Conoscere il proprio corpo e vivere meglio.

Un po’ di tempo fa ho scritto questo post sulla coppetta mestruale e su come questo dispositivo ha cambiato in meglio la mia qualità di vita e migliorato il rapporto con il mio corpo.

È così: il mio corpo ho imparato a conoscerlo pedalando.

All’inizio ero convinta (e forse l’ho già scritto da qualche parte) che una volta raggiunta una certa soglia di allenamento non sarei più tornata indietro: non funziona così.
Se si prova a fare tutti i giorni lo stesso percorso, volendo anche alla stessa ora, ci si renderà conto che ogni giorno è diverso: ci saranno giorni in cui le gambe non ne vorranno sapere, oppure improvvisamente l’asma sarà più difficile da gestire.

Come mai? Perché un giorno voliamo ed uno arranchiamo?

Non siamo macchine, siamo esseri umani, composti da cellule, sangue, ossigeno e tutte quelle cose lì.
In particolare, come donna, sono soggetta al ciclo.

Un’altra cosa che mi ha insegnato la bicicletta: la differenza tra ciclo mestruale e mestruazioni. Voi la conoscete?
Il ciclo dura 25 (oppure 28) giorni a seconda di ognuna, e attraversa diverse fasi tra cui l’ovulazione e le mestruazioni (quelle che comunemente confondiamo con il ciclo).
Da che pedalo riconosco le fasi del mio ciclo senza bisogno del calendario: so quando sono in ovulazione perchè ne riconosco i dolori (lievi, per fortuna) e so quando mi stanno per arrivare perchè improvvisamente i giorni prima pedalo come una balena spiaggiata.

Dove voglio arrivare?

Pedalare mi ha fatto conoscere meglio me stessa. Conoscermi meglio vuol dire accettarmi e vivermi serenamente, mi regala autostima e sicurezza e tutto questo rende il mio ambiente più sereno.
Di conseguenza, cambia la qualità della mia vita, delle mie relazioni, del mio lavoro.

Sinceramente non ho idea se questa cosa al di fuori si percepisca o meno.

Non voglio dire che dovete tutte per forza cominciare a pedalare, ognuno può trovare la sua strada, vero è che pedalare unisce molti fattori, tra cui città più sicure e rispetto dell’ambiente, che insieme a tutto quanto scritto sopra concorrono ad una vita ancora migliore.

Quindi?

Non c’è una conclusione vera e propria: ho scritto questo post immaginando di parlare con tante donne, soprattutto donne come ero io, che non si piacciono, che pensano di non valere, che pensano di non essere belle.

Me medesima... e ci metto la faccia, con il naso bruciato dal sole:-)
Me medesima… e ci metto la faccia, con il naso bruciato dal sole:-)

Fate qualcosa per voi, solo per voi.

Nel mio caso è stato prendere una bicicletta e macinare chilometri.
Vi regalo la mia esperienza: fate qualcosa sole con voi stesse, guardatevi, apprezzatevi, perchè sicuramente siete tutte meravigliose e non ci credete, perchè ci fanno sempre credere il contrario, perché permettiamo agli altri di convincerci del contrario.

Ma siamo perfette così, anche quando ci sentiamo balene spiaggiate.

 

 

2 Comments

  1. Laura

    Bello!
    Non ho mai badato molto all’effetto pedale sul ciclo, ma balena spiaggia mi ha fatto ridere!
    Concordo pienamente sul ‘fate qualcosa per voi’
    Anche a me la bici ha fatto e fa un gran bene. Molto simile a quanto dici tu.
    Buon pedale!

Come la pensi...