Da un po’ non Vi aggiorno con le mie cronache da ciclista urbana. Il motivo è semplice: mi toccherebbe ripetere sempre le stesse parole e, ammetto, è un po’ demotivante. Purtroppo la situazione è sempre quella, se non un po’ peggiore.

Mi sto seriamente interrogando quale contributo pratico possa dare, in che modo denunciare la mobilità non proprio sostenibile nella mia città, senza cadere in fazioni ma cercando di alimentare un dialogo, uno scambio. Al momento temo di non avere la pazienza e la capacità di fare una cosa del genere. Nello specifico, vista l’attuale situazione nazionale causa coronavirus, sarei inascoltata (giustamente).

Qualche settimana fa, un tizio (o una tizia… Non so se uomo o donna non l’ho visto), mi ha toccato con lo specchietto: per fortuna il suo si è chiuso ed il mio spostato. Ho mantenuto il controllo e non sono caduta. Ero sulla destra, sotto la pioggia e luci regolarmente funzionanti. Sono quasi certa che l’autista si sia resa/o conto di quel che stava succedendo perché ha raddrizzato di botto la traiettoria dell’auto, peccato che non abbia rallentato e men che meno si sia fermata/o a vedere se avesse provocato dei danni.

Nell’aggiornamento del codice della strada, in perenne revisione e non ancora approvato, c’è la proposta del metro e mezzo di distanza durante il sorpasso di una bici. Da sempre questa cosa ha scatenato le peggiori risposte tra cui, la più famosa, che facciamo giriamo con il metro?.

A parte che se c’è una strada a due corsie, non capisco perché non spostarsi di corsia nel superare anche una bici. Il mio incidente è avvenuto in una strada a doppia corsia, ad esempio. Ma soprattutto, a nessuno frega niente se invece di un metro e mezzo superate ad un metro, oppure ad un metro e venti, il problema è che neanche Vi spostate.

Ho fatto due conti a naso: il mio sorpasso è avvenuto a -5 cm, ancora un paio ed ero per terra, forse morta.

Quando ci renderemo conto che stiamo giocando con la Vita delle persone?

Perché a questo punto, sinceramente, frega niente se volete ammazzarVi correndo in auto, il problema è che se va bene ferite qualcun’altro, magari rimandendo incolumi, correndo in libertà (e in violazione del codice) grazie al livello di sicurezza raggiunto dalle automobili.

Di recente una ragazza milanese è venuta a farsi revisionare la bici.
+ Hai mai pedalato a Genova?
– Ancora no
+ Consiglio numero uno: stai in mezzo alla strada, ti imprecano dietro ma almeno ti vedono e sono costretti a rallentare per sorpassarti

Ebbene sì questo è il consiglio che do a chiunque voglia pedalare a Genova. Fino a due sere fa, ero un po’ troppo a destra ed un mercedes si è fermato a due millimetri da me: eravamo fermi al rosso, ditemi Voi che senso ha.
Perché non smetto di pedalare? Onestamente non lo so.A volte credo sia giusto lottare per quello in cui credo, altre è l’orgoglio di non voler cambiare il mio stile di Vita per l’egoismo di altri.
Su tutto vince la sensazione ogni volta che salgo in sella, al di là delle disavventure.