Scatto qualsiasi in Corso Italia mentre aspetto che scatti il verde.

Oggi ho passato circa due ore a fare stracci.
Un’amica mi ha regalato parecchie lenzuola e nel riordino generale mi sono preparata gli stracci da lavoro, sono molto più comodi della carta e mi illudo di inquinare meno.
Oggi la giornata era dedicata alla pulizia e al riordino generale post chiusura natalizia. In realtà non ho proprio chiuso, ho lavorato a chiamata.

“Oggi non c’è?…”
“Se ha bisogno arrivo, che succede?”
“Ho fatto qualche casino con i pedali… sa, è il regalo di Natale”

“Adri, domani voglio pedalare, mi guardi la bici?”
“Ok, ci vediamo alle 15 in officina”

Mi piacerebbe gestire il lavoro sempre in questo modo, ma allo stesso tempo non amo la saracinesca chiusa, dà proprio una brutta immagine. Nei giorni un po’ strani mi prendo qualche libertà. I clienti sono abituati ad i miei orari strambi: lavoro a giorni alterni, tre in bucofficina a tempo pieno, tre pomeriggi fuori per i corsi di formazione, tre mattine al pc tra blog, social e cose da studiare.

Oggi mentre facevo gli stracci pensavo proprio al lavoro dietro le quinte.

Ho riaperto ed era necessario ripartire da capo.
Ho sistemato fuori. Ho ripulito dentro: 4,7 mq di officina sono difficili da gestire, mettere in disordine è un attimo ed io avevo lasciato il delirio.

Non si pensa mai al dietro le quinte delle cose, a quanto lavoro studio impegno ci possano essere dietro ad un cambio regolato in meno di cinque minuti. Il mio record personale al momento è sotto i tre minuti (considerando che un cambio lo provo dieci volte di seguito in diversi modi prima di tirare giù la bici dal cavalletto).

“Cosa ne vuoi sapere tu che oli bici e gonfi gomme”

Ne ho subito di maschilismo, un po’ in tutte le forme, ma una cosa così brutta non mi era mai capitata. Qualche giorno fa non hanno preso bene una mia osservazione, esprimevo un mio parere professionale come grafica (lavoro che ho svolto per quasi 20 anni) e quella è la risposta che ho ricevuto. Non ho avuto la prontezza di rispondere, lì per lì ho incassato malissimo.

Da quando faccio questo lavoro ho capito che neanche i diversi tipi di valvole sono scontate. Ed oggi mentre facevo stracci pensavo a quanto lavoro può esserci dietro ad un gesto di pochi minuti. Al rispetto che si dovrebbe avere di ogni lavoro, che sia intellettuale o manuale.

“Scusi lei aggiusta anche bici elettriche?”
“Dipende… in realtà sulla parte elettrica ho ancora molto da imparare, sulla parte meccanica nessun problema. Se vuole le dico dove andare”

Silenzio dall’altra parte… pensavo mi avesse chiuso il telefono in faccia.
“Ma lei è proprio onesta, io non ho fretta la porto da lei e ci studia”

Oggi tra uno straccio e l’altro è successo anche questo.
Il mio lavoro non è facile, né difficile, se si studia.

E quello che amo è che mi ha restituito una condizione umana.

Due amici sono passati a trovarmi, per poi scoprire che si conoscono tra di loro. Ho salutato tutti i miei amici cani, ho fatto gli auguri di buon anno a tutte le persone del quartiere. Ho speso due parole con chi aveva voglia di parlare. Una possibile cliente mi ha raccontato metà vita per dirmi che forse mi porterà la bici. Ed ho lavorato, cantando come una pazza e, purtroppo per tutti, sono stonata.
Oggi era il primo giorno di lavoro di questo nuovo anno. Promette veramente bene.