Biglietti-da-visita

Un anno fa, al Cosmobike, nasceva la CiclistaIgnorante. Idea che poi si è concretizzata qualche mese dopo con l’acquisto del dominio e la creazione di questo blog.
In un anno e con il passare del tempo e delle parole, si sono delineati a grandi linee il mio pubblico e gli argomenti di cui mi piace scrivere (e studiare), e attraverso queste pagine racconto la mia avventura di donna, che a quasi 40 anni vuole cambiare lavoro per diventare meccanica di biciclette.

Bici in fibra di legno: realizzata con la stessa tecnica della fibra di carbonio, però in legno.
Bici in fibra di legno: realizzata con la stessa tecnica della fibra di carbonio, però in legno.

Ci tenevo ad andare a Cosmobike anche quest’anno.

Più per me stessa e il mio personale anniversario, che per la fiera in sé.
Se vi aspettate in questo post una descrizione tecnica di quel che ho visto o non ho visto, non è il post per voi.
Intanto ero stanca morta, quindi me lo sono goduta un po’ poco.
Questa fiera capita sempre a metà del Salone Nautico, evento che a Genova ha grande rilevanza e che per motivi di lavoro mi assorbe molto.

Sono andata in treno, partendo alle 5.30 del mattino, perdendo la coincidenza a Milano e arrivando a Verona con un’ora di ritardo sulla tabella di marcia.
Peccato che avessi ben due appuntamenti, uno in fiera e uno fuori e che quindi il tempo che ho dedicato al Cosmo alla fine è stato un po’ risicato.

Sicuramente l’hanno fatta da padrona, quest’anno ancora più dell’anno scorso, le biciclette a pedalata assistita, mentre rispetto alla precedente edizione le gravel sono passate un po’ in sordina.

Sono andata, anche, per chiarirmi le idee sulla mia futura bici.

mi ha fatto un po’ strano girare tra gli stand e capirci qualcosa di più.
Anche se, lo devo ammettere, faccio ancora un casino totale con le guarniture, e continuo incessamente a guardare forme e colori del telaio prima di ogni cosa.
Ho compreso che sono per le linee essenziali e che mi piace il colore bronzo cromato (una robina minimale insomma).

Amore puro, al primo sguardo... Wilier Triestina Jaroon
Amore puro, al primo sguardo… Wilier Triestina Jaroon

A parte questa piccola digressione, a distanza di un anno posso dire di aver raggiunto un piccolo obiettivo: le due persone che ho conosciuto, grazie a questo blog.

La prima, Loredana, è una donnina che è un portento, piena di energia e di voglia di fare: ho incontrato anche la famiglia che l’ha accompagnata in fiera, ci siamo scambiate opinioni e idee, e ci siamo ripromesse di rivederci con più calma, e magari in sella.
Qualche giorno dopo mi ha chiesto Come posso aiutarti con il tuo blog?

La seconda un meccanico di Valeggio sul Mincio, Pietro, conosciuto online un po’ di tempo fa, sempre pronto a darmi dritte ed a incoraggiarmi sul mio percorso. Lo chiamo l’uomo delle ruote, dato che costruisce e sistema ruote da che era ragazzino: ammetto che mi sono persa ad ascoltarlo, perchè ne sa, ne sa parecchio, ed è uno di quei rari casi in cui il meccanico non è geloso del suo sapere, anzi, ama condividere.

Quale è il piccolo obiettivo che si è concretizzato?

La rete. Si è creata una microrete, dove io ho incoraggiato una persona ad inseguire il suo sogno e sono stata a mia volta incoraggiata.
Il blog è nato per questo: come detto in diverse occasioni non ha altro scopo se non la condivisione delle nostre esperienze di ciclist* e meccanic*.

Come è stato per l’anno scorso, sono rientrata da questo Cosmobike, piena di idea, ma la fatica di questi giorni mi ha un po’ distratta da ogni mio intento.

Serve riordinare le idee, valutare le nuove collaborazioni, e continuare a scrivere.

A dicembre ho un corso ed a gennaio parto con una serie di giornate di formazione, sto lavorando per lasciare un buon ricordo di me in azienda e trovare qualcuno che possa prendere il mio posto.

E la cosa più bella che mi è uscita fuori in questi giorni sono i biglietti da visita del blog… 🙂

Ma soprattutto, dopo il giro in fiera, il dubbio mi attanaglia: Salsa Vaya o Wilier Jaroon?
(Considerando che non ho un euro che sia uno, posso attanagliarmi nel dubbio ancora un po’)