Fin da subito ho cercato di parlare pochissimo di coronavirus, quando ho potuto non ho neanche usato questa parola. Ne parlano in troppi, spesso a sproposito. Oggi mi tocca affrontare direttamente l’argomento e chiedere a tutte e tutti Voi la massima collaborazione.

Come per molti, in questo momento anche la mia situazione economica zoppica, la ciclofficina ha poco più di un anno e, tra avvio ed errori, potete ben immaginare come le difficoltà non manchino. Ma non posso stare con le mani in mano, qualcosa devo fare, in qualche modo sento il dovere etico di contribuire. E cosa posso offrire io se non le mie mani, ossia il mio lavoro di artigiana ciclomeccanica?

Dopo averci tanto pensato ho deciso di mettere a disposizione la manodopera a chi oggi è in prima linea per combattere questa pandemia: a tutto il personale sanitario di ogni ordine e grado ed a tutte/ i/le biker (fattorini/e in bicicletta) pagamento a offerta libera.

Grazie a loro possiamo da un lato curarci e dall’altro ricevere la nostra spesa a domicilio, limitando il più possibile le uscite da casa. Tra l’altro tutta la rete di consegne sta permettendo a molti ristoranti e bar (estremamente colpiti da questa pandemia) di reinventare il proprio lavoro al meglio.
Come dico sempre: siamo tutte/i interconnesse/i.

Uniamoci in questo momento difficile, doniamo ciò che possiamo, rimaniamo positive/i. Insieme possiamo farcela.

Per favore, fate girare la voce il più possibile. Grazie.

(Nota: la mia ciclofficina è a Genova e per tutti coloro di altre città sono disponibile con supporto tecnico via telefono o email.)