Quanti pensieri possono transitare nella testa? Su quante cose si riesce a lavorare contemporaneamente? Su quante bisogna lavorare per cambiare la propria vita, per elevarla ad un altro livello, per migliorarla?

Rientro da Monza con il treno delle 18.25 da Centrale, e non riesco a smettere di pensare.
Einaudi nelle orecchie e rifletto su come questo treno sia carico di vite, e forse anche di speranze. Pieno di pendolari che per una vita decente si spostano ogni giorno di tanti chilometri per lavorare.
Ancora tre lunedì e la mia vita, almeno per un po’, avrà qualche treno di meno da prendere (l’idea è di usare Wilma durante lo stage, anche se Seregno è ancora più lontano di Monza da Milano)… e chissà quando rivedrò Monza.

Ho tantissimi progetti in testa, ma poche energie e non so più come distribuirle.

E dovrei pensare alla seo, alle query, dovrei rivedere il mio calendario editoriale, scrivere di ciò che dovrebbe interessarvi leggere, ma in questo preciso momento vorrei solo un’altra porzione di patatine fritte e sapere perché al mc donald’s hanno tolto il mc veggie.

Ciò che mi consola in tutto questo è che a vedere le cose così tutte insieme, pensavo di essere molto più indietro, ed invece no: guardando le cose dalla giusta distanza i tasselli ci sono quasi tutti.
E questa settimana sistemo quello che più mi preoccupa ma da cui devo inevitabilmente passare.

Avevo pensato di sospendere tutto per un po’, di rischiare il suicido mediatico e mettere tutto in stand by, blog social e affini, ed invece ho deciso di fare esattamente il contrario.

Il Buddismo mi insegna ogni giorno a non lasciare che sia solo la mia testa a guidarmi.

Vado a mettere mano al mio calendario editoriale e rimarrò con il dubbio del perché abbiano levato il mc veggie.