Fuori tempo.

Oggi avrei voluto scrivere di mobilità sostenibile, ma non ho fatto in tempo, non sono riuscita a studiare tutto quello che volevo studiare per preparare il post a modo, come piace a me.

In tempo, fare in tempo… La frase chiave.

Non ho mai tempo, perché lavoro un sacco (troppo?!?).
Ormai lo sapete da grande voglio fare la meccanica di biciclette, ma al momento sono ancora un’operatrice grafica, lavoratrice dipendente, appassionata del suo lavoro. Ancora non ho chiaro quanto questo sia un bene o un male.
Così, finito di lavorare (quasi ogni giorno sforo le otto ore previste), sono stanca e passa tutto in cavalleria. E i giorni passano senza che io riesca a fare tutto quello che realmente vorrei fare.
La fregatura più grossa è che il mio lavoro mi piace, quindi dedicarci tempo è naturale per me, per poi rendermi conto che non me ne rimane abbastanza per tutto il resto.

Eppure quel resto è il mio futuro.

E quel futuro che mi piace ancora di più, non si costruisce da solo, anzi.

Così ho sul comodino un libricino, un po’ datato, che parla di mobilità sostenibile da finire, una bici nel box da sistemare, un blog da curare.

La passione per la bici mi ha salvato anche in questo: il mio lavoro totalizzante sta diventando sempre meno totalizzante, con immensa fatica ma sto imparando a prendermi il mio tempo. Va bene lavorare, è giusto impegnarsi e fare le cose bene, ma c’è un tempo che non tornerà e che non posso spendere in nome di uno stipendio.

C’è qualcosa di più oltre la busta paga: c’è l’essere soddisfatti di se stessi, c’è il poter studiare e approfondire senza un capo che ti accusa di perdere tempo (senza rendersi conto che se migliori tu, migliora il tuo lavoro ed anche il suo fatturato), c’è lavorare non necessariamente per otto ore minuto per minuto e guai a sprecare un secondo. Ci sono valori che vanno al di là dei soldi.
Qualche giorno fa mi è stato detto è sempre questione di soldi. Per me no, forse è per questo che sono sempre spiantata, non importa, non è sempre questione di soldi: c’è una soddisfazione personale e professionale che va oltre il conto in banca.

È tanto che penso queste cose e qualche giorno fa il post di Simone su facciadalibro, da cui poi è nato questo articolo, mi ci hanno riportato.

Il cielo sopra l'ufficio... ho mille foto con questa inquadratura, perchè fotografare il cielo è qualcosa di meraviglioso.
Il cielo sopra l’ufficio, di una giornata qualsiasi.
Quindi?

Quindi oggi avrei voluto scrivere di mobilità sostenibile, ed invece vi beccate questo post estemporaneo su quanto vorrei cambiare delle cose, su quanto mi è difficile farlo e su come non rinuncio dal tentare.

Come la pensi...