Con il naso all'insù. E chissà dove stavo... (verso Ferrara?!?)

(Questo post è anche in versione audio, la trovate in fondo)

Non amo parlare degli argomenti del momento, non amo sembrare una sciacalla, tantomeno cavalcare l’onda. Nelle diverse occasioni in cui ho parlato di attualità, l’ho sempre fatto un po’ dopo, in differita, a mente fredda.
In questi giorni è molto difficile trovare un argomento di cui scrivere sul blog, sembra tutto banale, il cervello è occupato dal coronavirus e da tutto quello che sta accadendo in Italia e nel mondo.

È tutto il giorno che penso se ha senso o no rimanere aperta, se non sia il caso di fermare tutto per 15 giorni.

Io vivo a Genova. A colpo d’occhio non mi sembra che la mia città si sia molto fermata. È anche vero che Genova è una città molto lunga e dispersiva, dove tendenzialmente si predilige il mezzo privato. Questa volta non mi sento di dare torto a chi lo sta usando al posto degli autobus. Nonostante questo si respira un’aria strana.
Nella via dove ho la bucofficina, siamo quasi tutti aperti escluso il bar: significativo che manchi proprio il luogo di aggregazione, dove ci si incontra per un caffè, per fare due battute, parlare dei pazzi della via. In superficie sembra tutto come prima, ma non lo è.
Io stessa, appunto, ragionavo se rimanere aperta o no, se chiudere per dare un segnale di rispetto verso la comunità, mi interrogavo se avesse senso o meno.

Ho deciso di continuare con la mia Vita, già a prova di coronavirus: pedalo casa-lavoro-casa, vivo sola, lavoro sola, la bucofficina è meno di 5 metri quadrati, gli affollamenti sono praticamente impossibili, l’afflusso dei clienti è diluito, non ho mai avuto particolari calche. Insomma è tutto gestibile nella giusta misura.

Mi viene da ridere se penso che la Vita solitaria di cui mi lamentavo giorni fa, ora si rivela la soluzione migliore.

Tutti i miei ragionamenti non sono indirizzati solo verso la mia incolumità (pedalo tutti i giorni, a buon intenditore…), il mio pensiero è verso gli altri, per non metterli in pericolo, per cercare di agire come vorrei che i miei concittadini facessero verso di me.

Con il naso all'insù. E chissà dove stavo... (verso Ferrara?!?)
Con il naso all’insù… Ho milioni di foto così, verso il cielo. Mi ricordano quanto siamo piccoli nei confronti dell’Universo e quanto la Vita sa essere immensa.

Sia chiaro non sono né migliore né peggiore degli altri, non è una gara al merito, né tantomento una questione di giudizio: è proprio una questione personale di amore verso il mio Paese, nonostante tutti i dolori che mi ha riservato negli anni, è amore per le persone. Come insegna il buddismo siamo tutti interconnessi, un filo invisibile ci unisce e le nostre azioni hanno effetto sulla nostra e altrui Vita, viceversa le azioni degli altri verso di noi.

Poco importa se vogliamo accettare questo fatto, ciò che conta è che ognuno di noi è responsabile per sé e per gli altri.

Come ho detto in diversi video su Instagram, io non sono famosa, sono nessuno. Sono una persona come tante, una goccia nella galassia, che tenta di dare il suo contributo nella speranza di riuscire comunque a incoraggiare ed ispirare le altre persone a fare la stessa cosa: il meglio di sé nel rispetto di tutti.

Da questa situazione sicuramente ne usciremo. Siamo tutti preoccupati delle conseguenze economiche e personali, io non faccio eccezione in questo, però cerco, provo e tento di rimanere ottimista e concentrata.
Oggi non ce l’ho fatta, ho fatto molto poco, sono scossa come tutti, ho dovuto metabolizzare, fermarmi un attimo per poi ripartire nel migliore dei modi.

Concludo con un appello a tutti i ciclisti: non pedalate se non è assolutamente necessario. Io stessa, come raccontavo nel video su Instagram di stamattina, mi chiedevo se fosse giusto o no pedalare e come mi sarei dovuta comportare.

Pedalo da 5 anni, la bici è il mio unico mezzo di trasporto: ho deciso di continuare a pedalare, nei tragitti necessari casa-lavoro-spesa, cercando di stare ancora più attenta (considerata la situazione negli ospedali, anche un banale incidente sarebbe il caos).
Se avete tantissima voglia di prendere la bici perché Vi dovete allenare, perché dovete farvi il giro sul sentiero super mega figo che aspettavate da mesi, per favore riflettete attentamente sulle vostre azioni, pensate alle altre persone.
Non sono distanti da Voi come pensate, sono come le vostre mogli, i vostri mariti, fratelli, sorelle, genitori, figli.

Cerchiamo veramente di tirare fuori da questa storia, da questa situazione complicatissima e difficile il meglio che possiamo dare.

Sono convinta che ne usciremo tutti trasformati, il Paese e il mondo intero. Mi auspico in meglio, mi auguro che questa trasformazione sia in positivo.
Dobbiamo comprendere tutti quanti, io per prima, che da questo momento in poi le cose possono cambiare, anzi sono già cambiate. Non dobbiamo avere paura, il cambiamento di per sé non è negativo o positivo, conta cosa ne facciamo di questo cambiamento.

Mi sono dilungata molto, spero di non sembrare una profetessa in erba, sentivo di condividere questi pensieri con Voi.
Le prossime settimane, oltre al lavoro di meccanica, mi vedranno alle prese con un restyling contenutistico del blog e inoltre, da tanto tempo lo dico, voglio ricominciare a scrivere come si deve.
Ho moltissimi obiettivi, ultimamente sono proprio crollata e colgo l’occasione per rilanciare su tutto, cercando di realizzare qualcosa di grande al di là della situazione contingente, che non sarà per sempre.
Un abbraccio.


(In questo post non sono riuscita ad utilizzare un linguaggio gender free, ma ovviamente parlo a donne e uomini e vorrei abbracciare proprio ognuna ed ognuno di Voi)