Uno scatto sbagliato, bello, particolare.

Non appartengo a quella categoria di persone che pensa il cliente ha sempre ragione e che l’importante è lavorare, tralasciando il come. Non lo sono mai stata.

Mi ricordo di una sera (troppi anni fa ormai) a fare prove colore in laboratorio fino alle dieci, variabili così minime che alla fine neanche io vedevo più le differenze. Ho sempre amato lavorare bene, dare il massimo, impegnarmi. Ma quando a due giorni da una mostra decidi di cambiare il colore di fondo di tutti i pannelli, non sei un cliente che ha ragione sei solo unə stronzə senza riguardo per il lavoro altrui. Ovviamente sono esempi tratti dalla mia vecchia Vita, successi veramente e come credete che sia finita?

Le persone hanno sempre pensato che le mie idee nascessero dall’essere dipendente, dall’avere il famoso stipendio fisso. In realtà questo mio modo di pensare è stato uno dei tanti motivi che mi ha portato a cambiare lavoro.

Il cliente non ha sempre ragione, può sbagliarsi, ma soprattutto non ha alcun tipo di ragione se si pone in modo maleducato saccente e pretenzioso.

Proprio di recente ho aggiornato il blog, aggiungendo la pagina Ciclofficina dove dico chiaramente che non farò un elenco di regole e che mi aspetto che tra persone adulte ci si comporti in modo educato e rispettoso.

Non Vi narrerò tutte le volte che questo non è successo, sarebbe un elenco assai lungo e sono solo al terzo anno di attività. Semplicemente invito tuttə, ancora una volta, a ricordarsi che davanti non hanno solo un fornitore, una barista, una commessa, etc etc etc, ma una persona.

Di sbagliare capita, c’è modo e modo di farlo notare, c’è modo e modo di decidere di rimediare all’errore.

La vera questione non è mai l’errore di per sé, ma come questo si gestisce, da entrambe la parti.


Per chi non lo sapesse questo simbolo ə si chiama schwa. Di recente Google l’ha introdotto sulla sua tastiera android ed ho iniziato ad usarlo (basta tenere premuta la e ed appare tra i diversi simboli). È difficile da pronunciare e scomodo da scrivere (soprattutto da pc), ma segna il cambiamento, un primo importante passo verso quel linguaggio inclusivo che nella nostra amata lingua manca. Sulla questione parole e identità Vi rimando a questo podcast e questo post.