Foto di una ciambella già addentata e di un caffè americano.

È veramente difficile riprendere a scrivere dopo che, volenti o nolenti, si è perso il ritmo.
Come quando per un po’ non si pedala e si stenta a risalire in sella. Sono una di quelle persone che a fine anno fa il punto della situazione e comincia l’anno nuovo piena di buoni propositi ed obiettivi.
Alcuni si realizzeranno, altri no, altri li perderò per strada, ed altri ancora mi accompagneranno negli anni a seguire.

Proprio in questi giorni mi sto rendendo conto di quanto sia importante porsi degli obiettivi e tracciare una traiettoria ma quanto, ancor più che realizzare, la grande vittoria sia divertirsi.

Stranamente è la dieta che mi sta regalando questa esperienza.

Come ho scritto proprio l’anno scorso di questo periodo, ho sempre fatto diete, di ogni tipo. Nel mentre ho conosciuto persone più o meno valide, più o meno oneste, più o meno utili. In questo lungo percorso (ho iniziato intorno ai 14 anni) ho costruito la mia educazione alimentare e ne ho avuto riprova proprio in questi giorni.
Tra Natale e Capodanno ho deciso che era arrivato il momento di fare qualcosa, di smetterla di giustificarmi, e di rimettermi a dieta.
È facile darsi alibi, poco tempo, pochi soldi, altre cose più importanti a cui pensare, ed è difficile invece decidere di mettere in pratica un’azione, qualsiasi, per uscire da questo loop.

Se non ci sono i soldi e si deve comunque mangiare è molto facile eccedere in carboidrati: un piatto di pasta con l’olio costa relativamente poco, mentre un po’ di verdura o frutta può essere fuori budget. Posso sembrare esagerata, ma negli anni mi è successo anche questo. Però ho voluto provare ad andare oltre a questa valida motivazione e per farlo sono ripartita da dove avevo lasciato: dieta appesa al frigo e app per conteggiare le calorie.

Non so perché ho rimesso l’app, lì per lì non ero molto convinta, però non sapevo che azione mettere: esattamente come quando quasi 5 anni fa sono andata a comprarmi la mia prima bici.

Avevo bisogno di un cambiamento ed ho seguito l’istinto. Da questa azione ne è nata un’altra: sono risalita in sella.

Provateci voi a stare dentro le 1600 Kcal e non fare movimento: non mangi niente, a parte chili e chili di verdure. A me piace molto la verdura, ma non ho voglia di rinunciare alla pizza, così ho ripreso a pedalare.
La mia ciclofficina dista 5 minuti a piedi da casa, e poco meno di 2 km in bici. Così ho deciso di allungare per mettere insieme 10 km (quasi) quotidiani, in quei giorni che non ho voglia di pedalare, o mi sono ridotta ad aver poco tempo perché mi sono alzata tardi. Il percorso non è difficile, e sono comunque 10 km tra andata e ritorno (non continuativi), però tra il non fare niente e mettere chilometri nelle gambe, ho preferito la seconda.
Con la scusa di aiutare una mia amica, una volta alla settimana (a volte due) in pausa pranzo le porto fuori il cane: abita a circa 17 km, tra andata e ritorno, da casa mia. Ho un impegno con un’altra persona che fa affidamento su di me, non posso farmi prendere dalla pigrizia: io pedalo, aiuto lei e mi sono tolta anche lo sfizio di avere un cane part time.

Immagine degli screenshot della app MyFitnessPlan
Schermate dalla app di MyFitnessPlan

Insomma ho cercato scuse per muovermi, anziché alibi per stare fermi. La stessa cosa per la dieta.

Innanzitutto riaprendo la app, ho scoperto che nell’arco del 2018 non sono ingrassata come pensavo, anzi ho perso 1,6 kg.
So che poco meno di 2 kg possono sembrare una magra consolazione, ma per me è stata invece una scoperta importante: nel poco movimento, nel non seguire un’alimentazione accurata, ho compreso che invece ho ormai acquisito certi comportamenti alimentari.
Ovviamente non basta, perché quando mi metto a fare qualcosa sono pignola, così ho chiamato la mia dietista, mi sono fatta rispiegare alcune cose di cui non ero certa, ed ho tristemente appurato che per raggiungere il mio peso forma devo perdere la bellezza di 14 kg.

Lo ammetto: mi sembra un obiettivo impossibile. Soprattutto se considero che negli ultimi tre giorni sforo le calorie che è una bellezza ed i pasti sono tutto fuorché bilanciati. Ed è proprio questo il mio primo obiettivo, ancor più che stare dentro alle calorie: mangio troppi carboidrati, non mangio abbastanza grassi mentre, strano ma vero, le proteine vanno bene (conquista dell’ultimo anno). So bene che se mangio più calorie di quelle che brucio difficilmente dimagrirò, ma se non mi metto un obiettivo per volta mollo tutto, se invece faccio come in salita, un colpo di pedale dopo l’altro, so che prima o poi arriverò in cima.

Ormai da molto ho imparato che non importa quanto tempo impieghi ad ottenere un risultato, quello che conta è che sia duraturo.

Un anno fa ho scritto che per fare una dieta avevo individuato 4 ingredienti: la dieta scritta da uno specialista serio e affidabile, l’amore verso noi stessi, un po’ di tempo e la pazienza.

Quest’anno ne aggiungo un altro: il gioco.

Segnarmi le calorie è un giochino, fatto con un’app piuttosto attendibile, ma sempre un’app è: non mi conosce, non sa la mia storia, somma solo numeri, ti fa dei bellissimi diagrammi (da ex grafica amo queste cose), ma non è nulla di più.Non è la bibbia, non può sapere se e perché quel giorno abbiamo mangiato più una cosa di un’altra o se abbiamo esagerato completamente.
Annotarsi i pasti non deve essere un’azione maniacale ma un modo per verificare l’andamento delle nostre giornate, per capire se veramente ci stiamo impegnando o se per qualche motivo ci stiamo lasciando andare. Può essere che abbiamo bisogno di aiuto in un certo periodo, o più semplicemente stiamo sfogando sul cibo qualche preoccupazione.

Qualsiasi sia il motivo c’è una soluzione più o meno facile, e i nostri conteggi devono essere per noi un monito o un modo per approfondire, ma dobbiamo ricordarci sempre che sono solo numeri.

I primi giorni mi sono resa conto che non mangiavo grassi: ho chiesto alla mia dietista, ho approfondito l’importanza di assumere grassi, quindi ho cercato di capire in che cibi trovarli e come mai li avevo eliminati dalla mia dieta.
Nell’immaginario collettivo il grasso è il male se si vuole dimagrire, ma è un concetto sbagliato posto esclusivamente in questi termini.
Una dieta, una app, tenere un diario giornaliero dei pasti sono state l’occasione di conoscere cose nuove. Segnare la calorie sta cambiando il mio rapporto con il cibo: più consapevolezza di quello che assumo e del perché lo sto mangiando. Solo golosità e piacere del palato, o anche cognizione di cosa serve al mio corpo?

Foto della mia nuova bilancia: sembra una space shuttle.

Dov’è il gioco?

Nessuno mi ha messo a dieta, nessuno mi obbliga a segnarmi e pesare tutto quello che mangio. Quando le mie diete erano composte da pasti pesati al grammo odiavo le bilance, ora che è una scelta mia sono impazzita quando mi si è rotta (obbligando mio padre a regalarmene una), inoltre pesare il cibo è diventato un gesto naturale

giòco (letter. giuòco) s. m. [lat. iŏcus «scherzo, burla», poi «gioco»] (pl. –chi). – Qualsiasi attività liberamente scelta a cui si dedichino, singolarmente o in gruppo, bambini o adulti senza altri fini immediati che la ricreazione e lo svago, sviluppando ed esercitando nello stesso tempo capacità fisiche, manuali e intellettive

La definizione completa di gioco è molto lunga e la trovate qui.

Per estensione una dieta, o un impegno in senso lato, non possono essere definiti gioco: non si decide di perdere peso per divertimento, però è una scelta volontaria che può svolgersi anche in compagnia (amici che decidono di sostenersi) e che può sviluppare nuove capacità (come ad esempio approfondire l’importanza dei grassi).
Quello che cerco di raccontare è questa mia piccola grande vittoria, con la speranza che sia di aiuto a chiunque legga.

Nel momento in cui sento il peso di fare una cosa non arrivo da nessuna parte, ma quando ne comprendo l’importanza (in questo caso la mia salute) e, cosa ancor più rilevante, riesco a vivermela con leggerezza, i risultati arrivano.

Non devo distrarmi, lo so bene, ma ho cominciato l’anno con circa 100 km nei primi 10 giorni e perdendo 1,3 kg. Nulla di eclatante in generale, enormi risultati per me.
Il primo grande insegnamento, a cui sono sicura ne seguiranno tanti altri, di questo 2019 è proprio questo: fare le cose divertendomi, prendere tutto come un gioco, seriamente ma con leggerezza. Ho compreso che solo così trasformo ciò che ho sempre vissuto come impegni insormontabile, parte del mio quotidiano.


Info tecnica: la app a cui faccio riferimento è MyFitnessPlan. Sto testando la versione premium.