Di consigli e di esperienze.

I consigli tra ciclisti lasciano il tempo che trovano… Come del resto, forse, nella vita.
O sei sicuro che la persona a cui vuoi dare il tuo consiglio (spesso non richiesto) la vede come te (il tipo di bici, come la usa, come si allena, etc…) oppure è aria fritta. E anche nel primo caso non è detto.

Se, ad esempio, sei uno stradista che non ha mai fatto un cicloviaggio, consigli pratici su un viaggio sulla base di cosa li dai? Sull’idea di quello che tu faresti… Ma non puoi saperlo perché quell’esperienza non l’hai (ancora) fatta.

E anche tra gli stessi cicloviaggiatori e cicloviaggiatrici, esistono degli abissi. Siamo tutti diversi, di conseguenza lo sono il modo di vedere la bicicletta e il viaggio in bici.

Quindi nessuno parla più?

Ovvio che no.
Il punto cruciale è che non serve dare consigli, ma bensì raccontare la propria esperienza personale, da cui ognuno coglierà ciò che più sente e gli interessa. Si tratta di offrire qualcosa (esperienza) e non insegnare qualcosa (consiglio).
E, in questo modo, si uscirà da un qualsiasi dialogo arricchiti.

In sintesi se un consiglio non è richiesto, il silenzio è d’oro.
Se un consiglio è richiesto, non serve innalzarsi a chissà quale livello, anzi: un consiglio non è altro che il racconto di cosa e come avete vissuto una determinata situazione, è condivisione e crescita.

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