Ad aprile di tre anni fa ho avuto un esaurimento nervoso.
Non è la prima volta che ne parlo e non è la prima volta che affermo che quell’evento è stato uno dei momenti più importanti della mia Vita.

Mi ricordo benissimo quel giorno, la sensazione, il non riuscire a smettere di piangere. Mi ricordo perfettamente il senso di vuoto e la disperazione, il sentirmi senza via d’uscita.

I miei genitori erano preoccupatissimi, mia madre mi vedeva piangere continuamente e non sapeva cosa fare.
Ritirarmi su è stato difficile.
Perché non è una malattia fisica e pensi che sono solo paturnie. Perché non hai idea cosa ti stia succedendo, perché il tuo male non ha una forma precisa.
Sono stata fortunata: ho avuto amici e familiari che mi hanno sostenuto e sono andata in terapia.
Non ho mai smesso di pedalare: la bici era l’unica cosa che mi faceva stare bene (oltre alla pratica buddista) e mi ricordava chi ero e che potevo farcela.

L’altra sera, dopo riunione, sono tornata a casa. Ho nutrito i gatti e mangiato un pezzo di frittata e di crostata offerti da una mia amica: un gesto che mi ha commosso, uscire da riunione con la cena.
Ad un certo punto, mentre mi rilassavo in cucina, Rufus (il mio gatto più grande, il primo) è venuto vicino a me ed abbiamo iniziato a coccolarci, e mi è venuto da piangere.
Ho pianto fino alla mattina dopo, esausta completamente. Stanca di andare su e giù, stanca di sentire le solite cose in ufficio, stanca di non riuscire a prendere il volo come vorrei.

Ora un obiettivo c’è, ed è chiaro. So da dove arrivo e so dove voglio arrivare, non mi sento disperata, non mi sento senza via d’uscita.

L’esaurimento che ho vissuto è stata la mia più grande fortuna, ora per me è chiaro, anche se piango e crollo. Mi sono rialzata una volta e continuerò a farlo, anche se ci sono volte che ti sembra di non avere più forze e vorresti solo rimanere a terra.
Come quando sono caduta a Milano, per terra esitavo e mi chiedevo ma perché devo alzarmi?
Ma alla fine l’istinto è quello, il dna da parte di mamma esce fuori prepotente e mi ricorda che l’unico modo per realizzare i propri sogni è darsi da fare.