Le bici e Bologna

Ormai è qualche mese che sono aperta e la varietà dei clienti inizia a essere notevole, dal ragazzino con la bmx al signore più attempato che vuole trasformare la sua vecchia gloria in bici da passeggio.

So da tempo quali sono i lavori che preferisco, anche se alcuni mi hanno sorpreso. Di fatto quando si tratta di mettere mano ad una bici, mi piace a prescindere sporcarmi le mani e rimetterla a nuovo. Il mio amore per l’e-bike è invece tumultuoso, ma non è neanche colpa loro. Ci vuole tempo.

A parte gli scherzi, come sapevo, ogni bici mi sta insegnando qualcosa.

Questa è la parte bellissima del mio lavoro, lavoro parecchio complicato perché non limitando la gamma di bici che aggiusto, né i marchi, è complesso avere sempre la soluzione immediata, anzi sono più le volte che mi tengo la bici qualche giorno.
Sono felice di essere riuscita a far passare questo messaggio ai miei clienti.

Uno dei motivi che più mi ha rallentato nel cambio di lavoro è diventato in poco tempo una delle cose che mi piace di più: conosco persone di ogni genere ed in mezzo c’è di tutto.

Ovviamente sono un essere umano e non è che amo tutti a prescindere, ma in generale cerco di trovare il buono in ogni incontro. Essere continuamente a contatto con gli altri, per me che sono un’asociale (anche se non ci credete), vuol dire superare costantemente i propri limiti, uscire ogni volta dalla mia zona di comfort. A volte è più facile, altre meno ed ogni incontro, se voglio, può diventare una scoperta di me stessa.

C’è una sola categoria che mal tollero e che allo stesso tempo mi ha ispirato questa nuova idea e cioè coloro che cercano di intortarti per farti lavorare gratis: non vogliono spendere ma pretendono che tu faccia lavori anche dispendiosi, soprattutto in termini di tempo.
Come ho detto mille volte non considero il tempo un fattore determinante nella quantificazione del prezzo, soprattutto nel caso di bici veramente molto maltrattate: ma è una mia scelta. Chi cerca di fregarmi pensando di avere davanti una cretina mi manda il sangue al cervello ed ovviamente non ci riesce.

Al lavoro sul rimontaggio pedivelle Shimano Sora.

Ormai ho 40 anni, una partita iva fallita alle spalle, più di 10 anni di lavoro dipendente in mezzo alle iene, se decido di fare un lavoro oltre il preventivo stabilito e se decido che è un di più che non farò pagare, è solo una mia scelta.

Dopo un incontro molto poco spiacevole che mi ha lasciato il malessere addosso per mezza giornata, cercando di tirare fuori qualcosa di buono anche in questa occasione, ho deciso di prendere spunto dalla figura del dentista sociale per dare vita alla ciclomeccanica sociale. Di fatto c’è molto poco di nuovo, vedasi le ciclofficine popolari.
Onestamente non credo di essere la prima, in Italia e soprattutto nel mondo (non ho voglia di fare ricerche approfondite quindi non lo so), sono sicura che a Genova non esiste una cosa del genere. Lo so perché prima di essere ciclomeccanica sono stata a mia volta cliente.

Per chi non lo sapesse il dentista sociale è una figura riconosciuta dallo Stato: in pratica se hai un basso isee e necessiti di cure dentistiche, il dentista sociale ti cura gratis o comunque a cifre molto basse, ben lontane da un qualsiasi studio dentistico. In merito ci sono diverse polemiche perché ti toglie il dolore (ossia spesso ti leva il dente) e non ti fa chissà quale lavoro di odontoiatria. In realtà non è vero perché esiste anche la figura dell’odontoiatria sociale, ed in ogni caso già non avere dolore non è poco.
Le conseguenze di denti mal trattati possono essere molto gravi: lo so ne ho dovuti togliere tanti, non dal dentista sociale non sono così povera (per fortuna) ma lo sono abbastanza per non fare l’impianto che dovrei. Ma questa è un’altra storia.
Tornando al punto ho preso spunto da questa figura per decidere di dare un servizio simile sulle biciclette.

Ma quale è la differenza tra una ciclomeccanica sociale e una ciclofficina popolare?

Forse nessuna, tranne che gli attrezzi del lavoro li uso solo io e che decido di lavorare gratis solo per chi me ne dimostra la necessità. Una delle condizione è la presentazione dell’isee.
Ovviamente potrei incontrare il furbone di turno, con isee bassissimo ma che di fatto non è assolutamente in condizione di povertà.

Diciamo che tutto è soggetto al mio insidacabile giudizio: mio il tempo, mia la professionalità, mie le regole.

Perché sempre di professionalità si parla e questa cosa ci tengo parecchio a sottolinearla.
Spesso si pensa che gratis sia l’equivalente di lavoro mal fatto o di poco valore, ma è un’equivalenza sbagliata.
Nella mia ciclofficina non faccio distinzione sul modello della bici, me ne frega poco del suo valore commerciale, come non mi importa se il mio cliente è ricco o povero: il lavoro è sempre lo stesso. A volte l’unica vera discriminante è l’antipatia, ma poi io parlo con la bici, mica è colpa sua se il suo padrone è quello che è.

A parte i miei vaneggiamenti da ciclomeccanica pazza, il punto è uno solo: io con il mio lavoro ci mangio, ma non voglio che sia solo un lavoro, vorrei fosse un mezzo, sociale. Ho sempre avuto il desiderio di mettere al servizio degli altri ciò che so fare.

Se grazie alla mia più grande passione, la ciclomeccanica e la bici, posso fare del bene, lo faccio.

In un mondo dove i furbi sono sempre in agguato, devo e voglio tutelare il mio lavoro e questo servizio. Per potervi accedere è necessario presentare l’isee, starà a me valutare chi ho davanti.
Di seguito i dettagli dell’offerta e per qualsiasi altra informazioni non esitate a contattarmi:

  • per isee inferiore a 8000 euro l’anno: servizio gratuito
  • per isee compreso tra 8000 e 12000 euro l’anno: agevolazione con sconto del 30% sul totale
  • per isee compreso tra 12000 e 20000 euro l’anno: agevolazione con sconto del 15% sul totale