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È finita la gavetta.

È finita lunedì quando ho detto chiaramente ad una persona Sono una professionista e non mi frega di esserti simpatica o no, metti in dubbio quello che dico in base a quale teoria e a quale pratica?

Ovviamente non ha risposto, perché io faccio la meccanica di biciclette, il mio interlocutore no.
Non vado da un muratore a dirgli come si fa un muro, o dalla mia barista a spiegarle come fare il cappuccino. So che per molti “tanto va così”. A me questo modo non piace e non me lo faccio andare bene. Rispetto il lavoro altrui e voglio rispetto per il mio.

Questo evento, durato pochissimi minuti, ha innescato dentro un movimento indescrivibile, ma soprattutto mi ha ricordato che aprire la ciclofficina è stata solo la punta dell’iceberg.

Non so quando mi sono persa. No, non è vero lo so.
Sono arrivati i problemi di soldi, il far quadrare entrate e uscite, tirarci fuori tanto da vivere, gli errori di valutazione. Ho aperto e mi sentivo incerta e soprattutto nei primi mesi questa cosa si sentiva.

Ultimo giro dell'anno: Io, Wilma e la minibici. Il sole ormai è sorto.

Ma adesso la gavetta è finita.

Qualche giorno fa ho ripreso in mano il mio sbusiness plan. Non l’ho più revisionato da febbraio. Ho annotato un po’ di cose ma poi non l’ho più riscritto.
Oggi ho capito che non devo solo rivedere alcune cose ma riscriverlo da capo, perché il progetto completo, originale, è un altro.

È arrivato il momento di essere coraggiosa.

Negli ultimi due mesi mi ero prefissata degli obiettivi precisi: se non li avessi raggiunti, avrei chiuso.

A dirla tutta, ne ho raggiunto una buona parte. Ed oggi decido non solo di andare avanti ma anche di rilanciare.
Ho pensato persino di chiudere, alcune volte l’ho anche scritto online. Non per amore di melodramma, ma perché per una persona come me, sognatrice e visionaria, rimanere concreta è una fatica immane e per farlo mi pongo continuamente obiettivi per non perdere la strada.

Aprendo la bucofficina ho rimesso in discussione tutto, dalla famiglia alle amicizie, le mie scelte di Vita, le mie priorità personali. Non ho mai creduto così tanto in qualcosa (se si esclude la mia pratica). Anche quando non pensavo di crederci, le mie azioni erano rivolte in un’unica direzione: realizzare il mio sogno.
Ma il mio sogno non è solo fare la meccanica di biciclette. Ora me lo riprendo, lo rispolvero, lo lucido un po’, studio un piano operativo e ricomincio a camminare.

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