici possiamo parlarne per settimane, tra pistoncino singolo o doppio, ceramici o metallici, olio idraulico, dot, magura etc etc etc…
  • Brand della bicicletta: il brand conta esattamente quanto le caratteristiche tecnico-meccaniche. Il brand di una qualsiasi azienda si costruisce negli anni, si crea una storia, una reputazione. Da una Specialized ci si aspetta una qualità diversa rispetto ad una BTwin, che poi questo non sia effettivamente vero è ancora un altro discorso. Per tornare all’esempio del telefono, l’alta gamma della Samsung compete benissimo con un iPhone, ma le persone non scelgono Apple solo per la parte tecnica ma per il senso di appartenenza a quel brand.

Un errore che ho visto fare tante volte è guardare il prezzo delle singole componenti e decretare che i produttori ci marciano, che quel prezzo non ha senso. Ma il valore di una bicicletta non è la semplice somma del costo dei singoli componenti.

Partiamo dalla considerazione più banale: la manodopera per montare la bicicletta. Che sia più industrializzata o artigianale, qualcunə ha preso i singoli pezzi e li ha messi insieme, in modo che Voi possiate andare in negozio, scegliere la Vostra bicicletta e uscire pedalando (o quasi).

Quindi il valore della bicicletta è dato dal valore delle singole parti, più la manodopera, più il valore del brand? In un certo senso. E meno male che all’inizio del post avevo detto che non esistono formule matematiche. Non so perché ho deciso di inventarmene una.

L’estrema sintesi però è che il valore di mercato di una bicicletta lo fa il produttore. Più il prezzo sarà in linea con la qualità di quello che vende più questo produttore avrà credibilità e, per tornare al discorso di prima, costruirà il suo brand e la sua reputazione.

A questo punto del discorso arriva sempre qualcunə che contesta dicendo vabbè ma una Pinarello non ha niente di più di una Bianchi, ma costa di più, non ha senso. Vuoi appartenere al mondo Pinarello o a quello Bianchi, o non ti importa e guardi solo alle prestazioni e non al nome sul telaio? Nessunə è obbligato a comprare qualcosa di cui non sente l’esigenza. Ma c’è un’altra considerazione da fare, forse complessa e un po’ fuori tema.

Che male c’è nel guadagnare? Se a parità di bicicletta, prestazioni meccanica e materiali, come società riesco ad avere un margine più ampio, quale è il problema? Vuol dire che sul mercato ho lavorato bene da potermelo permettere. In teoria le aziende serie reinvestono questi margini in ricerca e sviluppo, quel reparto delle aziende spesso sconosciuto, che ha permesso nei decenni di passare dalla monovelocità alle dodici velocità (o tredici… Non mi ricordo mai a quante siamo arrivate). Tra l’altro il discorso sulla ricerca e sviluppo è affascinante oltre ad essere, forse, la parte meno vista da parte delle/degli utenti. Ma questo articolo è già lungo così, semmai ne riparliamo un’altra volta.

Bici da bambina rimessa a nuovo.

Cosa cambia se si parla di bici elettriche?

Il valore di una bici elettrica, oltre da quello detto sopra, è dato soprattutto dalla marca del motore e posizione (sulle ruote costa meno rispetto alla posizione centrale, ne avevo parlato qui), dalla potenza e durata della batteria. Se il mondo bici è selvaggio, quello delle e-bike ancora di più, perché non esistono normative univoche quindi attenti quando comprate. Un esempio che mi capita spesso: l’acceleratore in Italia è illegale, poco importa se serve solo a dare la spinta iniziale (frase che tra l’altro odio). Come possono vendere qualcosa di illegale? Scrivendo nelle istruzioni della bici verificate la normativa del Vostro Paese.

Le persone serie fanno la sintesi alla fine, soprattutto su articoli lunghi e corposi. Ci provo.

Il valore di una bicicletta lo fa il produttore.

È dato dal costo delle componenti, della manodopera per assemblarla e dal valore del brand che la produce.

Come ogni vendita deve produrre margine, quindi non basta mettere insieme queste voci e pensare che il valore sia la somma. Ogni azienda per sopravvivere ha bisogno di guadagni e margini, che servono a pagare tuttз quellз che lavorano in azienda, oltre a reinvestire in ricerca e sviluppo.

Chiudo con una piccola nota polemica per stuzzicare tuttə quantə pensano allora faccio prima a costruirmela da me una bici. Ragioniamo insieme:

  • Ricerchi e acquisti il telaio
  • Ricerchi e acquisti tutte le componenti
  • Verifichi che tutte le componenti siano compatibili tra loro
  • Assembli il tutto

In sintesi questo è il lavoro che svolge il produttore di biciclette. Se è particolarmente bravo ed investe in ricerca e sviluppo il mercato lo crea, innovando. Ammesso di avere le reali competenze tecniche, quanto tempo serve per fare questo tipo di lavoro? Quante settimane di lavoro ci vogliono secondo Voi?

Io che in questo mondo ci sono immersa ancora non so se mi conviene trovare qualcosa il più simile a quello che vorrei e fare le minime modifiche per personalizzarmela (che volete farci… deformazione professionale) oppure partire da zero.

La sintesi della sintesi della sintesi: il marketing non è quella cosa brutta per vendervi la bici ad una cifra assurda, dietro c’è un mondo molto più complesso. Studiatelo e traete le Vostre conclusioni, ma uscite dalla logica di prezzo giusto o ingiusto.


Per chi non lo sapesse questi simboli sono: lo schwa ə e lo schwa lungo з. È difficile da pronunciare e scomodo da scrivere (soprattutto da pc), a volte ne sbaglio l’uso, non è accolto da tuttз come sistema, ma segna il cambiamento, un primo importante passo verso quel linguaggio inclusivo che nella nostra amata lingua manca. Sulla questione parole e identità Vi rimando a questo podcast e questo post.