Foto dei biglietti da visita de La Ciclista Ignorante

Aggiornamento al 9/4/2021
Dopo averci molto pensato, aver fatto diversi esperimenti ed aver compreso che sono troppo fuori da certe dinamiche, ho deciso di cancellare la pagina su Tipeee. Non sono una creativa nel senso puro del termine: non faccio solo video né mi occupo esclusivamente di podcast.
Ma ho scelto di non modificare il post che segue, perché è un pezzo di percorso, di prove, errori e cambiamenti.

Come potete vedere, se avete piacere di sostenere questo blog e tutto il mondo ad esse connesso, qui a fianco c’è sempre il widget. Serve Satispay, un’app che Vi consiglio di provare perché molto comoda non solo per l’utente ma anche per l’esercente, viste le commissioni molto più sostenibili rispetto a quello bancarie, ma questa è un’altra storia:-)


Non ho mai più parlato della campagna crowdfunding lanciata a fine estate e ormai conclusa da tempo. È stata un’esperienza così difficile che ho avuto bisogno di disintossicarmi un po’ da tutto per vedere le cose nella giusta prospettiva.
Innanzitutto non amo bombardare chi mi segue di post e visti i tempi serrati della campagna (40 giorni massimo) è quello che poi ho fatto, con il risultato di saturare talmente tanto i miei canali social da non essere letta. Succede anche a me che se mi parlano sempre della stessa cosa mi scazzo e leggo altrove. Per questo mi scuso, sinceramente.

Il crowdfunding è una roba difficile, ancora meno che in altri ambiti non basta la buona volontà, serve avere dietro una struttura articolata e complessa che mette in atto quelli che comunemente vengono chiamati strumenti ninja del marketing.
Se lo sapevo perché l’ho fatta lo stesso? Non lo sapevo, l’ho imparato grazie a questa esperienza.

Ho banalmente pensato che se metà delle persone che mi seguono qui e sui vari canali social, avessero donato 5 euro avrei raggiunto metà cifra e per me sarebbe stato un successo già così. Ho banalmente pensato che le persone che mi leggono la pensino come me e che sarebbe stato naturale per loro sostenermi. Ho banalmente sbagliato.

Innanzitutto la mia campagna era poco concreta e molto filosofica.

Se fate un giro online le campagne che funzionano sono quelle dove si vuole raggiungere un obiettivo concreto: dal pagare una multa a ricomprare lo scooter a chi ne ha bisogno, da chi necessita di cure mediche costose a chi vuole realizzare un film. Io avevo ed ho tutt’ora degli obiettivi che sono concreti, come l’acquisto di alcune attrezzature e la realizzazione dei corsi, ma quando dico e scrivo che La Ciclista Ignorante non è solo la ciclofficina, entro in un terreno per me reale e concreto ma per chi mi ascolta poco tangibile. Tutto questo l’ho capito dopo, lo immaginavo da subito ma l’ho toccato con mano durante la campagna.

Un altro limite, che mi ha stupito molto, è stata la poca digitalizzazione delle persone, la non capacità di fare un pagamento online. Persino mio padre, quasi 70 anni, paga online e usa l’home banking: mi ha stupito molto sentirmi dire non sono capace anche da persone giovani.

E poi c’è una cosa che penso, che ho scritto nella descrizione della campagna e su cui non sono mai più tornata: sono un’impresa artigiana e per molte persone sono cavoli miei, ho mollato il posto fisso per aprire un’attività. Dite che non è così? Non lo sapremo mai, il dubbio rimane lì.

Detto questo perché ne parlo ora a distanza di mesi. Ok, ho metabolizzato e sto analizzando, ma a quale scopo?

Intanto per ringraziare ancora una volta chi c’era prima, chi c’è ora, chi ha sostenuto con una donazione, una condivisione, con il passaparola.

Il 10 dicembre scorso ho festeggiato due anni di attività con una diretta Instagram, è stato bello condividere quel momento ed in un qualche modo questo post si pone lo stesso obiettivo: grazie di cuore di esserci, senza Voi che mi leggete, anche se spesso silenziosamente, senza commentare, io non sarei dove sono ora.

Da quella esperienza sono nate altre due sfide.

La prima sfida è che ho deciso di fare formazione, inaugurando ufficialmente i Corsi Ignoranti.

Praticamente non sono ancora partita, le restrizioni tra regioni fanno sì che chi ha comprato il corso, aspetti di potersi spostare. È stato emozionante vendere il primo corso fuori regione: non lo immaginavo neanche quando li ho creati. Al solito è difficile capire come funzionano, perché come sempre ragiono fuori dai soliti schemi. Partiamo dal presupposto che ho realizzato quello che per me è il corso ideale. I miei corsi sono individuali, personalizzati, attivabili in qualunque momento dell’anno e le ore sono divisibile come volete, compatibilmente ai nostri reciproci orari. Questa cosa confonde lo so, le persone mi dicono quando parte il corso fammi sapere… La risposta è: quando volete Voi.
Contrariamente a quello che fanno altri e che suggerisce qualsiasi marketer, non faccio corsi di tot persone, con la favola del compralo ora che ti costa meno oppure i posti stanno per esaurire muoviti… Non è il mio modo di fare, non mi piace vendere aria fritta.

I corsi si svolgono nella mia ciclofficina, sulla Vostra bici o su una delle mie se siete più tranquille. I miei corsi sono pratici e concreti: non ho tutti gli attrezzi di questo mondo (personalmente dubito che qualcuno li abbia), la location può non sembrare super figa (cioè per me lo è) e non insegno quello che non so.

La seconda sfida è che sono approdata su Tipeee.

Vedete il widget in alto a sinistra? Se cliccate lì approdate per l’appunto sulla pagina di Tipeee, una piattaforma di crowdfunding permanente. Nel testo del widget leggete per contenuti liberi e indipendenti: non ho mai voluto su questo blog e tra i miei contenuti pubblicità di alcun tipo e, come scrivo, questo ha un costo. In realtà il progetto legato a Tipeee è molto più ampio, perché sto lavorando sia su alcuni corsi online, sia sul canale podcast e al canale YouTube ma facendo tutta da sola ed avendo una ciclofficina da mandare avanti la cosa sta andando a rilento. Non a caso l’ho definita una sfida.

Nonostante abbia raccolto poco più del 10%, considero la campagna crowdfunding un successo sotto tutti i punti di vista. Ho delineato l’identità de La Ciclista Ignorante fino in fondo, la mia creatura che va al di là di me come persona e che spero un giorno trovi delle eredi ed ho aperto la strada a nuove avventure professionali. Ne vedremo delle belle.