Primo corso: ciclomeccanica base. Saronno 30.04.2016

Più volte mi hanno accusato di consigliare i corsi Bikeitalia a prescindere, come buona pratica prima di aprire un’attività. Non è così.
Chiariamo una cosa importante: da un punto di vista qualitativo, i corsi Bikeitalia sono fatti bene. Ed aggiungo: nessuno mi sta pagando per scrivere questo post, anzi, non so neanche quanto i ragazzi di Bikeitalia lo apprezzeranno fino in fondo. Il perché lo scoprite continuando a leggere.

Qualche settimana fa ho scritto un lungo articolo su come aprire un’officina di riparazione biciclette. Non mi sono dilungata, in quella sede, sulle competenze tecniche che do per scontato (forse illudendomi) quando si decide di intraprendere un certo percorso professionale.

Queste competenze vanno create. I corsi Bikeitalia sono un buon modo per crearle, ma dipende dal punto di partenza della persona.

Primo corso: ciclomeccanica base. Saronno 30.04.2016
Primo corso: ciclomeccanica base. Saronno 30.04.2016

Quando mi sono affacciata al mondo della ciclomeccanica sapevo a malapena cambiare una camera d’aria. Fine.
Non avevo idea che esistessero diversi tipi di freni, regolare un cambio era un’utopia, l’idea di revisionare una serie sterzo e centrare una ruota mi sembrava impossibile.Quando ho iniziato volevo fare un viaggio in bici e, in caso di necessità, avrei potuto mettere mano al mezzo. Non immaginavo di certo che un giorno ne avrei fatto il mio lavoro.
Ho iniziato a frequentare tutti i corsi da cui ho appreso le basi teoriche e una prima abbozzata pratica. L’esperienza si crea con tanta tanta pratica, ecco perché la definisco abbozzata: è importante, è la caratteristica principale dei corsi, ma è solo il punto di partenza.

Come ho raccontato spesso, quando è uscito il masterclass non sapevo cosa fare. Avrei ripetuto tutto quello appreso negli altri corsi? Per me era un investimento importante, il dubbio di buttare dei soldi era forte.
Come sapete, alla fine mi sono decisa a farlo, ed è stato importante ripetere, rivedere delle cose, approfondirne altre.
Un conto è un corso di un giorno e poi l’assistenza via email, altro è vedersi più volte di seguito ed approfondire gli argomenti con la supervisione diretta di chi ne sa più di te.
Forte di un’esperienza lavorativa in cui, dopo dieci anni, ho patito non poco la mancanza di una base teorica strutturata, sono felice di aver fatto i corsi. Perché allora non ne sapevo niente.

Adesso, con la testa e l’esperienza maturata, non li rifarei, non dopo un anno di lavoro in cui ho visto qualunque cosa. Per quello dico che dipende da dove partite, da quanto ne sapete, ma soprattutto dalla Vostra voglia di migliorare e imparare.

Ma il discorso è ancora più complesso e provo a spiegarmi al meglio.

Quando scrivo che ho visto qualunque cosa intendo proprio qualunque: dal cancello abbandonato in cantina (dove ho aperto la serie sterzo con il flessibile) all’ebike cinese comprata online, dalla bici in acciaio pesantissimo all’ultimo modello in carbonio superleggero. Decisamente mi diverto in bucofficina.

Se ogni giorno vedi bici completamente diverse tra loro e accetti qualunque sfida, hai un approccio tale al lavoro da non smettere di migliorarti e di studiare. In pratica costruisci costantemente la tua formazione. Ne sai abbastanza da non aver bisogno di un corso.Per quanto ben fatto, un corso rimane teorico, la Vita in ciclofficina è ben altra.

Qualunque cosa però non vuol dire aver aggiustato tutte le bici dei tuoi amici: due o tre modelli, super moderni. Quello è saper mettere mano alla bici, ma non di certo avere un’idea globale e reale.

Ph. Fabio Bussalino 2020. Tutti i diritti riservati.

Un’ultima nota.

Puoi anche condividere la mia attuale situazione, ossia essere un/una ciclomeccanico/a che ne sa, che sa muoversi, che ha imparato molto sul campo e se ha dei limiti apre internet e va a cercare ciò che serve o, ancora meglio, studia e si crea il suo metodo.
Quanto ti pesa economicamente spendere quei soldi?
Se riesci a considerare quella spesa un investimento che non impatta fortemente sul tuo stile di Vita né sul tuo lavoro, allora valutalo. Perché ripetere una volta di più non è necessariamente un male.

Da quando faccio formazione con la cooperativa mi sono ritrovata ad affinare ancora di più la mia tecnica nel fare certe regolazioni, perché se lo spirito è quello di migliorare sempre, veramente non si smette mai di imparare.

Quindi alla domanda se i corsi Bikeitalia vale o no la pena farli, posso solo rispondere dipende.

Senti di aver bisogno di approfondire la tua conoscenza? Da quanto lavori con le bici? Da tanto? Da poco? Potresti valutare il tuo come un investimento? Economicamente ti peserebbe o no?
Non sono domande a cui io posso rispondere per te. Posso solo regalarti la mia esperienza.
In bocca al lupo!