Meditazione in movimento: intervista a Filippo Silvestri

Qualche mese fa, tra queste pagine, ho ospitato Manuela, creatrice del blog Cycling in love.
Oggi ospitiamo l’altra metà del blog, Filippo.

Presentati: età, dove vivi, che lavoro fai…

Mi chiamo Filippo e ho 32 anni. Sono toscano, precisamente di Orbetello e al momento vivo a Tarquinia da circa 26 anni. Lavoro al porto di Civitavecchia in un’agenzia marittima come agente portuale e il mio compito consiste nella gestione dei servizi alle navi da crociera e traghetti. È un lavoro molto stressante e che prende grandissima parte del tempo della mia vita, limitandomi non poco in quella che è la mia grande passione per la bicicletta.

E presentaci la tua bici.

Al momento posseggo una bici da corsa, modello Scapin Blake 12k full carbon. Per me ha rappresentato il salto di qualità nella pratica del ciclismo su strada. Ne abbiamo passate di avventure insieme… l’avventura più grande è stata la partecipazione al reality sul ciclismo di Bike Channel La Sfida 2.

Quante bici hai o hai avuto e perché preferisci quella da corsa?

In totale ho avuto due bici da corsa: la prima è lo stesso modello che ha Manuela, ovvero una Olympia Flash team in alluminio.
Mi è stata regalata da mio padre per i 18 anni… ricordo che l’ho desiderata con tutto me stesso! I miei amici mi guardavano storto, per loro a 18 anni il top era ricevere in regalo un’automobile!
Non saprei motivare il perchè abbia sempre preferito la bici da corsa. Il fatto è che mi intrigava moltissimo vedere quelle biciclette e quegli atleti in tv, sfrecciare leggiadri a velocità folli! Ero e sono visceralmente attratto da quel mondo: si tratta di sicuro di un sentimento puramente istintivo e irrazionale.

Quando hai cominciato a pedalare e come mai?

La mia prima volta in bicicletta è stata all’età di 5 anni. Ho imparato a stare in equilibrio nel giro di una mezz’ora su di una bici da passeggio, che era 2 volte più grande di me! Il tutto sullo sterrato della pineta della Feniglia, nei pressi di Orbetello.
Ricordo nitidamente il piacere e l’emozione di pedalare ancora, ancora e ancora…
In seguito ho cominciato a sentire una vera e propria attrazione per la bici, tanto da esternare ai miei genitori di voler iniziare a praticare il ciclismo su strada come sport. Purtroppo però avevano molta paura per la mia incolumità in quanto, si sa, allenarsi su strada comporta innumerevoli rischi e così, purtroppo, non se ne è fatto più nulla.

Come usi la bici? Viaggio, gare, ciclismo urbano oppure…?

Uso la bicicletta prima di tutto perchè mi fa stare bene, sia fisicamente che psicologicamente: quando sono in bici mi sento vivo.
La uso senza dubbio anche per il piacere di viaggiare ed esplorare il territorio e non disdegno affatto l’adrenalina di qualche gara. Potrà sembrare strano, ma pedalare e faticare mi stimola tantissimo anche dal punto di vista mentale e spirituale.

Concepisco la pratica del ciclismo come una sorta di meditazione in movimento, attraverso la quale si approfondisce la conoscenza di se stessi e si stimola tantissimo la parte creativa che abbiamo dentro di noi. Infatti, alcune importanti idee che stanno alla base del progetto Cycling in love sono nate proprio nel corso delle mie uscite in bicicletta.

Filippo: l'altra metà del blog Cycling in love.
Filippo: l’altra metà del blog Cycling in love.

Condividi sicuramente questa passione con Manuela… Com’è condividere una cosa così importante con la propria compagna?

Vedere Manuela appassionarsi così tanto alla bicicletta è stata, ed è ogni giorno, fonte di grande gioia e soddisfazione. Non c’è niente di meglio che condividere una passione così grande con la persona che ami. Sotto questo punto di vista mi ritengo un privilegiato!

Oltre a lei, ci sono altre persone con cui condividi il ciclismo?

Qui dove vivo, il ciclismo su strada è uno sport molto diffuso e, fortunatamente, ho diversi cari amici ciclisti con cui posso condividere ore e ore di sana fatica e divertimento! C’è da dire anche che amo molto anche uscire da solo. Dipende da come mi gira!

Le persone non pedalanti intorno a te come vivono questa passione?

Generalmente mi prendono per matto, soprattutto quando mi vedono andare a letto presto la sera o quando faccio qualche sacrificio nell’alimentazione, magari perchè il giorno dopo mi sono programmato un giro impegnativo… per non parlare quando gli racconto di qualche mia avventura. Le loro facce sconvolte non hanno prezzo!

Tu e Manuela siete temporaneamente lontani: come gestite il blog a distanza? Come vi siete divisi i compiti?

Lavoriamo moltissimo con Google Drive e ci teniamo costantemente aggiornati attraverso tutti i mezzi che, per fortuna, la tecnologia attuale ci mette a disposizione. Al momento è Manuela a farsi maggiormente carico del lavoro, in quanto il mio impiego attuale mi ruba la quasi totalità del tempo e delle energie che ho a disposizione.
Comunque sia, siamo affiatati, crediamo nel progetto e abbiamo un obiettivo in comune da raggiungere.

Sogni per il futuro? E per il futuro del blog?

Piuttosto che sogni, preferisco chiamarli obiettivi. L’obiettivo principale è far sì che dal progetto Cycling in love possa nascere un lavoro vero e proprio, che consenta a me e Manuela di fare della nostra passione la nostra vita.

Chiudiamo l’intervista con una domanda alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta:-)

Bella questa! Allora…dunque, mi faccio una domanda scomoda! Ma Manuela ti ha mai staccato in bici?
Ebbene sì! Ultimamente il tempo per allenarmi è stato pressoché nullo, mentre Manuela ha passato gran parte dell’anno a spaccarsi di salite epiche e così… sì, un giorno che siamo usciti insieme mi ha bastonato in salita! Un po’ ho rosicato, ma è stata una soddisfazione incredibile vederla migliorata così tanto! Questo significa che, appena avrò più tempo per allenarmi, potremo condividere insieme giri più lunghi e impegnativi senza doverci adeguare ognuno al passo dell’altro, così come accadeva in passato. E ovviamente sì, ricambierò la bastonata presa, perchè il ciclismo è anche questo! ;P

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