Non si è mai pronti ad affrontare la morte di qualcuno, anche se lo sai, anche se la malattia con i suoi tempi, in un qualche modo, ti dà la possibilità di prepararti.

Sono giorni difficili per me. Difficili perché ho stravolto la mia Vita e, anche se sono passati mesi, solo ora ricomincio ad avere una routine, delle abitudini, dei punti fissi che mi fanno da bussola.
Sono giorni difficili perché per la prima volta mi ritrovo a salutare qualcuno così vicino a me, vicino di cuore, di fede e di Vita.

Ho provato ad onorare il suo ricordo pedalando.
Venerdì scorso sono stata invitata ad Alessandria e avevo deciso da tempo di rientrare in bici, di provarci. Di queste cose abbiamo parlato l’ultima volta che ci siamo viste. Non me la sono sentita di stare con lei fino all’ultimo, ho già tanti ricordi della sua malattia, ho voluto ritrovare quelli più antichi ed ho voluto creare di nuovi.
Ho voluto continuare a fare le cose che dovevo fare per vincere come ci dicevamo sempre, per raggiungere quella vittoria assoluta che abbiamo condiviso fino all’ultimo.

Il sabato sono arrivata pedalando fino a Borgo Fornari, qualche chilometro prima di Busalla. Il passo della Castagnola mi ha ammazzato, ci sono arrivata con 57 km nelle gambe e la testa ormai piena di dubbi. Avrei voluto chiamarti per essere incoraggiata, come facevi sempre.

Ho ancora molte cose su cui vincere: la dieta e la mia fobia delle discese. Ora ho un motivo in più per riuscirci, per non mollare.
Ho tantissimi obiettivi, come sempre. Li abbiamo sempre condivisi, ci siamo sempre sostenute. Mi hai insegnato a lottare, mi hai insegnato che posso realizzare qualunque cosa, mi hai insegnato che mai bisogna smettere di sognare e porsi obiettivi, che gli ostacoli possono fermare il corpo, ma non la mente ed il cuore.

Sono felice di aver realizzato la bucofficina in tempo per fartela vedere, per il resto non ci sarai fisicamente, ma sarai sempre con me. Ora piango un po’, come facevo sempre nella tua cucina, tu mi preparavi il caffè, ascoltavi con gli occhi chiusi, e poi poche parole per ritrovare la strada.
Mancano, ma mi riprendo, lo sai. Sono forte, me l’hai insegnato tu.