Aggiornamento del 12 maggio 2022.

L’articolo qui sotto è stato scritto il 7 settembre 2017 e, a distanza di anni, sottoscrivo ogni parola.

Nel tempo ho anche capito che conoscere sé stessз è un percorso in divenire, un viaggio e non una meta: con il passare degli anni invecchiamo, cambiano le risorse di energia e cambiano le priorità. Se ci si oppone a tutto questo si sprecano un sacco di energie inutilmente, se ci si guarda dentro invece si trova il modo di adattarsi ai cambiamenti, anche quelli più difficili. Ma forse questo è ancora un altro argomento.

Da questo argomento è liberamente ispirato questo episodio del podcast.

Buona lettura e buon ascolto 🙃❤️


Un po’ di tempo fa ho scritto questo post sulla coppetta mestruale e su come questo dispositivo ha cambiato in meglio la mia qualità di vita e migliorato il rapporto con il mio corpo.

Il mio corpo ho imparato a conoscerlo pedalando.

All’inizio ero convinta che una volta raggiunta una certa soglia di allenamento non sarei più tornata indietro: non funziona così. Se si prova a fare tutti i giorni lo stesso percorso ci si renderà conto che ogni giorno è diverso: in alcuni le gambe non ne vorranno sapere, in altri improvvisamente l’asma sarà più difficile da gestire, in altri ancora sembrerà di volare.

Come mai? Perché un giorno voliamo ed uno arranchiamo?

Innanzitutto perchè non siamo macchine, siamo esseri umani, composti da cellule, sangue, ossigeno e tutte quelle cose lì. In particolare, da donna, sono soggetta al ciclo.

Come dico sempre la bicicletta mi ha insegnato molte cose, tra queste la differenza tra ciclo mestruale e mestruazioni. Voi la conoscete?

Il ciclo dura 25 (oppure 28) giorni a seconda di ognuna, e attraversa diverse fasi tra cui l’ovulazione e le mestruazioni (quelle che comunemente confondiamo con il ciclo). Da che pedalo riconosco le fasi del mio ciclo senza bisogno del calendario: so quando sono in ovulazione perchè ne riconosco i dolori (capita che ci siano, purtroppo) e so quando stanno per arrivare le mestruazioni perchè improvvisamente i giorni prima pedalo come una balena spiaggiata.

Pedalare mi ha fatto conoscere meglio me stessa. Conoscermi meglio vuol dire accettarmi e vivermi serenamente, mi regala autostima e sicurezza e tutto questo rende il mio ambiente più sereno. Di conseguenza, cambia la qualità della mia vita, delle mie relazioni, del mio lavoro.

Sinceramente non ho idea se questa cosa al di fuori si percepisca o meno.

Non voglio dire che dovete tutte per forza cominciare a pedalare, ognuno può trovare la sua strada, vero è che pedalare unisce molti fattori, tra cui città più sicure e rispetto dell’ambiente, che insieme a tutto quanto scritto sopra concorrono ad una vita ancora migliore.

Ho scritto questo post immaginando di parlare con tante donne, soprattutto simili a come ero io, che non si piacciono, che pensano di non valere, che pensano di non essere belle.

Fate qualcosa per voi, solo per voi.

Nel mio caso è stato prendere una bicicletta e macinare chilometri. Fate qualcosa sole con voi stesse, guardatevi, apprezzatevi, perchè sicuramente siete tutte meravigliose e non ci credete, perchè ci fanno sempre credere il contrario, perché permettiamo agli altri di convincerci del contrario. Ma siamo perfette così, anche quando ci sentiamo balene spiaggiate.