Il 27 maggio ci sarà il Raduno Virtuale Cicliste e Ciclisti Ignoranti, online su facciadalibro (anche detto facebook). Una scelta un po’ controversa: chi mi segue sa che ho praticamente smesso di usare facebook dal profilo privato mentre tengo aggiornata la pagina. Troppo lungo e non inerente all’argomento di questo post spiegare i motivi di questa scelta, che potete trovare qui.

Ho un caratteraccio e quella che mi sembrava una bellissima idea mesi fa ora, all’avvicinarsi dell’evento non mi sembra più così bella. Non nascondo che probabilmente a parlare è la mia paura di fare flop ed anche un po’ di stanchezza nel vedere che quello che perseguo da sempre fatica ad arrivare.
Ok, mi è preso un momento di pessimismo e fastidio. Ora mi riprendo.

A marzo dell’anno scorso sarebbe dovuto esserci il Raduno Ciclisti Ignoranti* durante la Fiera del Cicloturismo. L’idea era nata spontaneamente: volevo visitare la fiera ed ho buttato online un ci vediamo su?

Purtroppo quando ho scelto il mio nome, La Ciclista Ignorante, non ho svolto le dovute ricerche preventive e da sempre mi scontro con “Ciclismo Ignorante”, altro sito e altro genere ma nati prima di me. E così quell’evento mi era sfuggito di mano, aveva iniziato ad essere condiviso in ogni dove, facendo presto numeri che generalmente non mi appartengono.
Non ho idea di come sarebbe finita: lo sappiamo tuttə cosa è successo nella primavera del 2020 e, proprio a causa dei quegli eventi, ho prima annullato l’evento e poi me ne sono dimenticata, finché un po’ di tempo fa sono rinciampata nel manifesto che avevo scritto e mi è venuta voglia di rilanciare il raduno, in versione virtuale, per ovvi limiti imposti dalle condizioni attuali ma anche per praticità e dare la possibilità a tuttə, da ogni parte d’Italia e del mondo, di partecipare.

Ciclista Ignorante è chi
pedala senza etichette
crede in città sostenibili a misura di persona
studia per rimanere aggiornato, sviluppare consapevolezza e responsabilità
si diverte nel rispetto di tuttə
affronta la Vita un colpo di pedale alla volta
condivide queste idee anche se non pedala più o non l’hai mai fatto

Il Raduno è per chi condivide questo modo di pensare.

È un’occasione per berci una birra insieme e raccontarci cosa è (o cosa non è) per noi la bicicletta, nella nostra quotidianità, in pieno spirito di gioco, condivisione e amicizia, nessuna gara, nessuna prestazione.

Ci tengo molto a sottolinearne lo spirito e in merito a questo ho ideato alcune sfide, non perché si vinca qualcosa, ma solo per giocare insieme fino al 27 (e anche dopo). E proprio questo non esserci un premio in ballo non ha portato a quella partecipazione a cui aspiravo e se, lì per lì, la tentazione era di annullare, oggi riconfermo a me stessa che serve un incontro del genere che promuove la solidarietà (vera e non solo a parole) e uno spirito di condivisione puro e genuino.

Me ne rendo sempre più conto, soprattutto dopo aver creato un club su Strava ed aver visto quanto siamo ineducati al raccontare e sostenere chi ci circonda, molto concentrati su di noi, ma la Vita è apertura e uscire dalla nostra sola esistenza è fonte di grande crescita e immensi risultati. Ci ritorno in un altro articolo, altrimenti vado lunga e mi perdo, anzi mi sono già un po’ persa.

Per avere tutti i dettagli sulle sfide Vi rimando all’evento creato su facciadalibro, dove pubblicherò tutti gli aggiornamenti sul Raduno.

Se avete domande/curiosità scrivetemi.

Ci vediamo il 27 e se volete uno spoiler: non raggiungerò nessuno delle sfide, non sto riuscendo a pedalare extra bike to work, ma non smetto di provarci.


* All’epoca non avevo ancora affrontato la questione linguaggio inclusivo [link] e men che meno usavo lo schwa come ora, da qui il nome del raduno al maschile che ho deciso di non mantenere


Per chi non lo sapesse questo simbolo ə si chiama schwa. Di recente Google l’ha introdotto sulla sua tastiera android ed ho iniziato ad usarlo (basta tenere premuta la e ed appare tra i diversi simboli). È difficile da pronunciare e scomodo da scrivere (soprattutto da pc), ma segna il cambiamento, un primo importante passo verso quel linguaggio inclusivo che nella nostra amata lingua manca. Sulla questione parole e identità Vi rimando a questo podcast e questo post.